KRKA 2018

link.png Eugenio Amos unico italiano in gara quinto assoluto oggi


Eugenio AmosNon potrebbe essere più contento Eugenio Amos oggi. Quinto al traguardo di una delle tappe ad oggi più complicate di questa 40. Dakar anche se in realtà tutte a modo loro sono state davvero difficili.  Questo quinto posto ripaga tutto il suo piccolo team 2WD delle fatiche e dei sacrifici anche economici fatti per esser qui, anche se la Dakar è ancora lunga.

“Penso che questo quinto posto oggi lo abbiamo conquistato con il primo chilometro di gara, alla partenza”. Stamattina infatti, le auto, così come le moto e tutte le altre categorie partivano in linea, in questo caso a gruppi di 4 e insieme al 2WD di Amos-Delanuay c'erano Kuba Przygonski su Mini, Al Qassimi su una Peugeot DKR clienti, e Lucio Alvarez su Toyota Overdrive. “Tre calibri non da poco – racconta al bivacco di San Juan De Marcona -  ma noi abbiamo fatto strategia perchè la sabbia era davvero molto molto morbida. Siamo rimasti 40 metri più indietro quando hanno dato il via e poi ci siamo spostati verso il mare, sfruttando una piccola discesa. Lì la sabbia era più dura e seppure smossa e irregolare era dura e ci ha dato subito un'ottima trazione. Dopo un chilometro eravamo primi e questo ci ha permesso di fare i primi sedici chilometri davanti agli altri, senza polvere”.
Non si lamenta più come nei primi giorni del suo tempo di speciale e neanche della posizione, e ride quando glielo si ricorda: “Il risultato è nato lì stamattina perchè dopo la spiaggia ci sarebbero stati cento chilometri di piena polvere, che invece chiaramente hanno preso gli altri”.  Ma dopo i cento chilometri di dune sono cominciati i canyon stretti e la 2WD di Eugenio Amos è davvero troppo larga ”Strettissimi e difficilissimi per la nostra macchina, tante rocce ovunque e subito dopo sono ricominciate le dune che erano difficili sia perchè molto ripide e ravvicinate una all'altra sia per la navigazione perchè alcuni dei wpt erano in punti allucinanti. Quindi più della metà del merito del nostro risultato va data a Sebastien Delanuay che come sempre ha fatto un ottimo lavoro”. Non sono però mancati gli insabbiamenti: “Ci siamo insabbiati un quarto d'ora in una duna ad imbuto e abbiamo dovuto faticare parecchio. Però ho visto che tante persone hanno avuto grossissimi problemi con la navigazione – prosegue – ho visto Despres fermo con la macchina devastata poi ho visto Nasser Al Attiyah che ci ha superati due o tre volte”. E quando gli si chiede se il pilota Toyota avesse avuto un problema alla vettura o se si fosse perso, lui sinceramente risponde: “Io penso che si sia perso perchè quando ci ha superato noi stavamo andando al nostro 80 per cento e lui stava andando al nostro 130 per cento – sorride – quindi direi che la macchina andava bene”.
E non si può non pensare a domani all'ultima vera tappa del Perù, ancora fatta di dune: “Domani devo solo stare tranquillo e venir fuori dalle dune il prima possibile ed arrivare ai giorni in cui le speciali saranno veloci dove do il meglio di me perchè sulle dune non mi diverto e non sono neanche tanto bravo. Non ho molta confidenza e ho l'ansia per tutto il tempo e garantisco che guidare due o tre ore con l'ansia di fermarti non è piacevole. Ce l'abbiamo fatta anche oggi, la macchina è intera e sono contento perchè noi siamo una squadra piccola. Quattro meccanici e inclusi ci sono quelli che guidano il camion, siamo davvero piccoli rispetto agli ufficiali”. E porta ad esempio le gomme che monta il suo buggy: “Noi oggi abbiamo usato le stesse gomme dei giorni scorsi, le abbiamo consumate tutte e siamo partiti stamattina con quelle di ieri...Stasera me le cambiano” conferma tutto felice. E per la quinta tappa di questa 40. Dakar domani Eugenio Amos partirà alle spalle di quegli equipaggi che le gomme le cambiano anche due volte al giorno “Da un professionista, da un pilota ufficiale questi risultati uno se li aspetta ma così come siamo noi, senza aria condizionata, piccoli e sporchi...” e lascia in sospeso la frase perchè nella sua umiltà non vuole né autoincensarsi né esagerare. La Dakar è ancora lunga, ma un quinto posto stasera al bivacco di San Juan de Marcona conta come una vittoria.