link.png Il briefing sancisce l'inizio del Rallye du Maroc


Briefing MarriottAlle 20,30 del 3 ottobre David Castera apre ufficialmente con il briefing la sua prima edizione del Rallye du Maroc che per dare una continuità con la prova precedente loro chiamano 19. edizione. La sala briefing è stipata di persone e questa è sicuramente la prima soddisfazione che salta agli occhi di David Castera e del suo socio, che lo ha aiutato a raggiungere e realizzare questo sogno, Jordi Ballbe.

David Castera comincia il briefing riassumendo in breve quanto accaduto negli ultimi mesi. Lo fa perchè vuole condividere con tutti i presenti la storia del suo arrivo in questa gara, della sua decisione di passare definitivamente dalla parte degli organizzatori, condividendo con loro un progetto, un sogno, un'idea. "Quando abbiamo rilevato questa gara - comincia a dire - ci siamo subito chiesti cosa potevamo fare per migliorare quanto già era stato fatto fino ad allora. Prima di tutto abbiamo scelto una città di partenza che possedesse un aeroporto internazionale eliminando così lunghi trasferimenti per piloti e meccanici, e così è nata l'idea di Fes, e in secondo luogo abbiamo scelto il Marriott, una vetrina di prestigio per ospitare tutte le operazioni preliminari. Il nostro secondo obiettivo era proporre una gara che divertisse e piacesse a tutti, che non fosse solo e strettamente gara". Per questo hanno creato una serie di eventi collaterali e di nuove iniziative che sono state subito accolte con favore "un vero pranzo e non più le razioni, la cena, l'open bar e l'happy hour a bordo piscina, l'oasi dove ritrovarsi a chiaccherare al di fuori del bivacco e dell'hotel". E lascia per ultima l'innovazione principale, il doppio percorso, diverso fra moto e auto e soprattutto diverso per l'enduro cup questa nuova categoria che ha fatto registrare ben 35 iscrizioni in questa edizione 2018. Parla anche del road book colorato, della casella centrale più grande, dei CAP scritti a caratteri cubitali, e delle tante piccole innovazioni che fanno parte di questo rally.

E poi dal palco della grande sala conferenze del Marriott ringrazia gli amatori presenti e gli ufficiali, ricordando a quest'ultimi che senza i primi non ci sarebbe gara, e probabimente non ci sarebbero i rally raid "I professionisti, i campioni, non esisterebbero se non ci fossero i privati, gli amatori cioè, in questa disciplina". E poi snocciola i numeri di questa competizione: 141 veicoli suddivisi fra 36 vetture iscritte alla Coppa del Mondo FIA, 37 moto iscritte al Mondiale FIM, 13 vetture in categoria open e fra queste quella dell'italiano Alfredo Cantoni, 20 SSV e ben 27 rookie, piloti cioè alla loro prima partecipazione, per un totale fra tutti di 31 nazionalità.

E proprio i rookie per la prima volta sono stati al centro dell'attenzione di un briefing visto che David Castera ha invitato tutti loro a salire sul podio insieme a lui e non è mancato un siparietto di Nasser Al Attiyah che si è mescolato a loro. Ai debuttanti Castera dice "Siete qui per vivere un'avventura e divertirvi, non siete qui per vincere ma per apprendere", e chiede a tutti loro di restare alla fine del briefing perchè ha organizzato specificatamente un incontro con Cyril Despres dedicato a chi affronta un rally per la prima volta.

Poi sottolinea "I rally raid non sono una partita a tennis, inutile nasconderselo. Possono essere pericolosi, e sicuramente rischiosi".

A quel punto descrive il suo nuovo rally composto da 5 tappe, 2 in linea e 3 ad anello con le due tappe, la numero 3 e la numero 4, assolutamente più impegnative di tutte le altre. Parla del prologo di dieci chilometri previsto per giovedì pomeriggio 4 ottobre, del timing della prima tappa con partenza della prima moto da Fes alle 5,30, degli acquazzoni dei giorni precedenti che hanno rovinato un po' il tracciato ma grazie al cielo non hanno richiesto grossi tagli del percorso, ma solo qualche modifica.

Hanno pensato davvero ad un sacco di cose in questo rally, proprio perchè chi lo ha ideato, affiancato da altri grossi personaggi di questo mondo, come David Serieys o Marie Hervagault, sa che cosa i piloti vogliono e di che cosa hanno bisogno. Il successo dell'enduro cup lo dimostra: correre in Africa con una moto da enduro è il sogno di molti e Castera lo ha reso possibile. E non solo, per venire incontro a chi si trova per la prima volta in questa situazione ha organizzato i rifornimenti lungo il percorso di gara e ha anche calcolato i consumi per ogni mezzo, per prevenire il pilota ed evitare errori che possano stravolgere la sua gara.  Ogni giorno dalle 16,30 al bivacco di Erfoud verranno consegnati il road book del giorno successivo, a colori, i fogli delle modifiche e una mappa, creata dall'organizzazione che sarà anche l'unica che i piloti potranno portarsi dietro. Inoltre chi non finisce una tappa potrà comunque ripartire il giorno dopo, ovviamente con una penalità e tutto è stato pensato e calcolato per portare il maggior numero di piloti al traguardo finale di Fes.