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Rallye du Maroc 2021, la prima tappa miete già le prime vittime con i suoi 441 chilometri

La prima tappa del Rallye du Maroc 2021 ha fatto capire a tutti che qui non si scherza. Le temperature altissime di questi giorni poi hanno dato una bella mano e al bivacco a fine speciale i piloti erano tutti, anche i più veloci, un po’ provati. D’altra parte iniziare con una bella tappona da 441 chilometri che tra l’altro è anche la più corta di tutte, chiarisce che qui si è venuti davvero per allenarsi in vista di una Dakar che promette di essere bella tosta e chi spera di partecipare alla gara in Arabia Saudita deve dimostrare di sapersela cavare, anche qui in Marocco.

A vincere oggi, in questa prima tappa lunga, i tre alfieri Honda con Barreda davanti a tutti con Ricky Brabec staccato di 1’10” a sua volta seguito dalla new entry nel team, Pablo Quintanilla a 2’59” dal primo. La prima KTM è quarta, con Matthias Walkner, che ha scelto di usare la ‘vecchia’ Ktm mentre Daniel Sanders su Gas Gas ha agguantato una quinta posizione giusto davanti alla prima Yamaha, quella di Adrien Van Beveren. Si sono persi invece Toby Price (Ktm) e Ross Branch (Yamaha) che era partito fortissimo ma è stato costretto a chiudere in 28. posizione, alle spalle del suo compagno di sventura, solo 27°. Jacopo Cerutti ha ottenuto un buon 19° assoluto a 28’05” mentre Maurizio Gerini ha picchiato per terra ed è rimasto un po’ stordito chiudendo in 29. posizione.

Fra le auto vittoria di Nasser Al Attiyah (Toyota) che ieri dopo il prologo aveva scelto la decima posizione di partenza, a sorpresa in effetti, e oggi se n’è pentito: “Troppa polvere - ha dichiarato al traguardo – ho commesso un errore tattico, e non sono riuscito a superare gli altri fino a che non sono arrivate le dune”. Alle sue spalle si piazzano altre due Toyota con Al Rajhi e Ronan Chabot mentre la prima Mini è quarta con il russo Krotov.

Sfortunatissimo Mathieu Serradori che ieri aveva disputato uno splendido prologo e stamattina si era ritrovato addirittura in testa: il motore della sua CR6 lo ha abbandonato e ora i suoi uomini stanno lavorando al bivacco per rimetterlo in condizione di ripartire domani. Per la gara ormai è tutto perduto ma il francese userà il rally per fare alcuni test durante le prossime speciali e sperimentare nuove soluzioni tecniche.

Al bivacco mancano all'appello ancora diversi piloti e l'organizzazione ha stabilito una porta chiusa a circa 35 chilometri dalla fine ps, tutti di dune: chi arriverà lì troppo tardi verrà fermato e fatto rientrare al bivacco via asfalto.

Domani seconda tappa e si parla di ben 609 chilometri con un primo trasferimento di quasi 212 chilometri, rispetto i 142 di oggi, una speciale da 334 e un ultimo trasferimento di 62,70: si tratta della tappa più lunga della gara ma che non contiene la speciale più lunga, quella arriverà martedì 12 ottobre. D’altra parte il percorso a margherita, se da un lato fa comodo alle assistenze che si crogiolano – per modo di dire – sotto il sole, costringe i piloti a spostarsi in lunghi trasferimenti per andare a cercare le prove speciali in alcuni dei luoghi più tradizionali di questo rally.