link.png Seconda tappa da odissea per Paolo Ceci


Paolo Ceci Sara BioliUna giornata davvero difficile questa seconda all'Africa Eco Race, ma nello stesso tempo anche piena di novità. Navigare con il buio, attraversare l'Erg Chegaga di notte, fermarsi ad elemosinare acqua, circa 40 litri nel corso di tutta la giornata, sono esperienze che Paolo Ceci non aveva mai vissuto prima, e sicuramente neanche la sua copilota, nonché moglie, Sara Bioli.

Peccato perchè stavano andando davvero bene e i tempi intermedi la dicono lunga sulla prima parte della tappa dei due. Questa seconda tappa della AER 2019 misurava 435 chilometri di cui 431 di prova speciale e al bivacco di Agdal la coppia è arrivato intorno alle 21. Stanchi e stravolti, rallentati e poi fermati da un problema di surriscaldamento e alimentazione. “Ci siamo fermati in speciale almeno dieci volte, e abbiamo chiesto acqua a tutti quelli che incontravamo, compresi i militari che sorvegliano le piste”. Alla fine sono riusciti a raggiungere il traguardo, impolverati ma non demoralizzati, e domani ripartiranno mentre i meccanici sono già al lavoro sul mezzo e sicuramente ci resteranno per tutta la notte.
La speciale di oggi inoltre è stata resa ancora più difficile dalla posizione di partenza di Paolo e Sara che ieri sera in classifica erano solo 24° e quindi stamattina hanno preso il via alle 10,40 contro le 9,57 della prima auto.
Il morale è alto però e questo è quello che conta più di ogni cosa soprattutto se si guarda ai problemi che colpiscono anche tutti gli altri equipaggi in gara.
Nella prima tappa di ieri Paolo Ceci e Sara Bioli avevano avuto un problema, piccolo, ma che gli è costato in definitiva quasi 15'. “Ad un certo punto, improvvisamente, verso metà speciale il nostro Polaris si è spento – raccontava Paolo Ceci al bivacco de La Momie stamattina, prima del via – e siamo scesi subito a controllare. Quando però succede una cosa di questo tipo non sai quale sia il problema e così cominci a controllare tutto. Noi siamo partiti dalla pompa della benzina, pensando che il problema fosse là e poi invece mentre ero in ginocchio accanto al mezzo a lavorare ho visto che c'era un cavetto staccato. Un piccolo cavo di alimentazione. E' bastato riattaccarlo e il Polaris è partito”. Meglio così, il commento di entrambi, ma i 15' persi fanno un po' rabbia. A quel punto i due hanno cercato di rimontare ma a pochi chilometri dal traguardo hanno bucato: “Sinceramente abbiamo deciso subito di non cambiarla – conferma Sara – e siamo arrivati fino al traguardo così, mentre la gomma si sgonfiava via via. Abbiamo attraversato l'arrivo e ci siamo fermati qualche metro più in là per sostituire la ruota, ma almeno non abbiamo pagato altro ritardo”.
Domani terza tappa di questa Africa Eco Race: da Agdal ad Assa con un percorso di 415 km complessivi di cui ben 400 di prova speciale. Il programma per domani prevede una buona parte di pista e poi ancora sassi e qualche duna, con un brevissimo trasferimento su asfalto a fine giornata di 14 chilometri.