link.png Un'altra tempesta di sabbia attraversa il Merzouga Rally


La gestione delle classifiche non è il fiore all'occhiello, di sicuro, dell'Afriquia Merzouga Rally. L'organizzazione ieri ha interrotto la speciale, per la tempesta di sabbia, al 183° chilometro, su 274 complessivi, quando, a yamaha merzougasuo dire 40 piloti erano già al bivacco. Eppure 58 piloti hanno un tempo in classifica, segno che almeno 18 di loro erano ancora all'interno della prova e lì hanno dovuto affrontare la tempesta, mentre gli altri venivano fermati al CP2. In compenso gli UTV che la dovrebbero aver effettuata tutta, al completo, non compaiono in classifica. Al momento solo 3 UTV sono presenti sul sito ufficiale, e degli altri che si sa? In effetti anche nei giorni scorsi l'organizzazione non aveva ben chiaro chi fosse ancora in gara e chi si fosse ritirato, e le classifiche pubblicate sul sito non fanno che aumentare le perplessità.

Se è vero che il Merzouga Rally è propedeutico alla Dakar è vero anche che la partenza alle 7 di mattina, alla Dakar è un qualcosa che non esiste più ormai da molti anni. E' per questo probabilmente che Marc Coma – direttore sportivo della Dakar - ha scelto di far partire per la prima parte della tappa marathon, ieri, i piloti, alle 5 di mattina, ancora con il buio.
La speciale misurava 274 chilometri ed avrebbe portato tutti i partecipanti in un bivacco, senza assistenza, dove avrebbero passato la notte, lontani dalle comodità dei letti e dei bagni in muratura. «Mi sono perso anche oggi – confessava Alessandro Botturi (Yamaha) al bivacco – ma davvero questo rally a livello di navigazione è molto difficile. Anche la tappa di domani (oggi per chi legge) dovrebbe essere la stessa cosa ». Marc Coma ha voluto fare le cose in grande qui in Marocco e sta mettendo tutti a dura prova con la navigazione. « Devo ammettere che questa edizione del Merzouga Rally è davvero una delle più dure che abbia mai corso » ha aggiunto Botturi.
Così il pilota di Lumezzane non è andato più in là di un settimo posto in classifica nella quarta tappa, ma è riuscito a contenere i distacchi visto che dal primo ha preso 12'47. Ha vinto Franco Caimi alla sua prima vittoria in sella ad una Yamaha in un rally raid e calcolando la penalità di 10 minuti recuperati per un eccesso di velocità nella seconda tappa oggi il pilota argentino è terzo in classifica. Davanti a lui, leader della classifica assoluta resta Xavier De Soultrait (Yamaha) ieri secondo a 1'57 » in vantaggio di 6'07 da Gerard Farres (Ktm Himoinsa) nell'assoluta e di 18'11 su Caimi, appunto terzo. In quarta posizione in classifica generale c'è Joan Pedrero con la Sherco che precede il nostro Botturi di poco meno di 4 minuti. Le soddisfazioni arrivano anche da Jacopo Cerutti, che è tornato ai rally dopo il ritiro alla Dakar 2016 e la sua mano – un tendine reciso fu la causa del suo ritiro – sembra non soffrire in queste lunghe giornate trascorse in moto, in prova speciale.
Gli altri italiani si difendono calcolando che degli 88 partenti in moto le classifiche – che sono però uno dei punti deboli di questa gara - al momento ne danno ancora in gara solo 58. Simone Agazzi (Honda) occupa la 17. posizione assoluta, anche lui dolorante per tre costole incrinate, portate addirittura da casa, mentre Maurizio Gerini (Husqvarna) endurista alla sua prima esperienza in un rally raid africano occupa la 20. posizione assoluta, primo di classe. Filippo Ciotti (Sherco) è 21° e Stefano Fasani (Beta) 33° con Francesco Catanese (Yamaha) 40° assoluto. Anche per Giovanni Gritti, figlio e fratello d'arte, famoso endurista italiano, si sta misurando con il suo primo rally in Africa e ieri è riuscito a chiudere in 34. posizione anche se nell'assoluta per le tante penalità recuperate nei primi giorni, quando la sua Honda l'aveva lasciato a piedi in speciale, è 58°.
Oggi si riparte con la seconda parte della marathon : 206 chilometri da percorrere ed ancora, come dice Botturi, una navigazione difficile. Come se non bastasse a rendere tutto più complicato ci si sono messe anche le tempeste di sabbia che in Marocco non sono poi così ricorrenti. Ieri di nuovo una spaventosa nube di sabbia ha travolto la gara e la sua violenza ha fatto ricordare a molti il film La Mummia, che non a caso era stato girato proprio qui, nei pressi della grande duna di Merzouga. Una quarantina di piloti erano già arrivati al bivacco ma molti altri, fra cui anche l'italiano Filippo Ciotti se la sono trovata di fronte in piena prova speciale e non hanno potuto far altro che fermarsi e mettersi al riparo sotto la propria moto, alla ricerca di un riparo. Anche per questo motivo la corsa è stata interrotta – per coloro che ancora la stavano percorrendo - al chilometro 183 dei 274 previsti, al CP2. Gli unici ad averla disputata per intero sono appunto i primi 40 piloti partiti alla mattina e gli UTV che hanno proseguito. In questa classifica però, al momento, figurano solo tre equipaggi.

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