link.png Con Cyril Despres, il racconto degli ultimi giorni in Marocco e non solo


Cyril e PoloLo squadrone Mini X Raid è previsto alle verifiche intorno alle ore 17 e puntualmente arrivano tutti. Per primo Cyril Despres, e poco dopo Jakub Przygonski e i rispettivi navigatori. Polo Cottret, Tom Colsoul e Lucas Cruz. Carlos Sainz arriva poco dopo e li raggiunge nella sala adibita ai controlli amministrativi di questo Rally del Marocco versione Castera.

Da quanti giorni siete qui Cyril?
“Uff, sinceramente non li ho contati, forse otto, o dieci. Parecchi in effetti perchè avevamo tanti test da fare”.
Parla ovviamente dei test che la X Raid ha organizzato da fine settembre, e ancora allestirà dopo la gara, per lo sviluppo e la messa a punto del buggy due ruote motrici, che però, stando a quando ammettono i piloti che lo guideranno nei prossimi giorni, è pronto, almeno per questa prima sfida con il cronometro.
“La macchina va bene, sta facendo dei grossi progressi. Tutto sommato è un due ruote motrici e quindi non è troppo distante da una realtà che conoscevo già”. Parla della Peugeot ovviamente che da gennaio ha abbandonato i rally raid dopo aver vinto tre edizioni consecutive della Dakar.
“Non ci sono state grosse sorprese perchè in fondo non ci sono differenze enormi fra i due mezzi”.
L'esperienza di Cyril, vincitore, proprio al fianco di David Castera ora organizzatore di questo prossimo Rally del Marocco, di due edizioni del Silk Way Rally con Peugeot è stata ovviamente fondamentale nel contatto con Sven Quandt.
“Ci siamo sentiti qualche mese fa, mi ha chiamato e le cose si sono realizzate tranquillamente da entrambe le parti. Certo ci sono più piloti che vetture, o almeno inizialmente era così. Avevano diversi esemplari del buggy ma ne hanno costruito uno in più in questi mesi”.
Per Cyril forse la più grande sorpresa arriva dal copilota visto che dopo vent'anni al fianco di Stephane Peterhansel Jean Paul Cottret sale a bordo con il cinque volte vincitore della Dakar in moto: “Al momento funziona tutto bene fra noi. Dobbiamo ovviamente abituarci e prenderci le misure. Finora abbiamo solo lavorato insieme all'interno della vettura durante questi test su delle piste e dei passaggi che comunque conoscevamo un po'. Niente a che vedere con una gara, quando magari ti trovi a partire per primo, davanti a tutti, e devi aprire la strada e trovare la direzione giusta. Ma siamo entrambi dei professionisti e lui ha davvero tanta esperienza. Dobbiamo però abituarci, prendere il ritmo, trovare un giusto equilibrio”.
E a proposito di equilibrio, come è andata in Messico, alla Baja che hai corso con un buggy americano qualche mese fa? : “Divertente, davvero. E' stata però una esperienza unica, da provare per una volta, una sorta di one shot. E' molto diversa dalle nostre gare. Fai un sacco di ricognizioni, impari a conoscere le piste e prendi tutte le note...è molto impegnativa. La velocità e soprattutto le medie sono più basse rispetto alle nostre gare, alle nostre Baja o ai rally raid. Ci sono un sacco di curve, alcune anche molto strette e quindi non riesci ad andare veloce, è una gara più lenta. Purtroppo abbiamo rotto il cambio – la frizione elettronica - dopo circa 400 chilometri e non siamo riusciti a risolvere e ripartire. Però i dieci giorni passati in Messico sono stati fantastici. Lo conoscevo già perchè c'ero stato con Ktm nel 2007 ma questi mezzi sono pazzeschi sono enormi, più pesanti, più alti, con un sistema di sospensioni davvero potente, e sono veloci. Bisogna adattarsi, una cosa completamente diversa dalle nostre vetture da rally raid”.
Ci hai fatto un pensierino, per il futuro?
“No, non veramente. E' uno stile completamente diverso dal nostro dei rally raid. Sono più adatto ad uno stile di pilotaggio tout terrain, mi piace scoprire i passaggi al momento, aprire la pista, navigare...non dico che non sia interessante ma i terreni sono  pieni di dossi e salti, molto rovinati, i terreni sono fracassati e poi ci sono frecce a indicare la direzione dappertutto”.

A pochi passi da Cyril c'è il suo 'nuovo' copilota Polo Cottret, ma va di fretta perchè anche lui ha il vizio della puntualità e le verifiche stanno per cominciare per la squadra X Raid. Alza un sopracciglio e sorride con un lato della bocca quando gli chiedo quanti anni ha trascorso accanto a Peterhansel "Vent'anni - mi risponde, e lo ripete - vent'anni". E poi aggiunge: "Non è stata una decisione presa all'improvviso. Stephane desidera correre con Andrea e già da qualche tempo parlavamo di questa separazione e quindi eccoci qui. Non significa ricominciare da zero per me, questo no, però certo dobbiamo trovare il giusto equlibrio. Abbiamo fatto qualche test in questi giorni ma sarà questo rally a partire da domani, la prova decisiva. Aspettiamo e vediamo".