HUG-S Motorsport

link.png La solidarietà del bivacco per Ceci-Bioli


macchinino ceciIl sorriso e la forza di volontà sono due qualità che al Paolo Ceci Racing Team di certo non fanno difetto. Dopo una due giorni degna dei racconti di Omero nell'Odissea la coppia ha raggiunto oggi con mezzi di fortuna il bivacco di Dakhla e ha ora a disposizione 36 ore per risolvere tutti i problemi che li attanagliano.

O meglio, che attanagliano il loro Polaris 1000 Turbo che ieri di nuovo, è rimasto fermo in speciale, come sempre entrando in protezione per i problemi di surriscaldamento. Da quel momento è iniziata un'avventura che si è conclusa stamattina, sabato 5 gennaio, alle 3,30 di mattina al bivacco di Fort Chacal. “Siamo usciti dalla speciale a metà – racconta Paolo Ceci – e abbiamo capito che non potevamo arrivare al bivacco solo con le nostre forze. Il nostro camion assistenza è tornato indietro per recuperarci ma in realtà il nostro Polaris non era in grado di essere trainato. Doveva essere caricato su un carroattrezzi e a mezzanotte con l'aiuto di alcune persone a Tan Tan ne abbiamo trovato uno che ci ha portato, a caro prezzo, fino a Fort Chacal. Abbiamo dormito tre ore e poi ci siamo rimessi subito al lavoro per trovare un passaggio fino a Dakhla perchè il nostro mezzo ha bisogno ora di un intervento molto più lungo e non era possibile farlo in poche ore”.
La solidarietà del bivacco tipica di questi rally raid si è messa subito in moto e ognuno ha contribuito come possibile. Gli olandesi del team Van Velsen Rally Sport in gara con un Ginaf avevano un carrello ma molto alto perchè viene utilizzato abitualmente per caricare i camion. A quel punto servivano delle rampe e Paolo e Sara solo andati a prenderle dal camion balai che praticamente era appena arrivato al campo con altri mezzi a bordo. Ma le piastre non erano abbastanza lunghe e quindi gli olandesi hanno tirato fuori altre piastre più corte e a quel punto mancava solo la forza fisica perchè il Polaris andava caricato a spinta sul carrello. I piloti italiani, le assistenze e tutti coloro che erano in zona in quel momento, compresi i piloti con già il casco in testa pronti a partire per la speciale, hanno dato una spinta al mezzo che è stato caricato finalmente sul carrello gigante.
A quel punto sono partiti tutti insieme per Dakhla affrontando un trasferimento su strada in asfalto, in parte, e in parte sterrata, di 560 chilometri, dove sono arrivati intorno alle 17. A quel punto il Polaris è sceso dal carrello, sempre con l'aiuto di altre persone e Paolo Bressan si è messo subito al lavoro. 'Magia' in assistenza con il team – cuoco, autista e tuttofare - ha preparato una pastasciutta piccantina che è stata recapitata agli olandesi di persona, insieme ad una bella bottiglia di Lambrusco.
Lo spirito dell'Africa Eco Race è questo. E questi sono i rally raid. Lunedì 7 gennaio si riparte. Le dune della Mauritania ci aspettano !