TransAnatolia 2017

link.png La Thuile accoglie a braccia aperte Notte Dakar


Perlini Vismara Notte DakarSono venuti in 16 da tutta Italia i piloti della Dakar. Si sono ritrovati a La Thuile in Valle d'Aosta per parlare della loro passione, per parlare di una gara che ha cambiato la vita a tutti loro e che rappresenta ancora per tanti un sogno e una sfida.

Si sono incontrati nella sala conferenze del Planibel con il sindaco di La Thuile, Mathieu Ferraris, l'assessore al turismo e allo sport, da sempre appassionato della Dakar, Dario Bandito e il presidente del Consorzio Operatori Turistici, Stefano Collomb, in un pomeriggio di dicembre per parlare della gara più famosa del pianeta, come amano dire gli argentini che da nove anni ospitano la Dakar.
“Vecchi” dakariani, giovani dakariani, e dakariani del futuro perchè c'erano anche piloti che ancora non si sono cimentati in questa competizione, incredibile, e da molti stimata come la più difficile di tutte.
Per tante ragioni, fisiche e mentali: perchè dura quindici giorni, perchè affronta temperature spaventose con escursioni termiche che passano i 40 gradi nella stessa giornata. Difficile perchè da due anni sale, e tanto. Le altitudini delle Ande parlano di 3500 metri, fino ad arrivare ad oltre 5000 e più di qualcuno ha approfittato di questa trasferta per salire sul Monte Bianco e vedere “l'effetto che fa” come diceva il grande Iannacci.
Si è parlato del passato, della prima edizione nel 1978, dell'Africa, fra aneddoti e ricordi, per arrivare poi in Sud America e alle ultime edizioni. Martino Bianchi – general manager Honda HRC Rally – ha parlato del suo squadrone ufficiale, cinque piloti velocissimi che hanno tutte le carte in regola per vincere la 39. edizione, mentre i gemelli De Lorenzo, Dario ed Aldo, di Padova hanno parlato del loro ritorno alla competizione, dopo quasi 10 anni di assenza, ripensando alla loro ultima, quando ancora si correva in Africa. Livio Metelli, bresciano doc, alla sua seconda esperienza ha spiegato al pubblico cosa significa correre da soli, senza meccanico e senza assistenza, mentre il famoso Giacomo Vismara, bergamasco e vincitore della Dakar nel 1986 in camion ha confermato il suo rientro, alla guida di un camion assistenza, proprio con Honda ufficiale. Francesco Perlini di Verona e Corrado Pattono di Azeglio, camionisti doc hanno ripercorso la loro carriera, attraverso tanti ricordi, e Paolo Picchiottino, di Courmayeur ha approfittato della serata per una rimpatriata fra amici e 'colleghi'. Notte Dakar: neve chiama sabbia porta a termine la seconda edizione in una Valle d'Aosta ancora avara di neve ma già illuminata a festa per il prossimo week end che si preannuncia affollato.
Il Monte Bianco dall'alto ha guardato i suoi eroi, quei piloti che negli anni Ottanta e Novanta, quando ancora la competizione partiva da Parigi affrontavano a dicembre le salite e le discese del Massiccio con furgoni, camion e carrelli, spesso sotto la neve, o cercando di non scivolare sulle insidie del ghiaccio. E tutti i piloti e gli appassionati, guardando i suoi 4800 metri ieri sera, non hanno potuto fare a meno di pensare alle Ande, e alle montagne di Argentina e Bolivia, che a gennaio daranno non poco filo da torcere ai 491 concorrenti della 39. edizione della grande epopea.