Trophée des Nations - Onore al Capitano: le origini

La prima edizione fu lo scorso anno, 2017.
Grazie a Claudio Terruzzi che a Montecampione pensò di organizzare una sorta di rimpatriata fra piloti. Ma non piloti qualsiasi... “L'idea mi è venuta – ha spiegato Claudio Terruzzi, pilota di rally raid e di enduro - perchè vedevo che si organizzavano tante celebrazioni per ex piloti ma non si era ancora pensato a nulla per ricordare Augusto Taiocchi, il capitano della Nazionale Azzurra di regolarità all'inizio degli anni Ottanta nel bene – perchè ha ottenuto tantissimi risultati - e nel male perchè comunque non aveva un carattere facile...anche se è vero che a questo proposito io sono l'ultimo che dovrebbe parlare”.
Ne parlò subito con la famiglia Taiocchi : “Loro sono fantastici, mi sono trovato benissimo insieme e ho creato un marchio che è legato al nome di Augusto. I primi ad essere entusiasti della mia idea e della mia iniziativa sono stati proprio sua moglie, e suo figlio”. Terruzzi nel 2017, come si fa tra amici, pensò ad una grigliata: “Pensai di organizzare qualche cosa a casa mia, in campagna, in Brianza, fra amici. Richiamare quelli che erano in squadra con noi, ai miei tempi, per una giornata insieme, una grigliata, e magari la voglia di portarsi la moto per fare un giretto, su un percorso fettucciato. Una robettina fra dieci, al massimo quindici amici...anche perchè di più non ce ne sarebbero stati. Il tutto in ricordo di Augusto, con una coppa dedicata a Taiocchi”.
Invece, come succede in questi casi, la cosa gli scappò di mano: “Iniziai a chiamare in giro ma ad ogni telefonata mi sentivo dire “eh, però non puoi non chiamare quello, oppure quell'altro” o ancora, “guarda che se non lo chiami quello si offende” e via così. Mi resi conto che bisognava trovare un limite... In pochi giorni avevo già radunato trenta piloti e se avessi mantenuto la cosa in Brianza probabilmente mi avrebbero arrestato”. Quando terminò il giro di telefonate i piloti erano saliti a 52 e Terruzzi impose come condizione che ognuno per partecipare doveva aver indossato almeno una volta la maglia azzurra in quegli anni. Gli uomini che erano più legati ad Augusto, che avevano corso nella nazionale ai suoi ordini di capitano, o che avevano comunque vissuto le gare insieme a lui.
Con quel numero di piloti la cosa non si poteva più fare in Brianza e così Claudio Terruzzi pensò ad un'altra location: “Ai tempi di Augusto – ma anche oggi in realtà - mi allenavo qui a Montecampione, nel bosco e così ho pensato di chiedere se fosse possibile fare la nostra Reunion qui a casa mia, allestendo magari una prova speciale poco distante da casa, in uno spiazzo. Chiamai le persone più rappresentative del gruppo dei piloti per capire se i chilometri di strada da fare per raggiungere Montecampione fossero un problema e invece trovai tutti d'accordo”.
Inizialmente non trovò però terreno fertile per le sue richieste nella località di vacanza: “Parlai dell'evento a Montecampione e le reazioni furono assolutamente negative. 'Lascia perdere' mi dissero e in effetti all'inizio nessuno voleva autorizzarci. Poi con l'aiuto di altre persone cominciammo a chiacchierare con alcuni proprietari terrieri della zona, attraverso amici, amici di amici e ancora altri amici. Convincemmo il Comune e la Comunità Montana e coinvolsi anche il Moto Club Sebino dando una veste più ufficiale alla cosa. Non più una grigliata fra amici dunque, ma un vero evento motociclistico. E alla fine, dopo tre mesi, per fare un semplice fettucciato di sette chilometri, riuscimmo ad ottenere i permessi”.
Terruzzi a quel punto spostò la sua attenzione sui Social, fondò il gruppo Augusto Taiocchi - Ciao Capitano, e da trenta primi follower arrivò in breve a 1700. “Arrivarono tanti riscontri, tante richieste, e anche tanti appassionati che volevano venire a correre. Dovetti dire di no a 280 persone – ricorda il pilota - spiegando loro che era un evento dedicato, e non si poteva aprire a tutti. Inizialmente si arrabbiarono ma poi capirono”. Terruzzi si fece carico di tutte le spese perchè nessuno sembrava credere nell'evento, nato come una grigliata, con salsicce per tutti e cresciuto velocemente, ma con il passare del tempo gli sponsor si dimostrarono interessati: “Chiesi ad Airoh per i caschi, a Villa per le maglie e da lì la cosa decollò. Arrivarono anche i giornalisti, insieme a Guido Meda, Gigi Soldano, Dario Agrati. Ricordo che feci un'intervista con Nico Cereghini, per Moto.it e alla fine ci ritrovammo con oltre 2000 persone di pubblico qui a Montecampione”. Solo italiani – solo si fa per dire visti i grossi nomi – e un successo a 360 gradi, al punto che allora già alla sera, a fine evento Terruzzi in una intervista si lasciò scappare un'idea che aveva già in mente per il 2018: fare venire alla prossima edizione anche gli stranieri. E così è nato il Trophée des Nations - Onore al Capitano 2018 che si correrà a Montecampione il 29 aprile.

Photogallery

Onore al Capitano - Edizione 2017
Trophée des Nations - Onore al Capitano 2018

Trophée des Nation 2018 : il regolamento

Claudio TerruzziSarà una gara unica nel suo genere. Di quelle come non se ne vedono più. Riservata alle moto d'epoca ma solo su invito, a discrezione del suo organizzatore, Claudio Terruzzi.
Il Comune denominatore si chiama invece Augusto Taiocchi, il Capitano della nostra nazionale azzurra che vinse con lui ben tre edizioni di seguito della Sei Giorni, nel 1979, nell'80 e nell'81.

Trophée des Nations 2018 - Onore al Capitano

Sarà l'evento motociclistico dell'anno. L'enduro Vintage per eccellenza perchè eccellenze saranno coloro che lo correranno. Lo scorso anno avevano partecipato i piloti italiani, quest'anno invece i concorrenti arriveranno da tutto il mondo. Piloti che hanno corso agli ordini, o in squadra, con il Capitano, Augusto Taiocchi, in un periodo che si ferma al 1987. Obbligatoria la moto d'epoca che tutti gli italiani coinvolti metteranno a disposizione degli stranieri partecipanti.Taiocchi 2017