link.png Amos si ritira dalla Dakar 2018


AmosErano davvero tanti anni che un italiano non saliva così in alto nella classifica della Dakar. Il quinto posto in speciale qualche giorno fa, nella quarta tappa di questa DAkar 2018,  ci aveva fatto sognare, soprattutto di fronte alle sue dichiarazioni contro la sabbia che non è il suo terreno favorito, e l'attesa invece, per le tappe argentine. Purtroppo Eugenio Amos ieri, alla prima parte della tappa marathon si è ritirato con il suo buggy 2wd.

Eugenio Amos ha abbandonato la Dakar 2018 e con lui spariscono quindi tutti gli equipaggi italiani dalla categoria auto e camion.
E' stato l'ultimo in ordine di tempo a cedere. Prima di lui era toccato a Stefano Marrini su Toyota e ai tre Mercedes Unimog del team Orobica Raid, ritirati tutti in occasione della tappa ad anello San Juan de Marcona. Tutti e quattro i mezzi sono arrivati fuori tempo massimo e non sono potuti ripartire, come previsto dal regolamento per la speciale ad anello, la quarta di questa 40. Dakar.
Già nella tappa ad anello di Pisco erano arrivati tardissimo, alla mattina alle 8, ma erano riusciti a riparare velocemente per ributtarsi in speciale, ma a San Juan non hanno avuto la  stessa fortuna. Il tempo massimo per ripartire e restare in gara erano le 11,30 e invece il gruppo tutto insieme, perchè Marrini era al traino dell'Unimog di Calubini è arrivato poco dopo mezzogiorno e non è stato in grado quindi di ripartire per la quarta tappa.
Una grandissima delusione per tutti gli italiani, ma soprattutto per Antonio Cabini che alla Dakar si era presentato quest'anno con i suoi due figli, Raffaella e Carlo Augusto.
A quel punto a difendere i colori italiani restava solo Eugenio Amos che proprio in quella tappa di San Juan ha chiuso quinto assoluto ritrovandosi sesto assoluto in classifica generale. Da quel momento Amos insieme a Sebastien Delaunay ha proseguito la gara senza esagerare però: undicesimo di tappa ad Arequipa – 7° in classifica assoluta - 21° nella Arequipa-La Paz e nono nella generale dellaDakar al giorno di riposo.
Purtroppo poi nella tappa di Uyuni, la prima parte della marathon, la situazione è precipitata: in altura la sua 2WD ha cominciato a soffrire e a perdere potenza quando sono arrivati nella zona di dunette di sabbia bagnate e piene di vegetazione si è bruciata la frizione. A quel punto Eugenio Amos si è arreso, e ha reagito impulsivamente, in linea con quel carattere che lui diceva nei giorni scorsi gli faceva prendere a volte qualche rischi di troppo. Se n'è andato, approfittando di una vettura dell'organizzazione e ha lasciato lì a presidiare la vettura il copilota Sebastien Delaunay. Un vero peccato perchè le prossime tappe sarebbe proprio state le più adatte alla vettura di Amos che aspettava appunto l'Argentina per partire all'attacco.