TransAnatolia 2017

link.png I risultati della prima tappa per i nostri italiani


lucchese dakarSono arrivati tutti al traguardo i nostri italiani e a qualcuno questa potrebbe sembrare una battuta. E capirai potrebbe dire, per soli 39 km di speciale. E invece, come ben si sa, le speciali corte nascondono sempre qualche inghippo e lo sa bene il povero Sebastien Souday, che corre in quad, il primo a uscire di scena in questa Dakar 2017, per un polso rotto dopo pochi chilometri dal via. L'italiano in moto meglio classificato oggi è Alessandro Botturi (Yamaha) che senza prendere rischi in una speciale in cui si potevano solo fare danni, è andato via tranquillo ma non troppo.

 I primi 13 piloti sono racchiusi nello spazio di un solo minuto e quindi, alla luce della speciale di domani, per niente semplice, soprattutto a livello di navigazione, il risultato del Bottu è buono. Ventunesima piazza per Jacopo Cerutti (Husqvarna): “Direi che la cosa principale di oggi, e anche di domani purtroppo è il caldo”. Mentre parla ci sono, alle 16,30 di pomeriggio 47 gradi ed è difficile anche solo respirare. “Speriamo di arrivare in fretta in Bolivia, lì se fa freddo basta coprirsi, speriamo già che domani sera a San Miguel faccia meno caldo. Per quanto riguarda la mia prima giornata non è andata male, ho fatto una buona speciale, stando attento a non fare stupidate, senza esagerare, volevo solo stare nei trenta per sfruttare le partenze a un minuto”. Il regolamento della Dakar infatti prevede per i primi dieci un intervallo nelle partenze fra l'uno e l'altro di 3 minuti; dall'11 al 20 di 2 minuti, e dal 21 al 30° di un minuto. Dopodichè si parte intervallati da soli 30” che sono davvero pochi quando ci si trova in una speciale polverosa. 
“La gara si farà lungo tutte le prossime tappe difficili, l'importante era non restare troppo indietro” prosegue Cerutti. Per quanto riguarda il terreno era a tratti scivoloso o fangoso, vista la pioggia di ieri sera, oppure molto polveroso e quindi ancora più insidioso: “Pensavo peggio vista la pioggia invece sì c'era fango ma non in maniera esagerata. Anche la polvere non mi ha dato fastidio perchè partendo a due minuti mi è andata bene. C'erano tante buche, questo sì e alcune non erano neanche segnalate, però sono stato attento e ho fatto la mia speciale ad un buon ritmo”. Cerutti ha raggiunto i suoi compatrioti al camion casse per chiedere notizie di Livio Metelli che ha avuto una brutta giornata stamattina, ancora prima del via della speciale. Il suo radiatore non andava bene e quando ci ha versato dentro del liquido c'è stata una reazione che non si aspettava e “l'impressione – racconta Diocleziano Toia che era con lui – è stata quasi come se avesse messo del turafalle invece che del liquido del radiatore”. Anche Toia però ha avuto qualche noia oggi, alla strumentazione nel suo caso: “Come sempre la prima speciale della Dakar mi fa tribolare – dice il pilota che è alla sua terza Dakar. - Sono partito tranquillo ma già al momento del trasferimento mi sono accorto che avevo un contatto e non funzionavano i due Speedocap (che sono le due antenne che indicano il cap in gradi da seguire) e poi anche il trip, nel senso di segnalatore dei chilometri, a metà tappa ha smesso di funzionare. Stasera però mi mettono a posto le antenne e io cambierò invece il trip. E' andata bene perchè oggi non c'era molta navigazione... solo nelle curve arrivavo un po' troppo veloce non avendo riferimenti e in una frenata sono scivolato per terra, senza alcuna conseguenza però. Ho inaugurato la moto, diciamo così”. Sempre positivo e sorridente Toia sta già lavorando sulla sua Ktm e accanto a lui c'è Franco Picco, sereno come non mai, dice lui, perchè non ha nessuno da seguire – negli ultimi anni aveva corso con il doppio ruolo di pilota e team manager - ma deve solo pensare a se stesso, tanto è vero che confessa “cambierò l'olio della mia moto, tanto per non stare senza far niente, ma non ce ne sarebbe neanche bisogno”. E' 90° in classifica con la sua Yamaha vestita di rosso: “La mia strategia è non far danni così da arrivare in fondo senza far troppa fatica. Devo però prendere un po' le misure alla mia solita moto che ho riempito di pezzi perchè correndo nella categoria Malle moto non ho un camion che mi porta i ricambi, ma solo una cassa, e una sola, dentro la quale sistemarli. Quindi non posso dire che è perfetta perchè il peso cambia. Per non aver troppa benzina, per esempio – spiega il vicentino – qui sono obbligato a usare il serbatoio anteriore per via della pompa della benzina e quindi ho più peso concentrato sull'anteriore. Ma la classifica non mi interessa e io la prendo con calma, devo solo arrivare in fondo”.
Mentre Metelli e Olivetto alle 16,30 non sono ancora al bivacco Manuel Lucchese sta lavorando sulla sua Yamaha: “Subito appena partito, nei primi chilometri mi sono accorto che c'era un fondo molto rovinato ed era facile cadere e farsi male. C'erano delle caregge molto profonde, secche e dure e bisognava fare attenzione. Appena ho visto questo terreno mi sono detto, meglio andar tranquillo. Anche perchè quest'anno essendo cambiato il sistema di navigazione con questi nuovi WPT tutto ha un altro peso: la Dakar comincia domani e oggi, rispetto allo scorso anno, questa speciale/prologo conterà di meno. Proprio per la navigazione – spiega – perchè sorpassare dovrebbe essere un po' più semplice. Appena quello che ti precede ha un'esitazione l'altro da dietro lo passa, mentre lo scorso anno passare chi ti precedeva non era facile”. E poi come dice Picco anche lui punta, ovviamente, a non rovinare la moto: “Il mio primo obiettivo quest'anno è cercare di crearmi meno lavoro possibile a livello meccanico, la sera al bivacco, perchè l'anno scorso mi sono veramente distrutto..preferisco andar più piano e non dover rimontare la moto ogni sera. Secondo me alla lunga paga. Almeno la prima settimana la voglio fare tranquillo”.

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