link.png Rallye du Maroc 2018: mercoledì le verifiche


Honda MaroccoMancano pochissime ore ormai al via del 1° Rallye du Maroc dell'era David Castera e ODC Events. Il primo record l'ex direttore sportivo della Dakar (dieci anni nelle fila ASO), lo ha già raggiunto grazie al record di partecipazioni di una rally valido per il Campionato del Mondo Tout Terrain FIM e per la Coppa del Mondo FIA, ma di sicuro gli obiettivi prefissati dal francese non finiscono qui. Da mercoledì mattina, 3 ottobre, il via alle verifiche che andranno avanti per tutta la giornata fino al 4 mattina mentre nel pomeriggio la gara entrerà nel vivo con il prologo, altro particolare che dai rally più lunghi ultimamente mancava.

David Castera e il suo staff, composto da oltre 150 persone sono pronti. Molti di loro sono già a Fes, altri arriveranno in giornata e gli ultimi raggiungeranno la città marocchina domani. In tempo per accogliere a braccia aperte gli oltre 150 veicoli, con più di 250 fra piloti e copiloti, che da mercoledì mattina affronteranno le verifiche amministrative.

Qualcuno è già sul posto, nel senso di team. Toyota Overdrive si trova in Marocco già da qualche giorno per i test definitivi sulle vetture che dopo il Marocco si scontreranno in Sud America alla Dakar 2019, 100% Perù. E alla gara di Castera e del suo gruppo ODC Events sono iscritte ben nove vetture per il team: le tre di Toyota Gazoo Racing South Africa di Nasser Al Attiyah, Giniel De Villiers e Bernhard Ten Brinke, quella di Vladimir Vasilyev insieme a Konstantin Zhiltsov che possono ancora ambire alla conquista del titolo 2018 visto che in ballo ci sono 60 punti da accaparrarsi in Marocco e 30 in Portogallo. Insieme a loro anche Aron Domzala, Erik van Loon, Yasir Seaidan, pilota dell'Arabia Saudita, Ronan Chabot e il cinese Yuxiang Liang.

Il Rallye inizierà nel pomeriggio di giovedì 4 ottobre con un prologo ad anello di circa 10 chilometri che determinerà anche l'ordine di partenza della prima tappa che da Fes porterà la carovana del rally a Erfoud con due prove speciali, la prima da 103 e la seconda da 91 chilometri.

In totale i piloti percorreranno 2051 chilometri di cui 1362 di prove speciali.

Tre le Mini presenti al via per X Raid: una affidata all'attuale leader della classifica iridata, Jakub Przygonski che può contare su un vantaggio di ben 71 punti sul suo inseguitore Vasilyev, e le altre due a Yazeed Al Rajhi e Boris Garefulic ma è sui buggy due ruote motrici del team tedesco che si incentrano le maggiori curiosità visto che ancora oggi sulla lista degli iscritti ufficiale, pubblicata da ODC Events, non ci sono i nomi ma solo delle X. Al 99 per cento i due piloti saranno Carlos Sainz, affiancato come sempre da Lucas Cruz e Cyril Despres ma non è chiaro al momento chi sarà il navigatore del campione francese. Grande riserbo sull'argomento ma proprio in queste ore forse si sta facendo avanti un altro nome, quello di Dirk Von Zitzewitz, ex pilota Ktm e per lungo tempo co pilota di Giniel De Villiers che ha lasciato il sedile destro della Toyota e potrebbe forse ricomparire accanto a Despres. In attesa di saperne di più, al momento delle verifiche a Fes si possono solo tentare delle congetture.

Per quanto riguarda le moto invece al via del Marocco, una sorta di shakedown in previsione della Dakar, ma soprattutto quinta prova del 2018 e ultimo round per il Mondiale FIM, sono ben sei i piloti che possono ancora aspirare a vincere il titolo. Pablo Quintanilla (Husqvarna) può contare al momento su 69 punti, seguito a sole 8 lunghezze da Toby Price (KTM) con Paulo Gonçalves (Honda) a quota 57. Kevin Benavides (Honda) vanta 53 punti mentre l'austriaco Matthias Walkner (KTM) ne ha 51 e il giovanissimo Maciej Giemza (KTM Orlen) che di punti ne ha 42 potrebbe comunque puntare al titolo, matematicamente.

Il cileno Quintanilla (Rockstar/Husqvarna Factory Racing) già due volte campione del mondo FIM Rallyes Tout Terrain potrà contare sull'aiuto del suo portatore d'acqua, Andrew Short cosa che forse non potrà fare Ktm che ha un team fatto soprattutto di top riders, come appunto Toby Price, Matthias Walkner e Sam Sunderland che rientra dopo la sua frattura al piede. Con loro ci saranno Luciano Benavides e il nuovo acquisto Mario Patrao che saranno forse sottoposti a test in previsione della Dakar 2019.

Dopo le due vittorie consecutive in Sud America il team Monster Energy Honda si presenta con i favori del pronostico e soprattutto carico a mille visto quanto fatto da Kevin Benavides all’Atacama Rally e da Paulo Gonçalves al Desafio Ruta 40. Al loro fianco l'americano Ricky Brabec, e Ignacio Cornejo che aveva fatto il suo debutto già a gennaio alla Dakar. Gli outsider in questo caso sono da considerare i piloti  Yamalube Yamaha official Rally Team e cioè Adrien Van Beveren, Xavier de Soultrait e Franco Caimi che non correndo per il titolo hanno meno da perdere e potrebbero quindi riservare qualche sorpresa nelle classifiche di gara. Test generale in previsione degli impegni di gennaio prossimo anche per David Casteu e il team Sherco TVS Rally Factory che schiera Michael e Adrien Metge oltre a Lorenzo Santolino che ha già provato l'esperienza dei rally raid in Argentina: con tutti loro anche un pilota indiano, Noah Harite.

Un piccolo colpo di scena arriva dal team Hero che non potrà esser presente in Marocco sembra, a causa di un ritardo nella spedizione dal Sud America, al termine delle gare iridate di agosto e settembre: il loro materiale tecnico, moto comprese, non è ancora rientrato dal Perù per un problema di dogana e di carico e quindi il team non potrà prender parte all'ultima prova della stagione FIM.

Fra i quad con 77 punti sembra ormai assicurata la vittoria del titolo per il russo Aleksandr Maksimov dato che il suo avversario numero uno, Nicolas Cavigliasso, argentino, non parteciperà alla gara africana e anche perchè Rafal Sonik conta solo 38 punti in classifica visto che non ha potuto partecipare alla stagione dato il suo incidente e le ferite riportate a inizio stagione.

Occhi puntati sugli SSV - ben 23 al via - e non solo perchè Stephane Peterhansel e sua moglie Andrea finalmente correranno insieme una gara del Mondiale su uno Yamaha YXZ, ma anche perchè il livello dei partenti è davvero interessante, oltre che internazionale. Il team South Racing schiera due bei personaggi: Andre Villas Boas, allenatore di calcio di squadre come Porto, Chelsea, Tottenham ed altre ancora visto alla Dakar 2018 ma ritirato dopo pochi giorni in gara con un Maverick X3 Can Am e Gerard Farres che dopo una bella carriera in moto ha deciso di passare alle 4 ruote. Non mancherà anche Camelia Liparoti che questa volta lascerà il volante al boss Yamaha, Eric De Seynes e lo affiancherà, forse alternandosi con lui alla guida, nei tratti di sabbia, memore di quanto appreso nell'ultima Dakar grazie anche all'italiano Angelo Montico che dovrebbe affiancarla anche nella prossima edizione, la 41esima, in Perù.