KRKA 2018

link.png Passeggiata nel parco assistenza


DSC_0001.JPGA pochi passi dall'aeroporto di Asuncion sorge un campo militare, Fuerza Aerea, enorme, che ospita quest'anno tutto il parco assistenza della Dakar 2017. In un lato del grandissimo parco tutto costellato di vecchi aeroplani, messi in esposizione su piedistalli in cemento, c'è il parco descarga, dove sono state sistemate le moto e i quad dei concorrenti. Sotto un hangar c'è lo spazio riservato al camion casse e ai suoi motociclisti, poi c'è l'area appena asfaltata in cui domani verranno effettuati i controlli della strumentazione e poi un altro capannone per le verifiche tecniche.

Il grosso dell'area, su terreno erboso, è stato riservato ai team e in uno spazio di circa 2 chilometri quadrati ci sono tutti coloro che sono già arrivati o che stanno arrivando da Buenos Aires, dopo aver ritirato i mezzi al porto. Mancano ancora parecchie squadre, ma domani le verifiche cominceranno per i sudamericani, non per gli europei. Per i più vicini appunto, anche se tra loro ci sarà anche qualche pilota italiano, visto che per esempio Simone Agazzi si appoggia ad un team sudamericano.

A Nu Guazu, la base aerea appunto, si terranno le verifiche tecniche, più o meno a due chilometri di distanza da quelle amministrative, con buona pace della logistica semplice e comoda per tutti. Il Centro de futbal sudamericano ospita infatti il salone delle verifiche, ed anche uno splendido museo del futbol che farebbe gola a più di qualche appassionato. I piloti quindi domani mattina dovranno andare al Centro, e poi terminate le verifiche amministrative, raggiungere il parco assistenza - con una navetta, o con i propri mezzi - e affrontare le verifiche tecniche. Finite quelle dovranno prendere il loro veicolo e percorrere 10 chilometri, in mezzo alla viabilità di Asuncion che non è propriamente scorrevole, fino a raggiungere il lungomare dove è stato allestito il parco chiuso nonchè il Dakar Village. Insomma una logistica parecchio complicata che coinvolge una città attualmente paralizzata da alcuni lavori alla viabilità - la costruzione di un viadotto ha paralizzato tutta la zona intorno al centro de futbol - e che da domani sarà ancora più bloccata per la chiusura totale di alcune strade proprio per la Dakar. 

Nel frattempo nel grande parco assistenza che in caso di pioggia si trasformerebbe in brevissimo tempo in una palude, si lavora sui mezzi per prepararli al meglio alle operazioni preliminari. Molte persone, anche dell'organizzazione, sono partite il giorno di Natale dalle proprie città per raggiungere Buenos Aires e da lì partire per un trasferimento di oltre 1200 km che la ASO ha voluto organizzare in convoglio. A gruppi i veicoli sono partiti per una prima parte di trasferimento fino a Santa Fè dove è stata allestita una sosta per tutti, ripartendo poi l'indomani. Un viaggio lunghissimo e sfiancante che non tutti hanno affrontato allo stesso modo visto che in parecchi non hanno seguito le indicazioni dell'organizzazione e sono venuti su senza soste e fuori dal convoglio. Un po' di anarchia insomma, ed anche un po' di malcontento perchè in tutta Asuncion non c'è un solo cartello che indichi dove si trovano le strutture della Dakar e i taxisti per primi non sanno dove si trovano i vari parchi e non sono in grado di aiutare gli autisti che giungono un po' stanchi in città e non sanno dove andare. 

Era capitato anche a Lima per la verità, 4 anni fa, quando si partì dal Perù, e capita quasi sempre quando si cambia località di partenza....anche Mar del Plata a suo tempo non era stata granchè.