TransAnatolia 2017

link.png Ma che caldo fa??


Che questo caldo asfissiante e insopportabile non sia una cosa normale lo prova, probabilmente, il fatto che in tutti i telegiornali locali sia riportato come notizia di apertura. IMG_20170103_163531.jpgQuindi non siamo noi che non ci ricordiamo, o che lo soffriamo particolarmente, ma è tutta la popolazione argentina.

In Paraguay in effetti sembravano quasi non farci caso visto anche lo stoicismo con cui 70 mila persone sono state sotto il sole per tutto il giorno il 2 gennaio ad aspettare il passaggio dei 318 della Dakar sul palco a Costanera, ma in Argentina è tutt'altro paio di maniche.
La gente non esce nelle ore più calde e chi sta in giro ha in testa un asciugamano bagnato perchè è l'unico modo di sopravvivere..se questo vi sembra normale... Un'immagine emblematica di questo caldo cocente oggi la davano le mucche, le splendide mucche argentine che si sono incontrate a bizzeffe lungo il trasferimento che da Resistencia portava a San Miguel de Tucuman. In campi immensi e vasti stavano tutte appiccicate l'una all'altra sotto l'unico albero che forniva una lievissima ombra, alle tre di pomeriggio. Erano buffe da vedere perchè quasi non ci stavano, ma anche loro soffrivano come tutti.
Se l'organizzazione della Dakar voleva far passare ai partecipanti, a tutti, proprio tutti, lo spauracchio dell'altitudine e della Bolivia, ci è riuscita benissimo.
Ora tutti si chiedono con impazienza, quando saliamo in quota? E' l'unica cosa che fornisce un filo di sollievo in queste giornate da 47 gradi fatte di una umidità che ricopre ogni cosa, a cominciare dal cielo, e non lascia respirare. Di gradi alla Dakar in Sud America se ne sono trovati anche di più, per esempio a San Juan dove la gara passerà nella seconda settimana, che di solito ospita all'interno del suo autodromo infernale la carovana con una media di 48/50 gradi di temperatura, ma non c'è l'umidità di questi giorni.
Ricorda l'Africa tutto questo caldo, non neghiamolo. Oggi la gente, nel senso di popolazione e soprattutto i bambini, si buttavano nei grandi fiumi marroni per la tanta pioggia e il fango per cercare un po' di refrigerio, esattamente come facevano in Senegal i bambini africani mentre si aspettava il Bac che traghettava i mezzi in gara da una sponda all'altra del fiume. Così come la ricordano le contrattazioni improvvisate a bordo strada per lavare i veicoli all'uscita di una speciale piena di fango. E quasi quasi si rimpiange in questi primi giorni il freddo della Libia, o anche del Marocco.
Ma cambierà, di sicuro cambieranno lo scenario e la temperatura...a brevissimo.

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