KRKA 2018

link.png Lavigne conferma "Sarà una Dakar difficile"


lavigne 1.JPGEtienne Lavigne - direttore generale della Dakar - concede oggi la sua prima intervista in Paraguay alla stampa internazionale. Al centro congressi della Confederacion de futbol sudamericano sono appena iniziate le verifiche e il direttore della Dakar incontra la stampa per un saluto e per rispondere alle prime domande.

Si parla della gara, dei piloti europei e non, e delle difficoltà di una gara che sulla carta, a novembre era stata preannunciata come la più dura rispetto alle precedenti edizioni sudamericane. “Confermo quanto detto allora a Parigi, a novembre. - Esordisce così il direttore generale - la gara sarà difficile per diverse ragioni: prima di tutto l'altitudine perchè per la prima volta in assoluto nella storia della Dakar il rally resterà in quota per sei giorni su dei percorsi che data la geografia del territorio sono molto accidentati, più del solito. Resteremo fra i 3800 e 4500 metri per sei giorni”. E aggiunge: “Non dimentichiamo poi il caldo. Oggi qui ad Asuncion abbiamo 33 gradi ma nei giorni scorsi abbiamo raggiunto i 42° e quindi i concorrenti incontreranno in funzione delle giornate terreni, geografia, condizioni climatiche straordinarie. Potremmo avere la pioggia, il vento, e perchè no la neve se le temperature si abbasseranno quando saremo in quota. Possiamo veramente incontrare tutte le condizioni possibili e questo sarà uno degli aspetti su cui metterò l'accento durante il briefing previsto per il primo gennaio”.
Il tutto senza dimenticare le lunghezze delle speciali: “Sì in effetti tornano le speciali lunghe, abbiamo due gruppi da tre speciali di oltre 400 chilometri, altra cosa che non accadeva da un po' sulla Dakar. Se mettiamo insieme tutti questi aspetti vedremo che abbiamo una gara assolutamente più dura rispetto al passato”.
E come se non bastasse anche la navigazione è stata cambiata, nel senso che si è innalzato il livello e soprattutto che trovare la strada giusta sarà un po' più difficile, per tutti: “Il GPS della Dakar è diverso da quello di tutte le altre gare perchè non funziona come un vero GPS quanto piuttosto come una bussola: si illumina quando il concorrente raggiunge il punto che sta cercando ma quest'anno abbiamo accorciato un po' le distanze. Se prima il sistema si attivava per avvertire il copilota, o il pilota nel caso di moto e quad, 3 chilometri prima per esempio di una zona dove vige il limite di velocità, ora quella distanza si è ridotta a soli 800 metri e quindi tutti dovranno stare più attenti e concentrati. Ancora una volta dunque, il GPS va ad essere uno strumento che serve relativamente poco e ancora una volta sarà la qualità del pilota e del copilota a venire fuori, permettendo una buona navigazione”. E a quei piloti che hanno sollevato qualche polemica dicendo che questo nuovo sistema è pericoloso Lavigne risponde così: “E' un sistema già sperimentato, non procediamo per tentativi. Lo abbiamo utilizzato in altri rally (e si riferisce al Merzouga Rally in Marocco in maggio) e le cose sono andate bene. Sono comunque cose che tutti conoscono e noi sappiamo che funzionano. La Dakar non è un laboratorio di prova quest'anno, si tratta di cose che abbiamo già testato prima”.
Mentre le verifiche sono in pieno svolgimento si parla già della prima tappa e della prima breve speciale che darà il via ufficialmente a questa 39. edizione il 2 gennaio: “Al di là della tipologia del terreno e della brevità della prova sappiamo che le condizioni climatiche saranno particolari perchè è previsto un gran caldo. Inoltre ci sarà un po' di tensione perchè si tratta di una speciale che fa classifica e nello stesso tempo conta per l'ordine di partenza del giorno dopo”.
Infine una domanda sul Paraguay e sul valore della Dakar per questo Paese che ha accolto la competizione a braccia aperte e che già sta raccogliendo i frutti del suo sforzo economico: “La Dakar genera spesso delle novità – (e si riferisce ai voli Iberia atterrati nel piccolo aeroporto di Asuncion) – perchè funge da vettore economico. Nuove linee aeree, agenzie che si installano sul territorio, gente che viene qui e consuma : tutte cose che donano una dinamicità importante e positiva per il Paese. E questo è un bene”.