TransAnatolia 2017

link.png Peterhansel contro Loeb...domani si decide


5'32”. Questo il distacco oggi, prima dell'ultima speciale della Dakar 2017, fra il leader della classifica auto, Stephane Peterhansel e il suo compagno di squadra in Peugeot, Sebastien Loeb che alla sua seconda Dakar sta lottando per vincere.

Nessun ordine di scuderia, della serie, 'vinca il migliore' e Stephane Peterhansel racconta la sua penultima giornata e soprattutto la sua sensazione prima di questa ultima preziosa speciale. Inizia parlando del venerdì 13, perchè oggi questa data funesta per alcuni e positiva per altri sembra aver pesato di più a favore di 'Peter'. “Non so se possiamo parlare di fortuna, ma da dopo la giornata di riposo noi viviamo in lotta costante con Seb. Ci siamo alternati alla testa della classifica assoluta e stamattina c'era una grossa tensione nella prima speciale perchè Sebastien è andato velocissimo e ha recuperato quasi la metà del suo ritardo. Parlo di circa 3 minuti e non si annunciava facile per noi la seconda parte della speciale visto che era disegnata su un tracciato tipico Wrc, e in effetti abbiamo avuto la fortuna che lui abbia forato e noi si sia passati davanti mantenendo un piccolo scarto”.
Quando arriva al bivacco Stephane non sa ancora a quanti ammonti il suo vantaggio su Loeb e quando glielo comunicano la sensazione è quella di vederlo tirare un piccolo sospiro di sollievo: “Bè allora – inizia – cinque minuti per una speciale di 64 chilometri non è poco e mi conforta. A questo punto correremo veloci ma puliti sperando che non accada nulla”.
Certo il nove volte campione del mondo di rally un po' di pressione a questa gara e soprattutto a Peterhansel l'ha messa: “Già lo scorso anno quando era arrivato alla Dakar avevamo visto subito il suo potenziale, hanno fatto qualche piccolo errore certo, però fra Seb e Daniel siamo davanti a due persone che conoscono il mondo delle competizioni, e sono due personaggi sportivi eccezionali che si sono abituati velocemente alla Dakar. Oggi Seb ha la miglior velocità di punta, la migliore di tutti senza dubbio e Daniel con cui ha un'intesa perfetta ha fatto una super navigazione e tutti e due sono pronti per vincere la Dakar. Fra noi non c'è alcuna tensione, anzi, il rapporto è ottimo e a fine speciale ci confrontiamo sempre”.
E poi racconta la tappa di oggi, che merita per la sua correttezza tanto di cappello. “Nella seconda speciale lui partiva a soli 4 secondi da noi, e abbiamo scelto di non farlo arrabbiare ma di lasciarlo passare subito, ci siamo proprio messi da parte e lui ci ha superati. Non volevo creare uno stato di tensione. Mi sarei potuto mettere davanti, fargli polvere, sperando che magari facesse degli errori ma no, abbiamo scelto di fermarci, subito, sul lato e lui ci ha passati con il coltello in mezzo ai denti”. E qui è l'esperienza che insegna, perchè dopo tre chilometri Loeb ha bucato: “Sappiamo che per cambiare una ruota ci vogliono dai due ai tre minuti e quindi abbiamo ripreso subito il vantaggio che avevamo perso nella prima speciale e abbiamo sfruttato l'opportunità. O adesso o mai più. Siamo andati il più veloce possibile, cercando di guidare puliti e davvero lì c'era la possibilità di vincere la Dakar per una foratura. Al momento del via della seconda speciale pensavo che avrei perso ancora due o tre minuti rispetto a lui e che domani ce la saremmo giocata sul filo dei secondi. Ho pensato a questo per tutto il tratto di neutralizzazione fra una speciale e l'altra”. Una bella bagarre: “Non abbiamo ancora vinto ma è simpatico arrivare a fine gara con un  distacco così minimo”.

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