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Dakar 2019 imbarca, Silk Way Rally presenta

SIlk Way a ParigiSono iniziate ieri a Le Havre le verifiche della 41. edizione della Dakar che prenderà il via da Lima il 6 gennaio. In realtà saranno verifiche all'acqua di rose perchè il personale inviato da ASO al porto francese è limitatissimo e addirittura gli adesivi non verranno attaccati dai ragazzi dell'organizzazione, ma si troveranno già sui mezzi dei partecipanti. Poche persone perchè pochi sono i mezzi che partiranno dall'Europa alla volta del Sud America per una edizione che si prospetta, sulla carta visto che non ci sono ancora cifre ufficiali, molto più bassa a livello iscritti rispetto al passato.

 


Silk Way Rally: Al Attiyah, Sunderland, Sonik, Kariakin e Shibalov i vincitori

Sunderland SWRSi potrebbe iniziare questa storia con un semplice Nasser Al Attiyah sbaraglia gli avversari al Silk Way Rally 2019...ma poi inevitabilmente verrebbe da chiedersi: Sì, ma quali avversari? L'analisi infatti, dimostrerebbe che la Toyota era l'unica vera squadra ufficiale in gara e nulla da eccepire, comunque, sull'ottimo lavoro svolto da tutto il team. Poi, ancora, si potrebbe osservare che in dieci giorni (nove tappe in realtà con prove speciali, perchè una era solo trasferimento) la gara cronometrata ha contato un totale di 24 ore e mezza - tempo del primo, cioè Nasser Al Attiyah - il che significa tre ore al giorno circa. Morale? La Toyota di Nasser Al Attiyah e Mathieu Baumel ha vinto con circa un'ora e mezza di vantaggio sul secondo classificato, il cinese Han Wei su SMG Buggy e 1h.43' sul terzo, Jerome Pelichet su Optimus. Fra le moto per fortuna, c'è stata un pochino più di bagarre visto che Sam Sunderland su Ktm ha vinto con 20'22" di vantaggio su Andrew Short, Husqvarna, secondo, e capace di battere Adrien Van Beveren (Yamaha) di soli 39" con, a sua volta, il francese terzo su Kevin Benavides (Honda) per 36". Rafal Sonik vince fra i quad (due rimasti in gara dei tre partiti) e primo degli SSV è il russo Sergei Kariakin su Can Am. Per i camion al traguardo tripletta Kamaz, con Anton Shibalov sul gradino più alto del podio.