link.png Rossi 4x4, avanti tutta !


rossi bivacco“Finalmente vediamo il bivacco con la luce”. La frase scherzosa pronunciata da Stefano Rossi e Alberto Marcon quasi all'unisono quando arrivano al bivacco di Fort Chacal è preziosa, e importante.

Perchè fino a ieri l'equipaggio tosco/trevigiano non aveva ancora mai visto il bivacco dell'Africa Race con la luce del sole. Una serie di problemi agli ammortizzatori e poi alla barra panard nei giorni scorsi li aveva costretti a lunghe soste 'lavorative' in speciale e a rientrare, di conseguenza, sempre con il buio, di notte. 
La quarta tappa invece, da Assa a Fort Chacal è stata finalmente la prima senza neanche un problema e quando i due lo raccontano, davanti allo splendido tramonto africano quasi non ci credono.
Il sorriso è stampato sui loro volti “Oggi finalmente, dall'inizio della gara, il primo gennaio, abbiamo potuto correre una tappa senza neanche un problema. Quasi non ci sembra vero. Quando siamo partiti stamattina andavamo piano, perchè avevamo paura che potesse succedere ancora qualche cosa alle sospensioni della nostra Nissan” racconta per primo Stefano Rossi, il pilota del team aretino Rossi 4x4. “Siamo anche scesi in un paio di occasioni per controllare che tutto andasse bene perchè sentivamo dei rumori e temevamo di perdere qualche pezzo come successo nei giorni scorsi”. Invece, man mano che la speciale si snodava sotto i loro KM3 BFGoodrich, si sono resi conto che le cose stavano andando bene “Ad un certo punto mi sono sentito di incoraggiare Stefano – spiega il copilota, Alberto Marcon – ad accelerare un pochino perchè la speciale era bella e noi potevamo permetterci una velocità maggiore”.
E' andato tutto bene, se si esclude una piccola foratura, fino al traguardo: “Alberto oggi ha fatto un lavoro magnifico. Ha navigato benissimo, senza mai commettere un errore e per questo siamo andati bene, meglio di molti altri che si sono persi”.
Il risultato della quarta tappa li vede in 26. posizione alla fine della speciale e nella classifica generale risalgono in 40. posizione perchè devono ancora pagare lo scotto delle penalità dei giorni scorsi.
Il morale però è tornato alto: “Bisogna pensare che è la prima volta che Stefano ed io – prosegue Marcon – corriamo insieme, e abbiamo avuto bisogno di qualche giorno di rodaggio. Direi che adesso abbiamo trovato il ritmo giusto e stiamo andando bene. Il feeling all'interno dell'abitacolo è essenziale per una gara come questa, tanto lunga e impegnativa”.
La tappa di oggi sarà velocissima: una frazione da 419 chilometri da Fort Chacal a Dakhla dove poi ci sarà il giorno di riposo, il 6 gennaio, dedicato alle operazioni di manutenzione e riparazione mezzi e relax. Al termine di questa Africa Eco Race mancano ancora la bellezza di sette tappe, una buona parte delle quali sulle dune della Mauritania.