HUG-S Motorsport

link.png Scandola, finalmente una giornata perfetta, o quasi


scandola aerCi voleva proprio una giornata dove tutto filasse liscio. La quinta tappa, oggi, da Fort Chacal a Dakhla è stata la prima, dalla partenza dell'Africa Eco Race 2019, da Nador il primo gennaio, trascorsa senza un pensiero. “Per la prima volta oggi -  racconta Graziano Scandola, al bivacco in riva all'Oceano Atlantico – non sono mai sceso dalla macchina”.

29.assoluti della speciale e 33. adesso in classifica generale, sesti di categoria SSV dopo questa quinta tappa che è stata per tutti i concorrenti la più veloce da inizio gara.
Una speciale bella, un po' navigata e ancora una volta Michelangelo ha fatto un lavoro eccezionale con la navigazione: “Diventa ogni giorno più bravo e sono davvero soddisfatto del suo lavoro” - aggiunge papà Graziano “solo che ieri, oltre alle note mio figlio mi ha passato anche l'influenza”.
Stamattina al momento del via Michelangelo stava decisamente meglio mentre Graziano aveva addirittura 39° di febbre e la situazione non è migliorata con lo scorrere delle ore. Anzi. Per fortuna domani la tappa di riposo servirà ad entrambi per riacquistare la forma necessaria per affrontare quella che sulla carta, e a detta di tutti, sarà la parte più difficile dell'intera Africa Race e cioè la Mauritania con il suo deserto e le sue dune.
Ieri, la quarta tappa, non era davvero stata semplice per l'equipaggio veronese. A metà speciale, poco prima del refueling, il punto di rifornimento dove ogni giorno i SidebySide sono costretti a fermarsi per fare il pieno, i due avevano già finito le gomme di scorta: “Abbiamo bucato due volte e a quel punto ci siamo un po' preoccupati perchè non avendo più gomme di scorta una ulteriore foratura ci avrebbe costretto al ritiro”. Ma siccome la sfortuna è sempre in agguato, anche se si spera che ormai abbia abbandonato l'equipaggio, dopo qualche chilometro dal rifornimento è arrivata anche la terza foratura. “E' stata colpa mia – ammetteva Graziano – perchè non ho visto un sasso e quando l'ho preso abbiamo capito subito che la gomma si era danneggiata”.
Così si sono fermati ma non potendo più sostituirla l'hanno riparata come possibile, utilizzando il materiale apposta che tura i buchi sulle ruote. E per fortuna la gomma ha tenuto fino al traguardo consentendogli di raggiungere il traguardo, a Fort Chacal anche se a tarda ora, e quindi già con il buio.
Stamattina i due sono ripartiti febbricitanti ma la tappa velocissima ha regalato loro, finalmente, la soddisfazione di una tappa vissuta intensamente, tutta concentrata però unicamente sul cronometro e la navigazione.
Ora ci si riposa. Per davvero. Mentre i meccanici lavorano sul mezzo e domani lo rimetteranno a nuovo, i due Scandola cercheranno di abbassare la febbre a suon di tachipirina, in attesa della sesta speciale di una gara che non ha ancora raggiunto il giro di boa. Sono 12 infatti le tappe complessive di questa Africa Eco Race che lunedì abbandonerà il Marocco per entrare in Mauritania, e finalmente ci saranno le dune, tanto attese da tutti.