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link.png X Raid decide, non parteciperà al Desert Challenge


Peter MiniSe Mohammed Ben Sulayem non prende la decisione, allora la prenderanno gli altri. Questo è accaduto pochi minuti fa, quando il team X Raid ha annunciato pubblicamente che non parteciperà alla gara di Abu Dhabi. Mentre tutti aspettavano un cenno dall'organizzatore della gara, l'ex rallista, nonchè vice presidente della FIA, Ben Sulayem, Sven Quandt rompe gli indugi e comunica che il suo team e i suoi piloti resteranno a casa ! Niente Abu Dhabi Desert Challenge per la squadra tedesca. Ora si aspetta la reazione degli organizzatori per capire se la gara verrà rinviata.

 


"A causa dell'attuale situazione globale, X-raid ha deciso di ritirare la sua partecipazione dal Desert Challenge di Abu Dhabi (20.-26.Marzo 2020)". Comincia così il comunicato che la squadra ha appena inviato: "Il team di Trebur sta intraprendendo queste azioni per diversi motivi. La salute dei membri del nostro team è la massima priorità. Il rischio di un'infezione con il coronavirus aumenta a causa di viaggi e la partecipazione a eventi con molte persone. Un'altra ragione sono i requisiti di ingresso, che possono cambiare in qualsiasi momento a breve termine. Ciò rende più difficile la pianificazione e aumenta il rischio che i dipendenti non siano autorizzati ad entrare nel paese, nonché in transito con breve preavviso o siano messi in quarantena".

I tedeschi hanno dato fiato ai tanti dubbi che tutti stavano vivendo in questi giorni, e sono probabilmente solo il primo team che intraprende questo passo: "La partenza dei due equipaggi composti da Stéphane e Andrea Peterhansel sul MINI JCW Buggy e da Stephan Schott e Paulo Fiuza su MINI ALL4 Racing era già stata pianificata. A tutti i piloti sarebbe piaciuto partecipare alla Desert Challenge di Abu Dhabi, ma tutti sostengono la decisione del team. Nella sede centrale di Trebur, X-raid ha rafforzato le precauzioni igieniche e, tra le altre cose, ha sospeso workshop tour e ridotto il traffico pubblico per ridurre il rischio di diffusione. Ulteriori passi in questa direzione seguiranno per proteggere la salute dei dipendenti nel miglior modo possibile".

"La decisione di non competere ad Abu Dhabi - ha spiegato Sven Quandt - è stata il risultato di lunghe considerazioni interne. Ma dobbiamo pensare soprattutto ai nostri autisti e dipendenti. La loro salute è la nostra massima priorità. Inoltre, vogliamo ridurre il rischio che vengano messi in quarantena a causa del cambiamento delle regole di ingresso o dell'infezione di altri partecipanti e non possano tornare a casa dalle loro famiglie".

A questo punto non resta che aspettare la decisione degli altri team, sia moto, sia auto che non dovrebbe tardare ad arrivare. Resta un mistero la titubanza dell'organizzatore che occupando anche un ruolo così importante all'interno della Federazione internazionale dovrebbe essere il primo a muoversi per proteggere la salute dei partecipanti e di tutte le persone coinvolte nella competizione.