link.png David Castera copilota di Stephane Peterhansel alla Dakar 2019


Carlos con DavidLa notizia ormai era qualcosa più di un 'rumors' ma gli interessati avevano chiesto per favore di non renderla pubblica prima della fine del rally. E così abbiamo fatto, rispettando la richiesta e l'amicizia. David Castera correrà la Dakar 2019 al fianco di Stephane Peterhansel sulla Mini John Cooper Works Buggy. Un accordo stretto fra i due amici francesi che da anni si conoscono e condividono la propria passione, e per David, organizzatore del Rallye du Maroc è un vero ritorno alle origini, come negli anni Novanta quando alla Dakar fu il portatore d'acqua di Peter.

Quando Stephane Peterhansel all'inizio di questo Rallye du Maroc 2018 ha dichiarato senza giri di parole che Andrea Mayer, sua moglie, non era ancora pronta per correre la Dakar con lui nel 2019 è scattato immediatamente il toto copilota.

La storia è partita a fine Dakar 2018 quando Peugeot ha annunciato il suo ritiro dai rally raid e il suo Dream Team è praticamente entrato sul mercato, ufficialmente. Sven Quandt aveva immediatamente chiamato Stephane Peterhansel proponendogli di correre con il Buggy due ruote motrici di casa X Raid ma Stephane aveva declinato l'invito prendendosi un po' di tempo per pensare. Nello stesso tempo 'Polo' Cottret, suo copilota da vent'anni rifletteva sul suo futuro. Quando Sven Quandt ha ingaggiato Carlos Sainz e Cyril Despres si è posto immediatamente il problema del copilota del francese, dato che Sainz viaggia ormai accompagnato da Lucas Cruz da diverso tempo. Peterhansel e Cottret si sono incontrati e ne hanno parlato perchè per 'Polo' si profilava la possibilità di cominciare un nuova avventura al fianco di Cyril, cinque volte vincitore della Dakar in moto.

Peterhansel era più che mai convinto che la sua prossima Dakar, se mai ci fosse stata, avrebbe visto al suo fianco sua moglie e quindi ha liberato Cottret da qualsiasi impegno e Jean Paul ha firmato con Despres, arrivando al debutto in questo Marocco, nei giorni scorsi. Nel frattempo Stephane ha cominciato ad allenarsi con sua moglie: piccole gare nel campionato francese, con un SSV Yamaha, poi un paio di Baja e la Bandama in Costa d'Avorio. E' stato proprio durante una di queste che Andrea ha cominciato a lamentare dei problemi fisici e visto che non si trovava una soluzione si è sottoposta ad una serie di esami medici che hanno diagnosticato per lei un disturbo legato alla patologia dell'orecchio. Non facile da risolvere, ma soprattutto da risolvere velocemente. Qui in Marocco le cose sono andate benino, i dolori e i problemi di stomaco e di giramento di testa si sono un po' attenuati ma purtroppo Andrea non può ancora pensare di correre una intera Dakar al fianco di Stephane. Così ad agosto, dopo i controlli medici, Stephane ha chiamato David Castera il quale, una volta avviatosi sulla strada organizzativa con il Rallye du Maroc aveva annunciato che la sua carriera di copilota era definitivamente cessata.

Ma le idee sono fatte per esser cambiate. "Stephane mi ha chiamato ad agosto perchè stava cominciando a riflettere sul fatto che Andrea forse non avrebbe potuto fare la Dakar insieme a lui - racconta David Castera - e così mi ha chiesto che cosa ne pensavo e su ero almeno interessato all'argomento. Io ho risposto perchè no ma in effetti questa cosa mi ha turbato un po'. Era un momento di super lavoro per il nostro Rallye du Maroc e nello stesso tempo anche Toyota Overdrive mi aveva chiamato per propormi di affiancare uno dei loro piloti alla Dakar. Ovviamente mi ha fatto molto piacere e fra me e me ho pensato "allora so ancora navigare".

La soddisfazione per Castera di ricevere più proposte è stata grande e la riflessione è durata pochi giorni: "Stephane prima di tutto è un amico, qualcuno che rispetto moltissimo e soprattutto parliamo la stessa lingua il che nelle fasi concitate di una prova speciale vuol dire tantissimo. Per me era una grossa opportunità e ho pensato che sarebbe stato bello". Con David, Stephane ha sempre avuto un rapporto particolare: "Ci siamo sempre visti e frequentati in tutti questi anni. Io sono stato il suo portatore d'acqua alla Dakar, quando correvo in Yamaha, l'ho affiancato spesso nel Campionato d'enduro e abbiamo corso insieme in un sacco di gare, compresa la Gilles Lalay. Quando poi ho cominciato ad organizzare eventi e gare lui è sempre venuto e infine ci siamo ritrovati insieme nel team Peugeot, lui al volante di una DKR 3008 con Polo Cottret accanto e io con Cyril Despres. Spesso durante i rally che abbiamo condiviso lo abbiamo aiutato con Cyril e più di qualche volta abbiamo corso per coprirgli le spalle. Insomma, per farla breve, credo che ci siano occasioni nella vita che non si devono perdere, in alcun modo, e questa sicuramente era una di quelle. Sono belle esperienze di vita, opportunità da cogliere al volo e così dopo pochissimi giorni ho risposto di sì".

Che la prossima Dakar 2019 sia almeno sulla carta una gara un po' particolare e diversa dal solito ai due francesi non interessa: "Sinceramente non mi sono soffermato troppo sulla cosa. Per noi non cambia nulla. Sai che quando sali su una vettura performante con Peterhansel vai alla Dakar per vincere, o per lo meno per provare a vincere. Che il Paese su cui si basa il percorso della Dakar sia uno, o siano due o tre non cambia nulla. Noi andiamo per vincere e se vinceremo non ci ricorderemo più nient'altro, e lo stesso faranno gli altri. Un pilota che vince la Dakar è quello che è riuscito a farlo, in questa Dakar o in quell'altra, non ha importanza".

E stamattina alle nove David Castera ha smesso i panni di organizzatore del Rallye du Maroc, ha salutato calorosamente tutta la sua equipe ed è rimontato in macchina per tornare a Erfoud, da cui la sua gara era partita ieri mattina per salire a Fes con l'ultima tappa. Lo aspettano un po' di giorni di test insieme a Stephane Peterhansel: "In effetti non siamo mai saliti a bordo insieme", e quindi con X Raid inizieranno le prove, del nuovo buggy - o meglio il buggy di seconda generazione del team tedesco - e anche di affiatamento fra loro due.

Una simpatica curiosità: ieri all'arrivo del Rally al momento della foto di fine gara con tutto il team, meccanici, piloti e copiloti di X Raid, colui che in quel momento era incaricato della gestione del team data l'assenza di Sven Quandt, era suo figlio Tobias. Quando i fotografi hanno chiamato sotto l'arco di arrivo tutto il team per la foto ricordo Tobias ha sfiorato la spalla di David invitandolo ad avvicinarsi e gli ha detto "Hanno chiamato tutto il team" e gli ha scoccato un sorriso complice.