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  • Redazione

Dakar 2023 e la volontà di non tagliare niente...fino ad oggi

Riyadh, 6 gennaio - Con un paio di giorni di anticipo la carovana della Dakar arriva nella capitale dell'Arabia Saudita. La pioggia, incessante, ha costretto l'organizzazione a cambiare i programmi dei prossimi giorni ma quello che di certo è cambiato quest'anno, è la volontà degli organizzatori a non tagliare niente, non sospendere o cancellare tappe o prove speciali ed è la prima volta, in tanti anni, che questo impegno è così lampante.

Vediamo i fatti: la pioggia è cominciata ad Hail, fatto di per sè non sorprendente, e ha accolto tutta la carovana in un bivacco (al termine della terza tappa) allagato e difficile da raggiungere proprio per le pozze d'acqua e i solchi creatisi lungo la pista che avrebbe dovuto portare concorrenti e assistenze, oltre a tutto lo staff, al bivacco installato vicino all'aeroporto.

Disagio, ovviamente, un po' di freddo e il timore che la speciale, la quarta, del giorno dopo non ripartisse viste le condizioni meteo e del terreno, e invece al briefing consueto delle 20 il direttore generale, David Castera ha annunciato che tutto si sarebbe svolto, il giorno dopo come da programma, con un totale di 573 chilometri e una prova speciale da 425, ancora molto impegnativa: un primo trasferimento da 94 chilometri, e un secondo da 58, ad anello intorno appunto ad Hail. Una tappa bella, difficile, con un terreno reso pesante dalla pioggia, ma suggestiva che aveva visto Sebastian Loeb vincere con la BRX davanti a una doppietta Audi formata da Stephane Peterhansel e Carlos Sainz. Joan Barreda nonostante l’alluce rotto, sempre in questa quarta tappa era riuscito a vincere, la prima del 2023, confermandosi ottimo pilota, con ancora tanta voglia di dimostrare il suo valore: dietro di lui Paulo Quintanilla e Skyler Howes, secondo e terzo, mentre Romain Dumontier aveva conquistato la Rally2, con Paolo Lucci secondo, con il quale il francese si alterna sul gradino più alto di giornata giorno dopo giorno.

Il freddo si è fatto pungente nel frattempo, ma la pioggia almeno ha concesso una tregua e in questo modo si è arrivati alla sera della quinta tappa quando le notizie che arrivavano dal bivacco di Al Duwadimi erano a dir poco inquietanti. Acqua a catinelle e un bivacco completamente sommerso al punto tale che i primi camion e pullman che erano arrivati sul

posto comparivano in foto totalmente affogati nel fango e nell’acqua. Al briefing serale delle 8 David Castera annunciava tutti i cambiamenti e ancora una volta la ferrea volontà era quella di non tagliare, di non annullare e di salvare tutto quello che era possibile. Dunque, tappa numero sei confermata, ma con un cambiamento di bivacco, non più quello previsto, impraticabile, bensì Riyadh, con un paio di giorni di anticipo sulla tabella di marcia. A proposito, per vedere invece in che condizioni versava Riyadh all'arrivo, oggi, basta seguire la mia diretta su : https://fb.watch/hUeFONZRCz/

Ma prima del briefing tutti i team manager delle squadre più importanti erano stati convocati per discutere alcune soluzioni alternative, una delle quali scartata subito in partenza. Castera e la direzione corsa proponevano di andare per una notte a Riyadh e poi spostare di nuovo tutto il bivacco ad Al Duwadimi, restare lì per la tappa ad anello e poi riandare a Riyadh. Un’idea folle perché oggi i team della Dakar fra camion, furgoni, camper, hospitality si muovono con dimensioni e lentezza enormi e montare un bivacco richiede ore fra connessioni di cavi, apertura di tende, tappeti da stendere, ricambi da scaricare e tantissime alttre cose, fra cui anche il catering che ormai ognuno si porta dietro, data la qualità abbastanza scadente del cibo del bivacco.

Quindi smontare e rimontare due bivacchi nel giro di 24 ore è apparso subito a tutti fuori questione e mentre si discuteva se alternare le tappe 7 e 8 la soluzione è saltata fuori, durante la sesta tappa: una sorta di tappa marathon, non proprio marathon visto che si potrà fare assistenza, seppure solo per due ore.

In realtà alle 20 di questa sera Castera, direttore della Dakar, ha annunciato che per le moto, dato il freddo, la pioggia e la fatica di questi ultimi giorni, la tappa numero sette sarà cancellata e tutti i piloti raggiungeranno il bivacco con un trasferimento di 470 chilometri: lì parcheggeranno in parco chiuso e usufruiranno del bivacco come al termine di una tappa normale.

Auto, SSV e camion invece partiranno alle 5 da Riyadh e con un trasferimento di 290 chilometri si porteranno alla partenza della speciale lunga 333 chilometri. Al termine della stessa si potrà fare assistenza al massimo per due ore e con un altro trasferimento di 239 chilometri si arriverà al bivacco di Al Duwadimi.

Complicata, sicuramente, ma almeno in questa maniera la speciale è salva, almeno per le 4 ruote. La mattina dopo, domenica 8, si ripartirà per quella che doveva essere comunque la tappa numero otto, per tornare a Riyadh, alla mai così tanto meritata tappa di riposo.


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