• Elisabetta Caracciolo

Baja Ungheria: le penalità decidono la classifica moto in una gara davvero non brillante

La 17. edizione della Baja Ungheria si sta concludendo in questi minuti, con l'ennesima speciale cancellata per le moto, come già accaduto ieri per problemi di ritardo, di tramonto, di moto che partono dietro le auto e sono costrette ad aspettare che tutti siano fuori dalla speciale prima di potervi accedere. Insomma, le cose non sono andate davvero come si pensava, ma dell'organizzazione deleteria di questa gara parleremo domani, per adesso limitiamoci al risultato, che comunque è un risultato deciso dalle penalità.

Le moto dunque, per quanto riguarda la Coppa del Mondo FIM Bajas, private di due speciali per un totale di 138 chilometri cronometrati, su un complessivo di 449, assistono al successo di Sebastian Buhler, Hero, che già ieri si era imposto al termine di una tappa non semplice, e che oggi ha saputo mantenere il suo vantaggio: chiude con un complessivo di 3h43'11" e all'interno di questo tempo bisogna tener conto di una penalità di 13'. Alle sue spalle Stefan Svitko (KTM), staccato di 3'42" e il carico sulle sue spalle, in termini di penalità, è ancora più pesante visto che di minuti ne ha pagati ben 23', derivati da 15 per taglio di percorso e 8 per un ritardo al CO. Terza posizione per Joaquim Rodrigues (Hero) che staccato di 5'11" dal suo compagno di squadra soffre per i 22' di penalità anche lui 15'+7' causati da un taglio di percorso e da un ritardo al CO. A questo proposito va spiegato probabilmente cosa accaduto ai primi tre ieri al termine della prima prova speciale: tutti e tre hanno sbagliato una nota nel brevissimo tratto - un chilometro e mezzo - che li riportava all'inizio del secondo tratto di speciale (in mezzo era stata creata una neutralizzazione per il rifornimento) e invece di partire sulla strada giusta sono andati a destra e hanno proseguito per alcuni chilometri prima di rendersi conto di essere nel posto sbagliato. I 13' di Buhler invece, non dipendono tanto da un errore di navigazione in speciale, come accaduto agli altri, ma da una serie di piccole disattenzioni: 5' per la perdita della tabella oraria, 7 di ritardo al CO suddetto e un altro minuto per un anticipo a un CO.

Nei primi cinque classificati l'unico a zero penalità è il francese Mathieu Doveze su KTM che chiude quarto assoluto precedendo il ceco, Martin Michek (KTM). Al traguardo tutte e tre le ragazze in gara con Mirjam Pol (Husqvarna) prima nella classifica femminile e 11. assoluta, davanti a Margot Llobera e Sarah Khuraibet entrambe su KTM.

Gli italiani si trovano all'interno della classifica MAMS, riservata al campionato nazionale, vinta da un quad, lo Scrambler Polaris del polacco Marcin Wilkolek: il migliore è stato Francesco Puocci (KTM), nono assoluto e quinto di classe che ha preceduto Alberto Bertoldi

(KTM), 13° assoluto e 7° di classe penalizzato anche lui per taglio di percorso con 15 minuti. Paolo Caprioni riesce a portare al traguardo la sua Olivia, la Yamaha Ténéré 700, su un percorso che non era sicuramente idoneo e adeguato a una moto di questo tipo: conquista un 20° assoluto, 7° di classe ma torna a casa con la soddisfazione di essere risalito in sella dopo un lungo periodo di stop.

Infine i quad che nella classifica a loro riservata per il mondiale FIM vedono in testa lo slovacco, Juraj Varga su Yamaha che ha preceduto Altuwarjlri Haltham di ben 26'59": tutti i cinque quad in classifica iridata sono stati penalizzati nel corso della gara.