link.png Barreda, Al Attiyah e Kolomy: i vincitori della Baja Aragon 2016


Una Baja Aragon di alta qualità. Come il latte fresco, quando si compra con il bollino dell'"Alta Qualità". La Baja 2016 è stata davvero una bella edizione e a più di qualcuno sono venute in mente le Baja Aragon di Saragozza, della fine degli anni Ottanta. Per il livello altissimo dei piloti, di moto, quad, auto e camion, e per il numero degli iscritti 167. Certo siamo lontani dai 500 di inizio anni Novanta, ma sicuramente la sfida in campo ha rifatto davvero pensare ai cari bei vecchi tempi. Ha vinto un incredibile Joan Barreda (Honda Hrc) mentre Nasser Al Attiyah (Toyota) ha regalato alla Toyota Overdrive la sua quarta vittoria consecutiva su quattro gare disputate nel 2016 in Coppa del Mondo. Martin Kolomy (Tatra) ha conquistato la prima posizione con il suo camion. Primo piano Nasser

Considerazioni da fare, su questa gara ce ne sono parecchie. E proprio per questo è meglio procedere per capitoli non senza aver prima specificato che al traguardo sono arrivate 51 fra moto e quad su 64 partenti e 64 auto e camion su 93 partiti.

MOTO

Joan Barreda ha vinto la sua terza edizione della Baja Aragon, La prima l'aveva vinta proprio nell'ultima edizione di Saragozza, nel 2012 e poi aveva fatto il bis con la Honda, nel 2013. Poi uno stop di due anni e ieri la terza vittoria, ancora in sella alla Honda. Un successo grandioso che parla di ben 8 minuti di vantaggio sul secondo, che non è propriamente un fermo, ma bensì il forte Gerad Farres (Ktm Himoinsa) che di Baja Aragon Podio moto bajane ha già vinte cinque e che cercava insistentemente il sesto successo, che gli avrebbe consentito di eguagliare il record di vittorie in moto, che appartiene ancora per un altro anno almeno, a Isidre Esteve.

Barreda ha imposto immediatamente, fin dalla prima super speciale, un ritmo forsennato alla gara, un tipo di ritmo che come il pilota ben sa, solo lui è in grado di tenere. Bang Bang Barreda è fatto così, e i suoi tifosi lo amano proprio per quello. Lui guida sempre al limite. E' velocissimo e spericolato e pretende, da se stesso e dalla sua moto, il massimo. Quando si corre così i casi sono due: o si vince o si cade. E Barreda lo sa bene. Così ad ogni gara getta in aria la moneta ed aspetta, fino alla linea del traguardo di vedere da che parte ricadrà, e in questo caso è stata Vittoria. Barreda ha vinto il prologo dando subito 2 secondi a Farres e 5" a De Soultrait, ed è partito in testa il giorno dopo inanellando una serie di tempi da capogiro: 3'52" di distacco a Farres nella prima ps di sabato da 184 km, e 2'51" nella seconda ps da 162 km a Michael Metge, suo compagno di squadra nell'avventura spagnola. Alla fine della tappa di sabato era in vantaggio di 6'50" su Farres. Uno normale che avrebbe fatto? Avrebbe gestito il vantaggio, andando un po' più piano, ma non Barreda. Lui non sa neanche cosa voglia dire andare piano. E' partito alla velocità della luce domenica e ha vinto, dando 58" di distacco a fine speciale a uno Juan Pedrero, che si è svegliato un po' tardi, e vincendo con 8'17 su Gerad Farres che per 1'51" è riuscito a battere un Metge davvero in forma. (Foto: Pep Segales)

E gli altri? Gli altri c'erano, eccome se c'erano. I piloti del momento, quelli favoriti e giovani c'erano tutti: da Xavier de Soultrait a Juan Pedrero, dai 2 Metge - Michael ed Adrien - agli spagnoli Sola, Mena, Oliveras, Adrià, Gimeno ma Barreda li ha resi trasparenti, invisibili.  Pedrero ha avuto nuovamente, e fin dall'inizio, qualche problema con la sua Sherco, esattamente come era accaduto all'Italian Baja. Non riusciva a trovare il giusto feeling, a piegarla come voleva lui, rallentato da una forcella e una ruota che non lo soddisfacevano in pieno e quando domenica ha finalmente azzeccato l'assetto è andato velocissimo, recuperando anche una posizione nella classifica generale, ma chiudendo comunque sesto ai danni di uno Xavier de Soultrait che non è riuscito ad andare oltre la settima posizione. Dietro Barreda c'è un Farres che a parte una scivolata e qualche piccolo errore non ha tenuto - perchè lui non guida in quel modo soprattutto, non è nel suo stile - il ritmo di Barreda ma si è detto più che soddisfatto, e giustamente, del secondo posto. Benissimo Michael Metge che alla sua prima Baja Aragon si è migliorato speciale dopo speciale arrivando alla terza piazza assoluta, davanti ai due fortissimi Oriol Mena e David Adrià. Fra gli italiani il migliore è stato Alex Zanotti su Husqvarna che ha chiuso diciottesimo, davanti a Luca Tavernari 20°. Capitolo a parte per Nicola Dutto, 23° al traguardo che sabato è stato costretto a fermarsi, ma non per un problema tecnico alla sua moto. Il piemontese ha sofferto per una infezione intestinale e si è sentito male durante la prima speciale di sabato. E' stato costretto a fermarsi, debilitato e disidratato, ma il giorno dopo, con uno sforzo di volontà non indifferente è voluto ripartire, concludendo la gara 23° appunto. Tanto di cappello a Nicola, che ancora una volta, funge da esempio per tutti.

QUAD

L'Italia era particolarmente coinvolta nella gara quad perchè un bel po' dei piloti iscritti nella specialità a livello mondiale erano italiani e sapevamo di poter contare su un buon risultato, soprattutto alla luce delle belle cose viste all'Italian Baja un mese prima. Ed in effetti la gara è cominciata alla grande, con la vittoria di Amerigo Ventura (yamaha) nel prologo e la partenza del piemontese per primo sabato, dalla 17. posizione assoluta, nella classifica che teneva conto di moto e quad. Nella prima speciale Amerigo vinceva, battendo ancora una volta il suo nemico numero uno, il bravo Oriol Vidal (Yamaha) e gli infliggeva ben 3'27" di distacco su 184 km. In terza posizione c'era Massimiliano Masante su Honda e quarto, con il suo Renegade 4 ruote motrici era Aldo Lami. Nella seconda ps però accadeva davvero di tutto: Amerigo forava ben due volte e finiva la speciale quinto, Lami rompeva una trazione ma arrivava comunque terzo di ps e Masante soffriva qualche altro problemino e non andava oltre l'ottava posizione. Domenica tutti ripartivano con il coltello in mezzo ai denti con una classifica generale che vedeva Vidal primo con la bellezza di 18' di vantaggio su Ventura. Una differenza impossibile, specie se con solo una speciale da 184 km a disposizione ma va detto che nei primi 4 in classifica, in quel momento, c'erano ben tre italiani. Domenica si faceva gioco di squadra e Masante arrivava secondo davanti a Ventura terzo, mentre Lami arrancava in decima posizione, sempre con due sole ruote motrici. Alla fine della gara sul podio salivano due italiani: Ventura secondo e Masante terzo e ora la classifica del Mondiale vede a pari merito Oriol Vidal e Amerigo Ventura, entrambi con 37 punti, seguiti da Aldo Lami a quota 22 punti parimerito con Emma Clair, settima in Spagna; alle loro spalle Masante con 15 punti. Detto questo, chissà che bella gara vedremo in Ungheria ad agosto. 

AUTO

Nasser Al Attiyah ha vinto, di nuovo, e per la quarta volta consecutiva quest'anno. Ma non è stato facile per lui battere quel signore che si chiama Carlos Sainz e che in Spagna è venerato più di un vero Dio. Nasser ha cominciato con il piede giusto vincendo il prologo e mettendo in fila gli eroi locali, da Xavi Pons su Ford a Nani Roma alla sua prima uscita con la Toyota Overdrive, da Sainz ad Hirvonen, prima Mini al traguardo della super speciale. Nasser ha poi scelto di partire quinto, e non deve essere stato facile per lui, perchè la polvere, come sempre, ha il suo peso alla Baja spagnola. Nella prima ps di 162 chilometri ha vinto Carlos Sainz (partito settimo per sua scelta alla mattina) che ha faticato non poco a tenere in strada il suo Peugeot due ruote motrici, specie in certi passaggi un po' strettini, e ha battuto Mikko Hirvonen staccato di soli 8 secondi e Al Attiyah appunto a1'04" dal Matador. Quarto Orly Terranova, sempre su Mini, quinto Pons e sesto Nani Roma. Sainz concedeva il bis nella seconda ps e stavolta rifilava 18" ad Al Attiyah, 48" ad Hirvonen e 4'46" a Terranova. Alla sera di sabato si andava a cena con Sainz primo con un minuto netto su Hirvonen e 1'07" su Al Attiyah mentre il quarto, Orly Terranova contava già 7 minuti di ritardo. Nel frattempo Nani Roma si era ritirato, dalla seconda ps, dopo un lungo in una curva che lo aveva buttato nel fossetto a lato della pista, ma contava di ripartire per l'ultima speciale di domenica fino a che i suoi meccanici non hanno trovato qualche problema nel telaio, in seguito alla botta, e si è ritenuto più prudente non farlo ripartire. Domenica mattina i primi tre sono partiti come furie. Nessuno si è risparmiato e lungo i 184 chilometri le differenze fra i primi tre si sono sempre contate sul filo dei secondi. Partiti a due minuti uno dall'altro i tre si tenevano d'occhio come possibile fino a che Hirvonen non ha forato e ha lasciato il posto ad Al Attiyah che è andato più veloce che mai ancorato al terreno molto meglio della Peugeot che in ogni curva era di traverso e che solo un asso come Sainz poteva controllare su quei passaggi stretti. Al traguardo Sainz è arrivato per primo, ma dopo meno di un minuto è arrivata anche la Toyota numero 201 e a quel punto non c'è stato più nulla da fare. Sainz ha coperto gli ultimi 184 km di 2ore.23'55", Nasser in 2'22"29 colmando il distacco della mattina di 1'07" e aggiungendo quei fatali 19 secondi in più.

Terzo posto a fine gara per  Hirvonen davanti a Xavi Pons e Terranova, quindi nell'ordine una Toyota, una Peugeot, una Mini, una Ford e ancora una Mini X Raid.

E gli italiani? Bè qualche soddisfazione ce l'ha regalata Carlo CInotto, ventesimo assoluto, ma soprattutto primo con un T3, il Polaris di Xtreme Plus, su un tracciato che sembra davvero fatto apposta per questi mezzi. E bravo anche Lorenzo Traglio che insieme a Giulia Maroni porta il Tubolare Tecnosport a motore VM al traguardo 41° assoluto, 16° di classe.

CAMION

Otto i camion al via della 33. Baja e che camion. Assenti quegli spagnoli che negli anni avevano sempre dato spettacolo, è toccato ai piloti della Repubblica Ceca  tenere banco e lo hanno fatto alla grande, soprattutto i due Tatra: quello di Martin Kolomy e quello di Martin Prokop. Anche in questo caso la battaglia si è sviluppata fra i primi due, ed è stata davvero avvincente. Il prologo lo ha conquistato Kolomy per soli nove decimi su Macik, con lo spagnolo Sabate terzo a 33" e Prokop quarto per 36". Poi la prima speciale di sabato assisteva alla vittoria di Kolomy che per 5'09"  batteva Prokop e la la seconda ps della giornata invece vedeva primo Prokop, per 5'23" su Macik e 7'19" su Kolomy : la giornata finiva con Prokop su Tatra primo per soli 34" su Kolomy (Tatra). Inutile dire in che stato ripartivano i due bisonti domenica mattina. Kolomy attaccava come un forsennato, passando al millimetro nei tratti più stretti, velocissimo e vinceva l'ultima ps abbassando i tempi del giorno prima, sulla stessa speciale, di ben 5 minuti. Vinceva con un 2ore.07'05" e batteva Macik di 1'49" e Prokop di 5'01" e a quel punto la classifica era fatta. Primo Kolomy su Tatra 815 e secondo a 9'26" per colpa anche di una penalità di sei minuti, pagati per ritardo al CO il ceco Prokop..  

 

 


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