Marc Coma ringrazia e se ne va da ASO

Marc ComaNe avevamo parlato tanto con piloti, team manager, meccanici e giornalisti durante e dopo la Dakar 2018. Anzi era uno dei principali argomenti di discussione. Ma Marc Coma che farà? In molti avevano dimenticato che il catalano aveva firmato un contratto di 3 anni con ASO e che questo 2018 sarebbe stato l'ultimo e così i commenti si sprecavano. "Vedrai che rinnova" dicevano in molti, attribuendo forte importanza allo stipendio che ASO riconosceva a Coma. Stipendio che in realtà non si è mai saputo e quindi...Ma io avevo il sospetto, e l'ho detto a molti, che Marc invece se ne sarebbe andato. Perchè ASO e la sua politica, semplicemente, non facevano per lui...e così è stato.

 


Dakar 2019: il grande mistero !!

Bolivia no dakarCaos più totale sulla Dakar 2019. Non c'è ancora un percorso ben definito. Non c'è ancora un direttore sportivo che prenda il posto lasciato vacante da Marc Coma ora e da David Castera prima. E per questo non si aprono oggi le iscrizioni - mentre si apriranno per altre gare, per esempio l'Africa Eco Race, che ha anche già presentato il percorso 2019 in un comunicato - e le conferenze stampa Dakar 2019 sono state tutte rinviate a data da destinarsi.

Una Dakar tutta concentrata in un solo Paese

Dakar 2018 briefingAlle ore 12 di oggi ASO, società organizzatrice della Dakar, darà l'annuncio ufficiale. E sarà la prima volta, se i pronostici verranno rispettati, che la gara si correrà in un unico Paese. Il Perù. Mai prima d'ora la gara si era disputata in una sola Nazione. Di certo non in Africa, e neanche in Sud America da quando è sbarcata, oltre oceano, esattamente dieci anni fa. La prima edizione si corse fra Argentina e Cile e poi entrarono a far parte del gruppo anche Perù, Bolivia, Paraguay. Ma perchè tutti i Paesi hanno girato le spalle all'organizzazione francese? E' davvero solo un problema di soldi?

Dakar 2019: dieci tappe dal 6 al 17 gennaio

Poster Dakar 2019E così ora è ufficiale. Come annunciato nei giorni scorsi la Dakar si correrà a gennaio 2019 in Perù. Interamente in Perù, un solo Paese, per la prima volta nella storia della competizione che il prossimo anno compirà 41 anni. Una decisione obbligatoria e forzata come ha ammesso un Etienne Lavigne in parte scoraggiato, ma nello stesso tempo più che mai convinto che questa serie di problemi non dipendano da lui e tanto meno dalla sua società. Solo da una serie di problemi esterni legati alla crisi economica e alle scelte politiche. Il direttore sportivo? "Non è una priorità" risponde il direttore generale.

Dakar 2019: presentata la bozza del percorso

traccia dakar 2019Il percorso della 41. edizione della Dakar, al cento per cento in Perù, è stato presentato nei giorni scorsi molto in sordina. Niente comunicati stampa, neanche sul sito istituzionale, niente conferenze, ma solo un post composto di una sola cartina sui principali Social Media. Un profilo molto basso, come da qualche settimana sta tenendo ASO, società organizzatrice della competizione che si correrà il prossimo gennaio dal 6 al 17. Il 15 luglio, negli anni scorsi, come molti ricorderanno si chiudevano le iscrizioni di moto e quad. Quest'anno forse, per un calo vistoso del numero degli iscritti non è stata ancora decisa la data di chiusura iscrizioni.