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Maledetta elettronica. Andalucia Rally brancola fra guai informatici, classifiche errate e penalità

Il progresso informatico e l'elettronica, nessuno lo nega, sono due grandi cose. Essenziali e necessarie. Ma se si decide di basare una gara tutta sull'elettronica abolendo addirittura le tabelle cartacee e poi l'elettronica non funziona...allora cominciano i guai. E' esattamente quello che sta accadendo all'Andalucia Rally anche se nessuno, ovviamente, ne parla ufficialmente. Nei loro comunicati stampa addirittura non c'è una sola riga, neanche una parola, per esempio, sul perchè sia stata tagliata una parte della speciale nella prima tappa per le auto, speciali che ogni giorno rispetto a quanto dichiarato inizialmente subiscono dei tagli e vengono accorciate. Problemi di sicurezza, hanno detto, sì ma quali? Le classifiche non si trovano da nessuna parte (questo sarebbe il link ufficiale : https://andaluciarallyodc.com/en/resultats-2021/) e gli stessi team che sono sul posto le ricevono dopo le 10 di sera. E' vero, qualcuno potrebbe obiettare, sono state esposte alle 18, o giù di lì, ma ahimè, erano sbagliate. E così sono ricominciati i calcoli e la cosa si è protratta, tanto che l'ordine di partenza è stato consegnato alla categoria auto a mezzanotte. Mezzanotte?? Ma come si può fare una strategia di gara a mezzanotte, che poi in verità erano le 00,15, quando i piloti sono già a letto da tre ore e la prima moto partirà alle 6,20? Dalle 22,10, l'altro ieri, sono state comunicate ai piloti più di 10 notifiche, multe e penalità per eccesso di velocità, e che eccesso: il portoghese David Gomez su Herrator Inzane X3 - per esempio - è stato registrato a 90 km/h in zona a limite 30 all'ora !! Cinque minuti di penalità e 300 euro di multa, ma il tutto è stato comunicato alle 22 quando la prima auto è rientrata intorno alle 15 al paddock.

I tempi sono lunghi, e questa è la motivazione del taglio della prima tappa per auto e sidebyside : la Open (classe riservata a moto e quad diciamo meno esperti) va piano, e richiede molto più tempo di quanto avevano previsto in direzione gara, basta guardare i tempi della superspeciale per farsi un'idea. Quindi fra la partenza nel settore selettivo della prima moto e quella della prima auto intercorrono la bellezza di tre ore e mezza e la speciale, mercoledì è stata tagliata perchè le auto - basta guardare il disegno del percorso - dovevano passare sul tracciato moto e quad nell'ultima porzione della speciale e l'organizzazione, giustamente, ha preferito fermare tutto perchè moto e quad erano ancora all'interno.

A peggiorare il tutto c'è la situazione dei trakking, che non funzionano. Il primo giorno ben 25 mezzi hanno avuto problemi con il trakking - basta vedere e pensare appunto a Carlos Sainz mai apparso in classifica per tutta la prima tappa, e ieri è successo lo stesso. Grave? Pericoloso? Sì, certo, perchè quando Aron Domzala l'altro giorno si è capotato nessuno si è preoccupato ed è corso a cercarlo perchè il suo trakking non funzionava, come molti altri appunto, e quindi non vedendolo apparire nei passaggi dei WPT il suo team ha pensato giustamente che dipendesse da un malfunzionamento dell'apparecchiatura. Ma questa cosa è capitata a diversi team e la direzione gara è affollata e particolarmente calda in questi giorni.

Vogliamo poi parlare delle penalità? Il comunicato ufficiale dell'Andalucia Rally oggi parla della vittoria di Santolino, nella tappa di ieri, ma in realtà la tappa l'ha vinta, o insomma, l'aveva vinta Joan Barreda prima che su di lui scendesse la scure delle penalità: 4 minuti per eccesso di velocità. Ma chi lo sa? Quasi nessuno. Sportity la App che da oltre un anno scandisce ogni classifica, informazione e dettaglio dei rally raid non funziona, e quando lo fa, lo fa a singhiozzo. I team ufficiali hanno ricevuto la classifica della prima tappa ieri mattina quando la seconda tappa aveva già preso il via e oggi la musica non è cambiata.

Ieri i piloti moto al traguardo erano neri, arrabbiati a più non posso. Ecco perchè non siamo andati in diretta, per rispetto al loro nervosismo e anche per non compromettere con frasi magari dette a caldo, la loro gara. Ci sono problemi di strumentazione, per molti, e un poliziotto ieri ha pensato bene di inventarsi una deviazione sul percorso e di far sbagliare, e perder tempo a parecchi motociclisti.

Insomma, la gara non è facile, e forse questa Road to Dakar, tutta questa concentrazione intorno ai rookie, fa perdere un po' di vista che questa è una gara di Mondiale, e che quindi i requisiti per esserlo e l'alta qualità e livello che sono obbligatori in queste competizioni va mantenuta. Bisogna essere all'altezza della situazione, sempre e per tutti i concorrenti in gara.

Diamo un'occhiata dunque alla situazione attuale, mentre la terza speciale è già in corso e la prima moto ha lasciato la Hacienda che ospita il paddock alle 6,20, alle prime luci dell'alba per entrare poi in speciale alle 7,45. A proposito, oggi i piloti affronteranno la speciale più lunga: ieri era la tappa più lunga, ma oggi sarà la speciale. Si parla di 298 chilometri separati al loro interno da una semplice neutralizzazione di 2 chilometri, neanche il tempo per respirare, e se vogliamo allenare i piloti alla Dakar è di questo genere di tappe che c'è bisogno, non di settori selettivi da 60 chilometri. Oggi per tutti stessa tappa: 66 km di trasferimento, 298 di ps e altri 66 di trasferimento e la prima auto partirà alle 10,01 per entrare in speciale alle 11,26.

Ma veniamo alla seconda tappa, per quello che è possibile visto che le liste delle penalità non sono ancora accessibili, o pubblicate: Santolino, Barreda e Buhler erano partiti fortissimo ieri e anche Jacopo Cerutti non era stato da meno: secondo assoluto per tutta la prima parte della speciale si era visto poi superare, in termini di tempi, da Joan Pedrero (Rieju), che ieri ha chiuso secondo assoluto, e da Pablo Quintanilla che ha preso confidenza con la sua nuova Honda e si è piazzato quinto, dietro Joaquim Rodrigues (Hero) e Lorenzo Santolino, rispettivamente terzo e quarto. Franco Caimi e Sebastian Buhler si piazzavano davanti a Cerutti (Husqvarna Solarys) ottavo, per l'errore di cui parlavamo prima, mentre Paolo Lucci (Husqvarna Solarys) chiudeva la tappa 13° davanti a Lorenzo Fanottoli, 17° e ad Andy Winkler, 21, entrambi su KTM. Quanto le penalità abbiano influito sulla classifica che abbiamo appena analizzato lo prova l'ordine di partenza che ha visto appunto Santolino partire per primo, seguito da Quintanilla, Barreda, Caimi, Rodrigues, Buhler, Pedrero, Cerutti - rimasto ottavo - Rui Goncalves, ecc ecc. E ora leggiamo la classifica generale e qui scopriamo appunto le penalità anche se di sicuro ne manca più di qualcuna: in testa c'è Lorenzo Santolino, e secondo con 4 minuti di penalità e un ritardo di 1'43" c'è Barreda, terzo è Franco Caimi, davanti a Quintanilla quarto, con Sebastian Buhler quinto davanti a Joaquim Rodrigues sesto con 3' di penalità. Jacopo Cerutti è settimo e Paolo Lucci, che di minuti ne ha due, di penalità, è 13°. Francesco Puocci è 30° con due minuti di penalità, gli stessi che paga anche Ugo Peila mentre Massimo Ferrari ne conta addirittura 17 !


Non cambia la musica per auto e SSV, anzi. Se moto e quad hanno avuto la loro classifica alle 10 di sera passate, i loro compagni di avventura hanno dovuto attendere ancora di più. Il più veloce della seconda tappa è stato Carlos Sainz che, come appunto voleva Sven Quandt quando gli ha chiesto di guidare, per la prima volta nella sua carriera, la Mini 4x4 (Mini John Cooper Works Rally), ha cominciato a mettere le mani su settaggio e altri particolari, e i risultati, come ha ammesso lo stesso Matador non hanno tardato ad arrivare. Primo per 1'08" su Al Rajhi (Toyota) che si è messo dietro Nasser Al Attiyah (Toyota) che ieri avevo lo sgradito compito di aprire la pista, per soli sette secondi. Piccolo errore di navigazione per il Qatarino che è stato ben contento però stamattina di partire terzo e non dover più cercare la strada giusta visto che, come dice lui, resta una buona traccia sul terreno e questo potrebbe aiutare quando si parte dietro. Vaidotas Zala (Mini John Cooper Works Rally) non ha ripetuto i suoi exploit iniziali e ha pagato probabilmente ancora la sua poca esperienza in questi rally: parecchi errori per loro, sia di navigazione, sia proprio di ritmo, non facile da trovare quando fai qualche sbaglio che alla fine ti innervosisci, inevitabilmente. Hanno comunque chiuso quarti a 3'20" da Sainz precedendo Erik Van Loon (Toyota) di soli nove secondi. Grandioso Guillaume De Mevius primo T3 nonchè sesto assoluto su OT3 e bravissima anche Laia Sanz, nona assoluta su Mini. Il migliore dei T4 è ancora una volta Khalifa Al Attiyah su Can Am mentre Aron Domzala è potuto ripartire dopo il suo capotamento nella prima tappa, grazie al lavoro degli uomini South Racing sul suo Can Am Monster e ha conquistato un secondo posto assoluto nella T4 per soli 25" da Al Attiyah con Austin Jones terzo a 15" dal polacco.

La classifica generale mi piacerebbe molto poterla condividere...ma non è ancora stata esposta, o pubblicata, quella che esiste delle 18 è errata: a domanda dei team sul posto la risposta del direttore di gara è stata "fra un'oretta" e la terza tappa è già in corso !

FOTO: Credits - Andalucia Rally, RallyZone, DPPI