link.png Dakar in tutti i sensi al Ciapa la Moto


ciapa la motoUna serata all'insegna dei piloti. E dei rally raid. E di quelli che partiranno fra pochi giorni alla volta del Sud America e dell'Africa. Una serata bellissima e soprattutto molto affollata che ha richiamato un pubblico di appassionati numerosissimo e anche molto affamato visto che per la prima volta il vulcanico Giamba è rimasto a corto di viveri ma ha saputo correre velocemente ai ripari sfamando tutti i presenti. Alberto Porta, insieme ad Elisabetta Caracciolo, ha condotto la serata attraverso storie, aneddoti, speranze e pronostici, aspettative, dubbi e timori con quei piloti che a gennaio, da una parte o dall'altra dell'Oceano Atlantico sapranno farci sognare.

Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini a rappresentare i setti piloti moto che correrranno in Sud America dal 7 gennaio alla Dakar targata ASO, con un collegamento in diretta con Nicola Dutto che sta veramente per coronare un sogno ma anche quella che sarà l'impresa della vita. Ieri sera a Ciapa la Moto al Motosplash di via Gardone a Milano si è svolta una serata di quelle davvero indimenticabili, capace di richiamare nell'ambiente che profuma di olio e di motori, di benzina ma anche, per l'occasione, di carne alla griglia, il gotha dei rally raid, di oggi, ma anche di ieri. Pioloti, meccanici, amici e giornalisti non si sono fatti scappare un'occasione davvero ghiotta per vedere da vicino i grandi piloti dei rally raid e soprattutto, di salutarli prima della partenza che avverrà a fine dicembre per chi parteciperà all'Africa Eco Race e a gennaio invece per chi andrà alla Dakar.

Paolo Ceci, Alessandro Botturi, Maurizio Cecconi, Simone Agazzi, Valdimiro Brezzi, Franco Picco sono solo alcuni dei piloti saliti sul palco a parlare delle loro motivazioni, delle speranze e della voglia di partire verso l'Africa Race, una gara che ieri sera ha davvero raccolto tantissimi consensi e simpatie. "Perchè - come ha detto Franco Picco - chi amava la vecchia Dakar ama l'Africa e sa che cosa sono quei percorsi, quelle zone dove si corre in solitaria e ci si misura con se stessi". Molti di questi piloti, come Botturi, Brezzi o Cecconi affronteranno questa avventura guidata da Jean Louis Schlesser e Renè Metge per la prima volta e hanno davvero tanta voglia di partire e di scoprire che cosa ha in serbo per loro questo percorso 2019. Gli altri come Paolo Ceci o Simone Agazzi, e anche Franco Picco hanno già corso nel 2018, Ceci anche nel 2017, e sanno più o meno di che cosa si sta parlando, ma le anticipazioni di Metge sul percorso, in parte inedito in Mauritania, hanno suscitato grande interesse e curiosità in tutti loro.

Come se non bastasse se Cecconi rientrerà su una gara africana diretta a Dakar dopo 30 anni di assenza, Paolo Ceci invece la affronterà per la prima volta al volante di un SSV e non più, come fatto finora su due ruote - Honda Africa Twin nel 2017 e Ktm nel 2018. Il pilota modenese che l'ha vinta nel 2018 si presenterà al via con un Polaris, accompagnato da Sara Bioli Ceci, sua moglie che per la prima volta affronterà questa trasferta come copilota, e questo fatto la emoziona e preoccupa al di là di ogni limite. 

Ma l'aria che si respirava ieri a Milano era solo in parte di preoccupazione, soprattutto per il percorso peruviano della Dakar che sembra davvero pieno di insidie e trappole, perchè a dominare era la festa assoluta, la gioia, la voglia di partire che ti prende quando sai di aver già fatto tutto e gli ultimi giorni a casa ti vanno stretti.

Alessandro Botturi come ha ricordato Alberto Porta ieri "aveva deciso di smettere con le gare" o almeno così aveva detto alla Dakar 2018 e poi invece, come ha raccontato il pilota di Lumezzane, la voglia è ritornata, sotto forma di una sfida nuova, di una nuova avventura perchè è proprio così che lui vuole affrontare l'Africa Race, come una nuova avventura, anche se tutti siamo convintissimi, e glielo abbiamo detto anche ieri sera, che non appena salirà in sella, sistemerà il caso e accenderà la sua Yamaha per lui ci sarà solo un obiettivo da raggiungere. Ma la scaramanzia ci vieta di scriverlo.