TransAnatolia 2017

link.png Stephane Peterhansel sulla prossima Dakar


Intervistato a fine conferenza di presentazione, a Parigi, Stephane Peterhansel ha voglia di fare quattro chiacchere spaziando un po' su vari argomenti. D'altra parte il Signor Dakar, colui che ha vinto ben 12 edizioni su 38 disputate è sicuramente una delle persone più idonee a commentare quanto preannunciato oggi a Parigi. Quindi è logico parlare con 'Peter' del percorso, della nuova macchina, della preparazione affrontata fino ad oggi, e che ha consentito di arrivare ora alla partenza con una vettura performante e una forma fisica ideale. Necessaria se questa Dakar come hanno detto, sarà davvero così tosta.

Mister Dakar è particolarmente sereno al termine della conferenza stampa di presentazione della 39. edizione della Dakar. Quasi come se non fosse lui, Stephane Peterhansel, pilota ufficiale Peugeot, il detentore dell'ultimo successo, o forse proprio per quello.
Sorride, tranquillo, e scherza volentieri e quando gli si chiede un commento su questa Dakar appena presentata che sulla carta, e attraverso le parole del suo direttore sportivo, Marc Coma, sembra davvero tosta la prima cosa che sottolinea riguarda l'altitudine.
E se lo dice colui che ne ha già vinte 12...
Stephane Peterhansel esordisce dunque così : “Ci sono un sacco di giornate in altitudine e questo sarà pesante per l'organismo di ognuno di noi. Però – prosegue - in effetti, sulla carta, sembra a parità di condizioni una gara più dura rispetto al passato, tappe più lunghe, più complicate e meno piste da WRC, cosa che va molto bene per noi”. Il loro 2 ruote motrici turbo diesel infatti, a detta di molti non è adatto alle piste piatte e scorrevoli, tipiche del WRC, ma lo scorso anno in realtà la loro Peugeot DKR 2008 aveva dimostrato di cavarsela bene in tutte le condizioni. “E ci sono novità anche per la navigazione che diventa più complicata con un altro sistema di wpt, un po' diverso da quello precedente. Secondo me, come giustamente ha detto Marc sarà una Dakar davvero più impegnativa e sicuramente la più dura e complicata rispetto a quelle che abbiamo corso finora in Sud America. E io penso che noi, il nostro team, possa arrivare meglio a far la differenza. Quando la gara è dura viene fuori la differenza, cosa che non accade quando una prova è troppo facile”.
Impossibile con il pluri campione non parlare della nuova vettura, la DKR 3008: “La nostra nuova Peugeot non è niente male. Fra il 2015 e il 2016 abbiamo fatto un grosso passo avanti, e anche fra il 2016 e il 2017 c'è stato un altro passo avanti, solo più piccolo. Però abbiamo avuto il tempo di lavorare ai miglioramenti e abbiamo fatto tante piccole cose”. E da qui comincia l'elenco: “La sospensione per esempio lavora un po' meglio, il motore è più potente, abbiamo l'aria condizionata, e si è alzato il livello del comfort all'interno”. E l'aria condizionata è un passo che in effetti sottolinea ancora di più il benessere all'interno. “E' un buon sistema e funziona bene, fa fresco” sorride Mister Dakar, aggiungendo “è il primo anno in cui riusciamo a lavorare con calma. All'inizio del progetto quando siamo partiti eravamo sempre in ritardo su tutto, ci facevamo prendere dal panico per ogni cosa perchè non c'era il tempo di fare le cose nel modo giusto, mancava il tempo per confrontare, confermare, avere la certezza di lavorare nella giusta direzione. Prima eravamo sempre in una situazione di emergenza ed urgenza, adesso no, ora abbiamo avuto, al terzo anno di lavoro, il tempo di prenderci il nostro spazio per controllare ogni cosa e sono arrivate le conferme”. E il risultato è sotto gli occhi di tutti al termine degli ultimi test che la vettura francese ha portato avanti in queste ultime settimane. Ora c'è un po' di riposo, il Telethon per Stephane, a Parigi e poi allenamento, ma questa volta da soli, non più in team come negli anni scorsi. “Il programma di allenamento è personale, ognuno sta seguendo il suo. Io per esempio mi alleno molto in bici, corsa a piedi, un po' di moto” e mentre lo dice ride perchè in effetti nel suo contratto, fin dai tempi in cui correva per la Mitsubishi sarebbe sconsigliato l'uso della moto, ma lui non resiste, e pur coscenziosamente in moto ogni tanto ci va. Magari un po' di trial o magari un'uscita con la moto da enduro. Tanto per non perdere le buone abitudini.

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