link.png La Dakar nuovamente in Africa ? Solo chiacchiere...


Dakar 2008 annullataIn una intervista rilasciata a Sergio Lillo su Motorsport.com, ma anche su Le Figaro, Etienne Lavigne, direttore generale della Dakar, ha accennato l'intenzione di tornare in Africa. Lasciando una terra che hanno sfruttato per più di dieci anni. Ma la situazione che il direttore generale della Dakar prospetta ha veramente poco o nulla a che fare con la realtà, e ha risposto bene, dalle pagine de Le Figarò, Jean Louis Schlesser patron dell'Africa Eco Race. Vediamo insieme perchè.

 


Prima di tutto un po' di storia. Nel 2008 un attentato in Mauritania ai danni di una famiglia francese, terribilmente trucidata, costrinse la Dakar a fermarsi ad un passo dalla partenza. Il 5 gennaio a Lisbona, a verifiche ormai concluse, un briefing straordinario alla mattina alle 12 annunciò a tutti i piloti che la gara non sarebbe partita per quell'anno. Impossibile trovare una assicurazione che coprisse la competizione, dopo che il Ministero degli Esteri francese aveva detto 'No' alla gara, impossibilitato a garantire la sicurezza di tutti i partecipanti.

Così ce ne tornammo tutti a casa con la coda in mezzo alle gambe e l'anno dopo ci ritrovammo tutti di nuovo, più numerosi che mai, in Sud America. Molti dissero allora che si trattava di una scusa, che il progetto di una Dakar in Sud America era già sui tavoli di ASO, ma di recente ho avuto conferma assoluta che non era vero. Che il Sud America, che comunque era un sogno di molti, a cominciare dallo stesso Thierry Sabine, non era neanche stato contattato e che a febbraio del 2008 cominciarono i primi colloqui.

La vita di ASO in quel momento è cambiata. E si è ritrovata a ricevere una serie di finanziamenti dai Paesi attraversati (milioni e milioni di dollari), cosa che prima, in Africa, ovviamente non accadeva. Nel frattempo però i loro addetti alle Pubbliche relazioni con Continenti e Nazioni proseguivano la loro operazione di ricerca arrivando a parlare di Messico, Brasile, SudAfrica, addirittura Cina.

Oggi che i rapporti di ASO si sono un po' deteriorati in Sud America e che molti Paesi hanno chiuso loro le porte in faccia, rifiutandosi di pagare forti cifre per il suo passaggio, e con la necessità di investirli in altre cose molto più importanti e fondamentali per la Nazione, Lavigne torna a parlare di Africa e lo fa citando Algeria, Angola e Namibia. Ovviamente non può lontanamente pensare ai vecchi Paesi attraversati dalla Dakar perchè l'Africa Eco Race - si dice - si è fatta firmare un documento di esclusiva per ben 25 anni da diversi di loro, per esempio la Mauritania, proprio per tutelarsi da eventuali ripensamenti. Ma ci sono poi un sacco di altre cose da sottolineare, relativamente al ritorno in Africa della Dakar.

Come la stessa ASO sottolinea spesso e volentieri la Dakar è un fortissimo evento mediatico, con ben 190 Paesi coinvolti nella trasmissione delle immagini della competizione, ovvio quindi che un attentato su questa gara avrebbe una cassa di risonanza immensa. Per questo motivo i problemi di sicurezza e il no del loro Ministero degli Esteri resterebbero inavariati in qualsiasi momento. E per dirla tutta, se l'Africa Eco Race dovesse muovere un giorno più di 1000 persone e non le attuali 400 circa fra concorrenti, assistenze e organizzazione, si potrebbe ritrovare ad avere lo stesso identico problema. Ma andiamo oltre. L'Algeria in questo momento, nonostante due gare organizzate al suo interno, non potrebbe ospitare la Dakar intera sul suo territorio, con un percorso di quindici giorni, per quanto grande e sconfinata, ed alcuni dei Paesi limitrofi, Libia, Niger  o Malì sono altamente sconsigliati per la Francia. Senza contare che se ASO pensa di proseguire la sua politica del 'dazio per il passaggio' di certo non troverà in Algeria un governo disponibile a spendere.

Lavigne parla anche dell'Angola e della Namibia, e non a torto visto che la Dakar ci è già passata nel 1992. In fondo solo 26 anni fa ! La prima Nazione è appena uscita da una Guerra Civile e sta cercando di risollevarsi...certo la Dakar potrebbe aiutare ai fini dell'immagine ma siamo davvero convinti che si possa correre con una carovana di 2000 persone in queste zone a rischio perenne di attentati?

Più sicura a livello politico la situazione in Namibia, ma in questo splendido Paese ci sono alcune lacune...Innanzitutto i voli aerei che non esistono dall'Europa, se non uno solo da Francoforte, diretti sulla Namibia, ma bisogna fare una serie di scali ovunque in Africa. Poi i parchi naturali che sono disseminati ovunque e quindi non certo attraversabili con prove speciali o altro. E' vero anche qui siamo stati nel 1992, ma erano altri tempi, e ci rimanemmo solo per tre giorni mentre Lavigne oggi a Le Figaro parla di un Paese in cui "ci siano delle geografie che consentano di immaginare dieci o dodici giorni di competizione".

L'opzione Africa dunque, sembra più una boutade che una seria affermazione, e bene ha fatto Schlesser a rispondere dalle pagine de Le Figaro confermando di non sentirsi minimamente minacciato da ASO e dalla sua gara. E sono assolutamente d'accordo con lui !