KRKA 2018

link.png 'Malle moto': la categoria dei veri


camion casseSono cinque i piloti italiani in moto che quest'anno gareggeranno nella categoria Malle Moto. Forse la compagine più numerosa, ma questo lo sapremo solo alla fine delle verifiche e quando si sapranno le cifre ufficiali degli iscritti a questa Dakar 2017.

I francesi lo chiamano Malle Motò, con l'accento sulla o. Noi lo chiamiamo semplicemente “Camion casse” ed è una delle istituzioni più antiche della Dakar. Quando qualcuno parla di questa categoria di motociclisti, chi gli sta di fronte e se ne intende dice: “Ah sì, quelli veri!”.
Perchè correre una Dakar da soli, senza assistenza, contando solo sul camion casse è un atto di eroismo prima che di coraggio. E quest'anno l'Italia ha ben cinque piloti che lo faranno.
Che hanno scelto di farlo.
Il camion casse è un mezzo che gli organizzatori della Dakar mettono a disposizione dei piloti privati che vi possono caricare a bordo una cassa con i ricambi e gli effetti personali e due gomme. Tutto qui. Quindi preparare i bagagli prima di partire diventa un'operazione molto delicata. In gara poi, ogni pilota iscritto a questa categoria che ha ovviamente anche una sua classifica all'interno della classifica generale se la deve cavare da solo ed è assolutamente vietato a chiunque altro, ammesso che non sia un altro pilota del Camion Casse, toccare la moto con cui corre.
Quindi a fine tappa il pilota del Malle Moto deve fare tutto da solo. Controllare la moto, lavorare a livello meccanico, preparare la sua tenda e tutto il necessario per la notte, farsi il road book per il giorno dopo, eventualmente cambiarsi gomme o pneumatici. Mentre gli ufficiali se ne stanno al fresco dell'aria condizionata dei loro camper, i 'privatoni' così chiamati simpaticamente, se ne stanno sotto il sole, al massimo con una minima copertura concessa da un gazebo, a lavorare, sotto l'occhio attento del personale del camion casse.
Cinque i piloti italiani che quest'anno correranno in questa categoria, a cominciare da un super veterano, Franco Picco che dopo anni da ufficiale, e sempre con il suo camion e i suoi meccanici al seguito ha deciso di provare una nuova avventura. Lo scorso anno per i suoi 60 anni si era concesso una divagazione correndo con un quad, quest'anno invece, ha scelto di correre da solo. Cambia poco per il campione vicentino perchè in queste ultime Dakar aveva sempre lavorato lui per primo sulla sua moto, ma contando comunque sempre su un camion personale, con a bordo non solo pezzi di ricambio ma anche generi di conforto...Prosecco in primis. Questa volta invece sarà da solo, anche se in buona compagnia. Diocleziano Toia torna per la terza volta in questa categoria di cui comincia ad essere quasi un beniamino, così come Manuel Lucchese che lo scorso anno era anche riuscito a conquistare il terzo posto della classifica piloti Malle Moto. Con loro ci sarà Livio Metelli, più che mai convinto a correre in questo gruppo perchè “è la categoria più tosta, senza diritto all'assistenza, con tutto il necessario in una cassa. Lo scorso anno ero trattato quasi da ufficiale dal mio team, con Fernando Prades come meccanico, ma questa volta ho voluto cambiare. Non viaggerò leggerissimo perchè sulla moto ho messo tutte le cose che possono servire, dalla doppia batteria alle leve di ricambio, oltre a quattro chiavi che possono sempre tornar utili, così come i tubi di scorta del radiatore...l'importante però sarà non far danni e mantenere la concentrazione, restando sotto il limite per poter gestire al meglio il mezzo (una Ktm la sua moto) e tutte le altre cose”.
Infine sempre in questa categoria ci sarà il debuttante Matteo Olivetto che corre la sua prima Dakar come regalo per il suo 40° compleanno. Anche per lui la scelta di correre con la sola assistenza del camion casse un po' per risparmiare sui costi, e poi per pura passione perchè anche lui si unisce al coro degli altri italiani: “questa è la classe dei veri!”