• Elisabetta Caracciolo

Novità, o mezze novità? 2021/2022 polemiche e cambiamenti nel Tout Terrain FIA

La Dakar 2021 non ha fatto in tempo a concludersi che subito sono affiorate le prime discussioni e soprattutto polemiche in ambito gara auto. In realtà la situazione che si sta delineando nel mondo del cross country è estremamente interessante e degna di nota e per questo ritengo sia necessario fare un po' di chiarezza.

Innanzitutto complimenti a Stephane Peterhansel ed Edouard Boulanger per la loro vittoria: un successo bello, pulito, al netto di inutili polemiche, ottenuto con una ottima strategia di gara e soprattutto con una condotta di guida e di navigazione impeccabili. Inutile recriminare, come ha fatto soprattutto Nasser Al Attiyah e come solo in parte ha fatto il team a cui il pilota del Qatar appartiene. Le lamentele, per la verità trite e ritrite, di Al Attiyah lasciano davvero il tempo che trovano perchè si lamenta ancora una volta una potenza dei due ruote motrici smaccatamente esagerata rispetto ai 4 ruote motrici. O meglio, per entrare nel dettaglio, i buggy vengono accusati di essere più leggeri, utilizzare gomme più grandi, e dotate fra l'altro del sistema gonfia/sgonfia, e di utilizzare sospensioni con una maggiore escursione. Peccato che nell' avanzare questa sua rimostranza Nasser Al Attiyah abbia dimenticato alcuni piccoli, importanti particolari.

Nella Coppa del Mondo FIA 2019 Nasser Al Attiyah e quindi Toyota e quindi una quattro ruote motrici ha vinto 2 eventi su quattro, in Qatar e in Kazakhstan, a cui va aggiunta una vittoria di De Villers in Marocco, con la stessa vettura 4x4, contro l'unico successo di Peterhansel ad Abu Dhabi conquistato tra l'altro con la Mini X Raid e quindi una quattro ruote motrici. Spostiamoci al 2020 e analizziamo il calendario, tagliuzzato per colpa della pandemia da Coronavirus e ridotto a una sola gara, in Qatar a febbraio, oltre al Rally d'Andalucia che non aveva alcuna validità ma che ricopriva grande importanza in virtù dei test pre-Dakar: scopriremo che Al Attiyah e quindi la Toyota hanno vinto, in Qatar e anche in Spagna, in Andalucia. Due su due.

Ancora, diamo un'occhiata al calendario Bajas 2020 e anche in questo caso scopriremo che delle cinque gare disputate – su 10 previste (anche se di fatto la Baja Hail si doveva disputare in una gara unica e non in due) – i quattro ruote motrici ne hanno vinte quattro. Ah, dimenticavo, in realtà ne avrebbero vinte cinque su cinque se non fosse che Al Attiyah è stato poi penalizzato e retrocesso nella seconda Baja Hail.

Dunque, alla luce di questi risultati, di che cosa si parla in Toyota? Solo della Dakar, sembrerebbe, eppure nell'ultima Dakar Toyota ha vinto 8 speciali su 12...

Mai contenti? Forse...

Quindi dove sta questo grande squilibrio fra le due vetture? Uno squilibrio che si evidenzia solo durante la Dakar e di cui si parla, permettetemi di ricordarlo, da oltre cinque anni? Se ne parlò ai tempi della Peugeot DKR 2008 e anche al debutto della Mini 2 ruote motrici: “Noi saremo avvantaggiati sul misto e sulle piste veloci, ma lo saremo meno sulle dune e sulla sabbia” dissero piloti e team manager ripercorrendo a vent'anni di distanza quelli che erano i concetti base di Jean Louis Schlesser quando entrò nel mondo dei rally tout terrain con i suoi buggy.

Che il numero di forature del team Toyota sia stato eccezionale in effetti è cosa innegabile, ma già le due Baja Hail avevano dato piena dimostrazione di questa 'debolezza' che si può comunque spiegare, almeno in parte. La bontà delle BF Goodrich non viene messa in discussione – mescole e pneumatici sono uguali anche per X Raid a parte le dimensioni e la capacità d'aria – e quindi la debolezza va ricercata da qualche altra parte. Non tutti sanno che i team Toyota (Gazoo e Overdrive) hanno cambiato fornitore di cerchi, passando a Method: il cambiamento è stato deciso in base alla richiesta da parte della squadra di poter correre a una pressione più bassa di quella abitualmente – e precedentemente – usata. Così invece di partire con una pressione di 1.8 bar alta forse per la sabbia, ma ottima per le pietre, gli equipaggi si sono orientati verso un 1.1 bar buono per la sabbia, ma pericoloso sui terreni pietrosi che tanto hanno caratterizzato la Dakar 2021. Ecco spiegato dunque, l'alto numero di forature, 106 a detta del qatarino fra le tre vetture Gazoo, 124 addirittura a detta del team manager, Jean Marc Fortin se calcolate sulle sei vetture.

I 'piagnistei' come li ha chiamati Peterhansel di Al Attiyah non si fermano qui però, perchè il

pilota arabo si dice disinteressato a tornare alla Dakar se non cambieranno le regole e in molti hanno visto la presenza di Jean Todt agli ultimi due giorni della Dakar 2021 proprio in questa ottica.

Prima di tutto le notizie: ASO nel 2022 sarà il promoter della Coppa del Mondo FIA Rallyes Tout Terrain e la Dakar farà parte, come prima prova, del calendario iridato. Inevitabile quindi l'out out di Todt e del suo braccio destro, Jutta Kleinschmidt – presente all'intera competizione come invitata del principe arabo Khalid Bin Sultan Al Abdullah Al Faisal e non di ASO - verso l'organizzazione per un regolamento che si attenga sempre più da vicino a quello FIA, valido per la Coppa del Mondo ma ignorato in diversi suoi aspetti dalla Dakar.

Un compromesso che potrebbe portare appunto allo studio di un regolamento che sopprima le grandi differenze fra 2 ruote motrici e 4x4 sintetizzati da Fortin in : “i 2 ruote motrici pesano 300 chili in meno, una potenza identica ai 4 ruote motrici e utilizzano pneumatici più grandi: ecco perchè è impossibile rivaleggiare con loro su un terreno come quello dell'Arabia Saudita”.

E a placare gli animi udite udite arriva una proposta che è sul tavolino dal 2017 e che lo stesso Fortin aveva raccontato a chi scrive, all'epoca riportato poi su Motorsport.com: il Campionato del Mondo Rallyes Tout Terrain.

Non più una Coppa del Mondo di cui non parla praticamente nessuno in una specialità che vive solo della luce riflessa della Dakar. E in questo Campionato i piloti prioritari non potranno più correre con i due ruote motrici. Nel 2017 si era parlato anche di un motore uguale per tutti, benzina, mettendo al bando l'inquinante gasolio ma...non posso fare a meno di farmi una domanda...e tutti i progetti con i propulsori elettrici e a idrogeno che ruolo giocano in questo nuovo regolamento?

E i costruttori che hanno bandito i fuoristrada dalle proprie produzioni su strada, faranno un passo indietro in favore dei pick up o di SUV dall'aria più aggressiva e avventurosa?

Affaire à suivre...come dicono i francesi.