KRKA 2018

link.png Alessandro Ruoso alla sua 2. Dakar


Ale RuosoNel 2017 alla sua prima Dakar Alessandro Ruoso cadde innumerevoli volte ma riuscì ad arrivare al traguardo, 38° assoluto, conciato come un pugile a fine incontro, con tanto di occhio nero.

Quest'anno il pilota di Pordenone è sicuro che le cose andranno diversamente “Fisicamente sono messo molto bene, lo scorso anno avevo cominciato la preparazione troppo tardi e questo mi aveva reso le cose più complicate, stavolta invece sono pronto. Diciamo che una volta rientrato dalla Dakar2017 e messe a posto tutte le fratture e le contusioni ho iniziato subito ad allenarmi. Tanta bici, palestra, e poi in moto, soprattutto enduro”. E fra novembre e dicembre una vero e proprio full immersion con Jordi Arcarons, uno degli ex piloti famosi della Dakar che da anni ora si dedica alla preparazione dei piloti nei rally raid. “Sono andato in Marocco da solo con Jordi e davvero sono stati giorni completamente dedicati alla navigazione e anche alla tecnica. Ho imparato moltissimo. E sono soprattutto più lucido il che conta moltissimo quando stai in sella così tanto tempo”.
Un altro approccio quello del friulano in questa Dakar 2018, la sua seconda appunto: “Completamente un altro approccio. Aver già corso nel 2017 mi è stato di grande aiuto, in parte so che cosa devo aspettarmi e l'approccio mentale è diverso. Inoltre essendo molto allenato faticherò un po' meno e la mente sarà più lucida”.
In realtà per Ruoso la novità è rappresentata dalle dune e dalla sabbia peruviana: “Siamo andati a provare ieri – conferma – e mi sono reso conto che questa sabbia è davvero diversa da tutte le altre. Queste dune non hanno niente a che vedere con, per esempio, le dune del Marocco. La sabbia è molto morbida, e non si capisce bene neanche l'andamento dei cordoni di dune. La sabbia è tutta molto chiara e ti mette davvero in difficoltà perchè per esempio, non si vedono bene le buche...Non sembrano difficili, ma solo pericolose. Incappare in un errore, per esempio non vedendo uno di questi buchi, potrebbe davvero esser pericolosissimo”.
Anche quest'anno la moto arriva da Ktm Austria, grazie anche alla profondo amicizia che lo lega a Heinz Kinigadner: “La moto è uguale a quella dello scorso anno ma la versione nuova, diciamo il gradino subito sotto le moto ufficiali della squadra Ktm. E' una bellissima moto, affidabile e con i venti chili in meno che sono riusciti ad eliminare ha migliorato ancora di più la maneggevolezza”. Si appoggia al team spagnolo Pedrega quest'anno il friulano per l'assistenza e anche questo lo soddisfa molto: “Abbiamo un ottimo rapporto, anche con il meccanico che mi seguirà e poi stasera mi raggiungerà mio fratello e questo mi farà sentire ancora più a mio agio”.
E poi c'è Arcarons che sarà sempre al seguito della gara: “Arcarons mi ha dato milioni di consigli, e devo davvero seguirli tutti. Soprattutto mi ha detto di non strafare i primi giorni, sulla sabbia ma arrivare a La Paz, alla giornata di riposo, e poi da lì si vedrà e si deciderà. Tra l'altro quest'anno l'elenco iscritti fa paura nel senso che ci sono veramente tantissimi piloti forti. Leggo nomi davanti e dietro di me che sono impressionanti. Sarà una bellissima battaglia e una gara super tosta”.