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link.png Africa Eco Race 2019, un rodaggio da prima tappa...


IMG_20190101_174643.jpgCome in tutte le gare del mondo, nessuna esclusa, il primo giorno di bivacco è sempre delicato, per non dire complicato. Se in più si aggiungono una dogana al porto di Nador che ha voluto rifare tutti i documenti che nei due giorni precedenti erano stati fatti in nave e i 630 chilometri da percorrere, si capisce perchè ieri la prima tappa è passata un po' sotto silenzio. In realtà noi abbiamo lavorato, ma senza grosse possibilità di trasmettere, mancando l'energia elettrica e la connessione. La tappa però è andata benissimo perchè Alessandro Botturi è partito alla grande vincendo subito la prima speciale.

Dal porto di Nador il trasferimento dei concorrenti di questa Africa Eco Race sarebbe dovuto partire intorno alle 7,30 e invece è partito alle 9. Perchè? Perchè questa è l'Africa, questo è il Marocco e le formalità doganali che dovevano essere veloci si sono rivelate esasperanti. Tutte le file di ore che ogni persona aveva fatto il giorno prima in nave dapprima per timbrare il passaporto e poi per far controllare e timbrare i documenti dei mezzi, assicurazione compresa, si sono rivelati inutili.

La nave della GNV, la Crystal, è arrivata in porto come da programma intorno alle 5,45 e piano piano, in ordine come previsto, tutti i veicoli della gara, fra concorrenti, organizzazione, stampa e assistenza sono scesi e si sono disposti in fila per passare i controlli doganali. Le persone a piedi sono state rincorse nel porto deviate su un altro percorso rispetto a quello che avevamo preso - ero anche io fra queste - e riportate nel porto per passare tutti i bagagli dal controllo ai raggi X. Peccato che il porto fosse chiuso e il personale assonnato sia arrivato in ritardo, facendoci perdere un sacco di tempo. Ma pazienza, nessuno si è arrabbiato e lentamente uno dopo l'altro ci siamo sottoposti ai controlli per ritrovarci poi, intorno alle 6,30, sotto il tendone marocchino dove era stata preparata una colazione sontuosa, come sempre.

Nel frattempo però ci siamo resi conto che i mezzi erano ancora bloccati in fila e Renè Metge che stava bevendo un caffè con noi si è accorto immediatamente che non saremmo mai riusciti a rispettare il programma.

Tutti i veicoli sono stati sottoposti ad un controllo minuzioso dei documenti e la dogana ha dichiarato inutili tutti i fogli firmati e timbrati del giorno prima e per ogni veicolo, oltre 150 ha voluto ricominciare tutto da zero, con gli stessi identici fogli da riempire e timbrare. Ovvio che poi l'esasperazione abbia avuto il sopravvento e alle 8,30 solo 40 moto e una decina di auto erano uscite dal porto. Nel frattempo l'organizzazione aveva già spedito i responsabili  dei posti di controllo - partenza, arrivo e CP - sulla speciale per preparare tutto e in effetti alle 9 era già tutto operativo. Meno i veicoli in gara. Così appena le 50 moto sono uscite dal porto si è provveduto subito a dare la partenza per il primo trasferimento di questa Africa Eco Race 2019, ma ormai il danno era fatto. Perchè dopo la speciale di 83 chilometri i piloti avevano un trasferimento di 505 chilometri e praticamente tutti, senza eccezioni, sono arrivati al bivacco con il buio, dopo le 19. Per non parlare dei veicoli assistenza che avevano un trasferimento da 629 chilometri da affrontare e sono arrivati tardissimo. Insomma una piccola odissea, indipendente dall'organizzazione, che però ha causato non pochi ritardi. Sono stati bravissimi i ragazzi del catering, JDB, che arrivati al bivacco alle 19,30 sono riusciti a preparare la cena per le 21 dando da mangiare a 250 persone fino alle 23. E poi a tutti gli altri visto che hanno lavorato senza sosta per tutta la notte.

Nel frattempo, per parlare della gara, il nostro Alessandro Botturi (Yamaha) ha vinto la prima tappa infliggendo un distacco di 6 minuti a Pal Anders Ullevalseter (Ktm), il pilota norvegese che da anni corre qui all'Africa Eco Race e che l'ha già vinta due volte. Sfortunato Francisco Arredondo (Ktm), il pilota guatemalteco alla sua prima AER che ieri ha dovuto fare i conti con una navigazione davvero tosta e si è perso di brutto, arrivando addirittura 36° alla fine della giornata. Bene invece Simone Agazzi, sesto e Domenico Cipollone, ottavo, con Paolo Caprioni dodicesimo. Poi a tarda sera sono arrivati gli altri, compreso Paolo Ceci e Graziano Scandola con i loro SSV e i Gemelli De Lorenzo e Stefano Rossi con le due vetture italiane in gara. Tutti al bivacco de La Momie i motociclisti italiani al termine di una speciale che, come aveva previsto Renè Metge, è stata davvero complicata in termini di navigazione. Franco Picco ha chiuso 24° di gornata, e si è fermato ad aspettare il suo amico Enzo Tracanzan, ma almeno tutta la compagine italiana si è ritrovata al bivacco. Temperatura molto bassa come previsto fino ad un terribile -2 stamattina alle 7. Il briefing è stato organizzato alle 7,30 proprio perchè ieri sera mancavano troppi mezzi e piloti all'appello e alle 8,30 è partita la prima moto. I trasferimenti ora passano in archivio: stamattina 3 chilometri dal bivacco alla partenza e zero km dall'arrivo della speciale al bivacco di Foum Zguid. E domani, per la terza tappa, stesso discorso.