link.png Dakar 2019: il grande mistero !!


Bolivia no dakarCaos più totale sulla Dakar 2019. Non c'è ancora un percorso ben definito. Non c'è ancora un direttore sportivo che prenda il posto lasciato vacante da Marc Coma ora e da David Castera prima. E per questo non si aprono oggi le iscrizioni - mentre si apriranno per altre gare, per esempio l'Africa Eco Race, che ha anche già presentato il percorso 2019 in un comunicato - e le conferenze stampa Dakar 2019 sono state tutte rinviate a data da destinarsi.

Conferenze stampa rinviate.
Apertura iscrizioni rinviata
Scelta e nomina del Direttore Sportivo, rinviata
ASO e con lei la Dakar brancolano. Non nel buio perchè non è mai totalmente buio in ASO, però diciamo che non hanno ancora trovato una giusta direzione da seguire.
E' di questa mattina l'articolo che sancisce il no della Bolivia alla Dakar 2019. Ma come?
Ormai la Bolivia insieme al Perù sembrava il Paese più accreditato e invece? La sorpresa è arrivata tre ore fa, mentre in Bolivia era praticamente ancora notte. La motivazione va ricercata nel fatto che la ministra della Cultura, Wilma Alanoca ha chiesto ad ASO di non passare sempre nelle stesse zone ma di cercarne e trovarne altre, perchè la Bolivia vuol far conoscere tutto il suo territorio e non sempre lo stesso, quello in cui più o meno la Dakar transita - o forse sarebbe meglio dire, si ferma e annulla le speciali e le tappe - da cinque anni.
Al momento ASO ha detto no, per ovvie motivazioni logistiche, ma non è detto che questa sia una chiusura definitiva.
cile no dakarLo è invece quella del Cile che ha confermato il suo no - attaraverso la ministra dello Sport, Pauline Kantor - così come sembra che abbia fatto l'Argentina (ancora in stand by) che avrebbe fornito alla Dakar la possibilità di passare nella provincia di Salta, come aveva confermato a suo tempo, marzo 2018, l'eroe della zona, Kevin Benavides. Ora anche l'Argentina, dopo dieci anni di Dakar ha detto no, sembra sempre per un problema di prezzo e di richiesta troppo onerosa da parte della società francese.
Resta dunque il Perù, confermato sulla carta e resta, quasi al 100 per cento l'Ecuador che con la sua presenza andrà a soddisfare il più grande desiderio degli ultimi anni di Etienne Lavigne, come il direttore generale della Dakar ripete ormai da anni nelle conferenze stampa di chiusura di ogni edizione della competizione. Negli ultimi giorni la traccia 2019 più accreditata sembrava quella di Perù-Bolivia-Perù, però ora questo 'puntare i piedi' da parte della Bolivia potrebbe rappresentare un problema. E allora quali sono gli scenari possibili? Perù, Bolivia (con un ripensamento e una modifica del percorso) ed Ecuador? Anche perchè senza Bolivia, eventualmente, dal Perù, come ci arrivi in Argentina e alle due tappa di Salta e Catamarca?
Questo prolungarsi delle trattative per il percorso 2019 ovviamente ha portato, per la prima volta nella storia della Dakar, allo slittamento della data di apertura delle iscrizioni prevista per oggi, come accade da molti anni.
E non solo. La conferenza stampa di oggi a Barcellona è stata rinviata a data da destinarsi, e così a cascata tutte le altre, proprio perchè mancano le informazioni e inoltre, sembra che non ci sarà conferenza stampa a Parigi, come accadeva da tanti anni, forse – dicono i maligni – proprio per evitare che i giornalisti possano porre domande scomode.
Prosegue dunque, questo clima da Gestapo con la censura praticata in ogni momento dalla società francese che è addirittura arrivata a intimidire alcuni giornalisti nei mesi scorsi perchè erano usciti con articoli – questo si chiama giornalismo – in cui si diceva che la Bolivia non avrebbe più fatto parte del percorso della Dakar – questo si chiama scoop.

In questo clima di sfiducia, scarsa simpatia nei confronti dei concorrenti e di tutti i partecipanti, ASO prosegue la sua ricerca del Direttore sportivo, che sostituisca Marc Coma, che se n'è andato a febbraio, dopo la sua terza ed ultima Dakar nelle fila di ASO, come previsto dal suo contratto. Molte delle persone interpellate hanno detto no ad ASO nonostante la cifra di ingaggio estremamente interessante. La ricerca di ASO però non è del tutto corretta e si continuano a rivolgere, come accadde - e questo lo dice la storia - nel 1993 quando Gilbert Sabine decise di assumere qualcun altro al comando della TSO, a personaggi più o meno carismatici, ma soprattutto a piloti che sanno correre e vincere, e vogliono continuare a farlo. Per molti di loro non è ancora spenta la voglia di competere e nonostante l'ingaggio alcuni hanno detto un chiaro No alla società francese. Chi chiameranno a questo punto?