link.png Le Havre, Dakar 2019: imbarco terminato


Circa 270 veicoli, fra moto auto e camion, e anche quad e SSV, si sono ritrovati a Le Havre per l'imbarco sulla nave che li porterà nel prossimo mese in Perù dopo la lunga traversata dell'Atlantico con il passaggio attraverso il Canale di Panama. Heritage Leader il nome della nave che a fine dicembre raggiungerà Lima e affiancherà tutti i veicoli europei a quelli Sudamericani che saranno già sul posto pronti per la sfida di questa 41. edizione della Dakar, undicesima in Sud America.Imbarco Le Havre 2018

Stipate all'interno dei container le moto non hanno avuto neanche il diritto del conteggio nel comunicato diramato da Aso mentre per quanto riguarda le auto, senza specificare se SSV o auto da gara, il conto parla di 79 oltre a ben 163 camion d'assistenza. Il numero dei camion iscritti invece non è ancora stato reso noto, ma si sa che saranno di meno rispetto al passato...forse nemmeno 30. Accanto a loro anche le vetture dell'organizzazione, solo 30 dall'Europa, e quelle della stampa che ammontano a 53.

Con meno personale rispetto al passato l'organizzazione ha controllato senza sbavature tutte le operazioni aiutando anche a sistemare gli adesivi su quei mezzi che non li avevano ricevuti in anticipo e non avevano quindi potuto procedere con l'operazione. I camion della Kamaz, insieme a quelli della Maz e agli Iveco di De Rooy ritornato alla Dakar dopo la parentesi in Africa Eco Race nel 2018 sono stati al centro dell'attenzione, così come i tanti mezzi dell'organizzazione stipati in un hangar riservato solo per loro, auto e camion ovviamente. Per non parlare dello squadrone Mini che oltre a 5 Mini JCW e i 3 buggy caricati però all'interno dei camion, conta un numero imprecisato di vetture stampa e assistenza.

Una curiosità: il pilota mongolo, Byambatsogt Udiikhuu, ha fatto trasportare il suo Can Am da gara da un camion assistenza che ha coperto, fino a Le Havre, la bellezza di 12 mila chilometri. Ventuno giorni di viaggio attraverso Mongolia, Kazakhstan, Russia, Ukraina, Ungheria, Polonia, Germania, Belgio e Francia. Praticamente l'autista, visto anche lo stato delle strade, ha già sulle spalle due Dakar !

 

Versione française, official de ASO Presse

Voilà maintenant dix ans qu’avant chaque Dakar, une procession s’organise en direction du Havre. Venant des quatre coins d’Europe, plusieurs centaines de véhicules affluent vers ce premier objectif qui consiste à rejoindre le port où se déroulent les opérations d’embarquement pour une Transat un peu à part. Près de 270 véhicules de course, qui s’ajouteront à ceux dont la préparation se fait en Amérique, s’apprêtent à prendre place dans les entrailles du Heritage Leader, le navire qui aura la mission de traverser l’Atlantique puis d’emprunter le Canal de Panama pour déposer cette précieuse livraison dans le port de Lima à la fin décembre. Avant de prendre le large, ses soutes accueilleront également 79 voitures et 163 camions d’assistance, accompagnés dans leur croisière par 59 voitures de presse et 30 véhicules d’organisation.

A l’heure de ce grand rassemblement normand, les camions Kamaz tout droit venus du Tatarstan sont traditionnellement les plus ponctuels… certainement une façon de prendre leurs marques puisqu’ils ont remporté huit des dix éditions sud-américaines du Dakar. En compagnie de leurs partenaires de route biélorusses de l’écurie Maz, ils ont aménagé un premier bivouac à proximité des docks dès mercredi soir. Mais cette année, ils ont partagé leur campement avec des voyageurs encore plus lointains. Le pilote mongol Byambatsogt Udiikhuu a fait convoyer son Can-Am par un camion d’assistance qui a déjà alourdi son compteur de plus de 12 000 kilomètres et 21 jours de voyage, visitant la Mongolie, le Kazakhstan, la Russie, l’Ukraine, la Hongrie, la Pologne, l’Allemagne et la Belgique avant d’arriver en France ! Et ce n’est que la partie la plus facile de son défi.