TransAnatolia 2017

link.png Intervista con Etienne Lavigne sulla Dakar 2017


poster dakar 2017Etienne Lavigne è solo in questa conferenza stampa di Parigi. Marc Coma, il direttore sportivo è in Paraguay perchè anche lì si terrà una conferenza dipresentazione, domani. Così Lavigne traccia le linee guida di questa 39. edizione della Dakar che conta un nuovo Paese, il 29° nella storia della competizione: il Paraguay.

“La Dakar di cui parliamo oggi è una Dakar a grandi linee”. Lo specifica subito Etienne Lavigne – direttore generale della Dakar in ASO - e mette le mani avanti in una conferenza stampa a Parigi, quanto mai scarna, non solo di contenuti, ma anche di ospiti. Spariti i ministri stranieri, e presenti solo gli ambasciatori, dei tre Paesi coinvolti. Praticamente la sede scelta per questa presentazione della Dakar 2017 in Rue Galilé, all'Aero-Club de France, si trova a pochi metri dalle ambasciate e gli invitati non hanno dovuto far altro che attraversare la strada. Nessuno di loro parla, solo saluta quando dal piccolo palco Lavigne li ringrazia per la loro presenza.
Poche parole, non più di mezz'ora per decretare che la Dakar 2017 partirà in Paraguay, dalla capitale Asuncion e passerà dalla Bolivia per terminare in Argentina. Il percorso, disegnato sulla carta, è una strana linea, che sancisce la fine dei percorsi ad anello ed apre di nuovo l'era dei grandi trasferimenti. “Oggi posso darvi gli ingredienti della ricetta della Dakar 2017 – prosegue Lavigne, in un tu per tu  – ma la torta non è ancora fatta, bisogna prepararla”. E poi snocciola: “12 giorni di gara, tre capitali, Asuncion in Paraguay, La Paz in Bolivia e Buenos Aires in Argentina. 12 tappe, fra gli 8000 e 9000 chilometri in buona parte inediti, con almeno 5000 km di  prove speciali; e poi tappe marathon ed almeno sei tappe fra i 3800 e i 4300 metri di altitudine. Tutta la parte nel Nord della Bolivia sarà totalmente nuova, così come quella in Paraguay. In pratica tutto quello che sarà al nord di Uyuni sarà totalmente nuovo e sorprenderà i concorrenti perchè la geografia di queste zone è completamente diversa da quella che abbiamo visto in questi anni. E poi c'è la promessa di una Dakar che sorprenderà molti, con condizioni climatiche tanto differenti, come abbiamo già scoperto in questi anni: il caldo dell'Argentina dopo il freddo della Bolivia, con le sue altitudini e dopo la neve, la pioggia, il fango del Paraguay. Sappiamo già che questa Dakar sarà davvero segnata dalle condizioni climatiche”.
A livello logistico certo, le cose sembrano parecchio complicate, per le assistenze che da nove anni, dall'era del Sud America cioè, possono viaggiare solo via strada e si macinano ogni giorno centinaia e centinaia di chilometri. Dapprima Lavigne risponde no “Abbiamo ridotto i tempi di trasferta tra le tappe”, ma poi quando gli si fanno notare le complicazioni ancor prima dell'inizio della gara, si difende: “Quando si partiva da Parigi e si doveva andare fino in Marocco via strada, nessuno si lamentava”.
Confronto un po' 'tirato' perchè allora la gara partiva da Parigi, e c'erano delle speciali di mezzo. In questo caso invece tutti i concorrenti dovranno arrivare a Buenos Aires, recuperare i propri mezzi – auto, camion, da gara e da assistenza – e dovranno poi lanciarsi in un trasferimento di quasi 1500 chilometri fino ad Asuncion, dove il 30 dicembre inizieranno le verifiche.
“In Europa si facevano 2000 chilometri in due giorni sull'asfalto – insiste Lavigne – e non erano certo delle speciali da 3 chilometri, per esempio a Chatueaux de Lastours, o da 5 chilometri a Granada, che facevano la differenza”.  E insiste: “In Europa non abbiamo mai fatto delle vere speciali, ad eccezione del Portogallo negli ultimi anni. Tutti i concorrenti arriveranno a Buenos Aires e andranno al porto per recuperare i mezzi. Poi avranno due giorni a loro disposizione per raggiungere la capitale del Paraguay. Il 30 dicembre si cominciano le verifiche che andranno avanti anche il 31 e il primo gennaio, con il consueto briefing e poi il podio e la sfilata per le vie della città fra pomeriggio e sera. Il 2 poi si partirà all'alba con la prima tappa, in Paraguay”. E a proposito di Paraguay, ASO ha già organizzato in questo Paese, o meglio ha condiviso l'organizzazione del Desafio Guardany che faceva parte delle Dakar Series: “Questo ci permette oggi, dopo due esperienze negli anni scorsi, di avere una buona esperienza in questo Paese, di conoscere il loro stile, il loro modo di lavorare e soprattutto sappiamo come funziona il loro sistema in tema di sicurezza”.
Parlare di percorso è quasi impossibile perchè a parte questa linea un po' rotonda tracciata sulla cartina del Sud America non si sa molto di più. Lavigne conferma una tappa marathon, al momento almeno, mista, e per tutti: moto, quad, auto e camion, e forse un'altra ma solo per una categoria”. Ma altro non si può ancora dire: se le speciali anche quest'anno saranno separate fra moto e auto per esempio, non si può ancora sapere.

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