HUG-S Motorsport

link.png Africa Eco Race 2019: speciale annullata


DSC_0851.JPGQuando siamo partiti stamattina, anzi stanotte, dal bivacco di Dakhla erano le 4,30, cioè le 3,30 ora mauritana. Spirava un bel venticello ma nulla di preoccupante. In quel momento. Poi invece il vento si è alzato molto più violento e gli elicotteri non sono potuti decollare. Solo il piccolo aeroplano di Jean Louis Schlesser è riuscito a farlo e non potendo mettere in sicurezza la prova speciale, visti gli elicotteri costretti a terra, la speciale è stata annullata e tutta la carovana del rally ha raggiunto il bivacco di Chami in trasferimento. 561 chilometri di strada mauritana.

La Mauritania ci accoglie con un caldo asfissiante ma anche con il vento, che per la verità soffiava forte già da un paio di giorni a Dakhla. Non così forte però, sembrava, da impedire agli elicotteri oggi di alzarsi. E invece stamattina, quando noi eravamo praticamente già in frontiera, 350 chilometri più in là, pronti a lasciare il Marocco per entrare in Mauritania, il vento si è rinforzato e il piano di volo non è stato accettato e di conseguenza non si sono potuti muovere dalla città del Sud del Marocco.

Nel frattempo alle ore 8,10 la frontiera di El Guerguaet ha aperto i suoi cancelli e una dopo l'altra le vetture e i camion dell'organizzazione dell'Africa Eco Race sono transitati diretti verso il controllo documenti e verso la Mauritania. Una volta usciti dal Marocco ecco i famosi 4 chilometri della Terra di nessuno, come sempre assai suggestivi. Un deserto con una ingua di sabbia costruita dal Marocco che terminano poi in una pista che in realtà non esiste. Buche, sabbia, pezzi di cemento e spaccature profonde rivestono il terreno con contorno di carcasse di vetture, furgoncini e piccoli pulmini, abbandonati lì ormai da decenni.

Trovare la strada non è facile, perchè appunto, la strada non esiste. Allora si segue un po' l'istinto (forse è per quello che la frontiera apre con l'arrivo della luce del giorno) fino ad arrivare al posto di frontiera. Lì ci hanno accolto i militari della Gendarmerie che hanno cominciato subito a creare una gran confusione - noi eravamo i primi - e a scriversi uno per uno, sul retro bianco dei fogli su cui c'era la lista dettagliata di tutti i mezzi, i numeri delle vetture e le nazionalità degli equipaggi. Poi per fortuna qualcosa è cambiato - forse una telefonata, o l'arrivo di qualcuno importante - e i mezzi sono transitati più semplicemente, attraversando poi il controllo di polizia e portandosi di nuovo sull'asfalto della Mauritania.

Pochi chilometri, una quarantina, per la partenza della speciale e lì ci siamo ritrovati tutti insieme alle 10 - le 11 in Italia - ad attendere la partenza della speciale che doveva avvenire alle 13 per le moto e alle 14 per le auto. Tre ore circa da trascorrere sotto il sole, ma in quel momento per fortuna un venticello leggero ma di sabbia rendeva sopportabile il caldo. Dopo un paio di ore quando mancavano pochi minuti alla partenza si è palesato il piccolo aeroplano di Jean Louis Schlesser che coordina le comunicazioni con il PC Course, è atterrato e ha comunicato la notizia ai piloti.

Niente speciale oggi purtroppo, gli elicotteri non riescono ad alzarsi a causa della bufera di vento che soffia su Dakhla e quindi non si può correre. A quel punto tutti i piloti si sono rivestiti e sono partiti verso Chami, affrontando gli ultimi 200 chilometri in trasferimento. Quando arrivano qui sono le 15,50 circa. Ora aspettiamo gli elicotteri sperando che il vento si calmi un po' nel pomeriggio e riescano a raggiungerci al di qua del confine.