TransAnatolia 2017

link.png Italiani auto/camion tutti al traguardo


Da quanto tempo non accadeva di avere tutti gli italiani al traguardo della Dakar. Auto e camion in quantità uguale a quella della partenza. Certo si è ritirato Stefano Marrini che aveva avuto enormi problemi sin dallaitaliani prima tappa collezionando un alto numero di penalità, però tutti gli altri ce l'hanno fatta e hanno hanno tagliato il traguardo di Buenos Aires ed è davvero un risultato di cui andare fieri. Perchè per nessuno di loro questa Dakar è stata una passeggiata e sono stati tutti bravi a tirare fuori le unghie e a stringere i denti.

 Al 31° posto assoluto ci sono i gemelli De Lorenzo di Padova, con una Toyota Land Cruiser 155 del team spagnolo Jaton che hanno chiuso in quinta posizione la T2 e che hanno gestito la gara con l'esperienza che avevano accumulato precedentemente in cinque edizioni africane. Gianluca Tassi è il primo disabile italiano a correre e a concludere questa gara – in 42. posizione - che resta per tutti la più dura del mondo. Con uno dei due Ford Raptor dell'R Team, con un equipaggio formato da 3 persone, oltre a Tassi anche Massimiliano Catarsi e Alessandro Brufola Casotto. Tanta sofferenza fisica per il pilota umbro, ma compensata dalla soddisfazione di aver fatto qualche cosa che possa servire alle persone come lui che però, non trovano la forza per reagire “Sono felice e spero che questo messaggio in cui ho creduto fortemente arrivi a quelle persone che hanno bisogno magari di uno stimolo : io l'ho fatto e voglio dire Forza ragazzi, non mollate, lì fuori c'è un mondo”. Loro compagni di squadra Graziano Scandola e Gianmarco Fossà, sempre su Ford Raptor, 57esimi dopo milioni di peripezie, fatte di ore di sonno perse, speciali finite di notte, bivacchi raggiunti all'alba. Graziano, ex rallista, sapeva che non sarebbe stata facile ma la Ford ha sofferto tantissimo questa Dakar 2017 ed è stato grazie al loro camion assistenza veloce, guidato da Ricky Rickler alla sua prima Dakar, insieme a David Giovannetti e Leonardo Cini, e ai meccanici dell'R Team che li aspettavano al bivacco, che sono riusciti a salire sul tanto agognato podio di Buenos Aires. “E' stata una agonia, ma siamo contenti, tanto da non poterlo esprimere, quasi non ci credo – diceva Scandola fra le lacrime al traguardo. - Abbiamo rischiato di fermarci ogni giorno e negli ultimi tre giorni abbiamo dormito 5 ore, ma siamo felici. E il merito del nostro traguardo è tutto dei nostri angeli custodi, senza il camion R Team, un Iveco al nostro seguito non ce l'avremmo mai fatta”.
56.assoluta in classifica è la Panda di Giulio Verzeletti e Antonio Cabini, per la prima volta al traguardo della Dakar, dopo quattro tentativi. Un traguardo che ha un sapore speciale, quello di un sogno e di una sfida che si realizza. Anche per loro grazie al camion che ha vegliato sempre su di loro, con Loris Calubini, Beppe Fortuna e Paolo Calabria a bordo d un Unimog Mercedes, altri tre preziosi angeli custodi che hanno riportato ogni notte, ed in più di qualche occasione qualche mattina, la Panda al traguardo, permettendole di ripartire il giorno dopo. Anche in questo caso un monumento va fatto ai due meccanici che al bivacco li attendevano per lavorare a tempi di record, in due ore al massimo, per rimettere in sesto la piccola Fiat e permetterle di proseguire.
5 equipaggi italiani al via, e cinque equipaggi italiani al traguardo. C'è di che esserne fieri.

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