HUG-S Motorsport

link.png Storia di una notte quasi insonne...e di un filo di lana


filo di lanaTutto è cominciato da un filo di lana. Quando ieri sera al bivacco di Dakhla, quinta tappa dell'Africa Eco Race 2019, si è deciso di aprire il motore del Polaris di Paolo Ceci e Sara BIoli, per trovare da dove proveniva questo consumo eccessivo di acqua evidenziato nei giorni scorsi, è saltata fuori la guarnizione della testa bruciata. Purtroppo però fra i ricambi del Paolo Ceci Racing Team non ce n'era una di riserva e un rapido giro per il paddock, da chi corre con lo stesso mezzo, ha dato lo stesso risultato. Nessuno ha la guarnizione, e allora?

Questa storia comincia da qui...


In attesa che Stefano Rossi tornasse al bivacco, dopo la rottura di frizione e servosterzo sulla sua Nissan, trainato dal camion balai per circa 500 chilometri - al 50 % fra speciale e trasferimento - i ragazzi della sua assistenza non sono certo stati con le mani in mano. Hanno affiancato Paolo Bressan e si sono messi all'opera. Aperta la testata la guarnizione era lì, bella verdognola ma una volta realizzato che mancava il pezzo di ricambio ecco allora realizzarsi il passaggio in quel mondo indefinito e fantasioso delle alternative. "Servirebbe un filo di lana" dice qualcuno, per metterlo intorno alla testa e poi unire i vari pezzi (non scenderò troppo nel dettaglio non essendo un meccanico) e far sì che le due parti si incollino fra loro, sopportando il calore. Lana? Sì, lana, pura al cento per cento però !

In quel momento sotto il gazebo del Paolo Ceci Racing Team eravamo in sette.

E a quel punto siamo andati a chiedere a tutto il bivacco se qualcuno aveva della lana grezza. E' stato così che abbiamo scoperto che praticamente nessuno ha più i capi al 100 per cento di lana. Ovunque c'è acrilico, o cotone, o tessuto sintetico, o altro. Ogni tanto arrivava qualcuno con un cappellino, un pezzo di stoffa, un maglioncino, addirittura dei calzettoni. La prova ? Si dà fuoco a un capo del filo di lana e si sta a guardare:  se brucia non è lana ! Tutti noi abbiamo sacrificato, per una giusta causa, qualcosa di nostro e siamo addirittura andati a vedere i tappeti del bivacco se per caso potevano esser scuciti. Anche Pippo, amico e assistente di Valdimiro Brezzi e Piero Picchi, ci ha portato il suo feticcio, un cappellino, a cui era attaccatissimo e dal quale non si sarebbe mai separato. Per sua fortuna, e con grande sorpresa, non era puro. Così come i calzettoni che la mamma di 'Magia' gli aveva cucito a ferri tanti anni fa. Valdimiro Brezzi ci avrebbe messo volentieri a disposizione la sua barba, ma non andava bene. A quel punto siamo andati dal Grande Guru, Franco Picco !

In quel momento sotto il gazebo del Paolo Ceci Racing Team eravamo in dodici.

Franco ha storto il naso di fronte al filo di lana e ha proposto il nastro d'amianto. Accipicchia! Noi donne - Sara ed io - siamo tornate dai meccanici (ognuno stava andando alla ricerca in direzioni diverse) e abbiamo proposto la cosa che è stata accettata positivamente. Allora tutta la delegazione è andata da Picco che ha cercato il nastro e lo ha dato a Paolo Ceci. Tornati sul posto Nicola Collodel e Paolo Dalla Libera hanno cominciato a sfilare il nastro e a sistemare il pezzo da circa un metro ricavato. La faccio breve, fra pasta, movimenti vari, il vento che spostava le cose, la polvere, la carta per pulire poggiata ovunque. Insomma in circa un'ora i due pezzi sono stati attaccati fra loro e la testata è stata richiusa in un silenzio quasi ancestrale.

In quel momento sotto il gazebo del Paolo Ceci Racing Team eravamo in dieci.

Una volta sistemata la testa erano le 2,30 e sinceramente siamo andati a dormire...Il resto è accaduto stamattina. Quando si è continuato a lavorare sul mezzo e Paolo è andato a provarlo. Nel frattempo Graziano Scandola frugando fra i suoi ricambi ha trovato una guarnizione della testa e l'ha data a Paolo. Ma non finisce qui. Dall'Italia sta partendo una, magari due o tre guarnizioni della testa che andranno a Nouakchott da cui qualcuno partirà, allertato da una organizzazione di questa Africa Eco Race, quanto mai umana e disponibile, e la porterà ad uno dei bivacchi in Mauritania.

La situazione però è tornata tesa alle 17 perchè Paolo è andato a provare il suo Polaris e dopo pochi chilometri è di nuovo rimasto a piedi. Centralina in protezione e cilindro invaso d'acqua. Il filo d'amianto non è servito. Ora si sta cambiando di nuovo la testa, grazie alla guarnizione di Scandola.

E magari andiamo a cercare qualcuno che possa togliere il malocchio al team ! Conoscete qualcuno in zona?