WORLDRALLYRAID Green

Emergenza climatica, sostenibilità, ambiente, transizione ecologica, tutela del territorio. Sono solo alcuni degli argomenti che tratteremo in questa nuova pagina. Perché salvare il nostro pianeta non è più un'opzione, ma una necessità. Non dobbiamo pensare che non ci riguardi, al contrario, dobbiamo agire e possiamo farlo. Progetti governativi, mobilità elettrica, campionati, energia pulita, proposte concrete e soprattutto la speranza di essere ancora in tempo. Tutto questo è Worldrallyraid Green e #iopossofarequalcosa sarà la mia e la vostra parola d'ordine. 

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Scandalo ambiente: la Russia brucia il gas che non esporta

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Dieci milioni di dollari di gas in fumo ogni giorno. Mentre l'Europa lotta con i costi energetici record, la Russia brucia circa 4,34 milioni di metri cubi di GNL (gas naturale liquido) al giorno nel suo impianto di Portovaya vicino al confine finlandese, a nord ovest di San Pietroburgo. I dati, emersi da un'analisi della società norvegese Rystad Energy e condivisi dalla BBC insieme a un'immagine del satellite Copernicus in cui viene evidenziata la radiazione infrarossa proveniente dalla combustione, conferma le immagini della NASA già circolate all'inizio di agosto, dopo che Gazprom aveva ridotto la portata totale in Germania via Nord Stream dall'1 al 20%.  I primi segnali che qualcosa non andava erano arrivati dai cittadini finlandesi. Gli esperti dicono che il gas precedentemente veniva esportato in Germania e infatti l'ambasciatore tedesco nel Regno Unito ha detto a BBC News che la Russia stava bruciando il gas perché "non potevano venderlo altrove". Gli scienziati sono preoccupati per i grandi volumi di anidride carbonica e fuliggine che si stanno creando e che stanno ricadendo su Groenlandia e   Artico peggiorando la già grave situazione di salute del ghiaccio. 

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Scoprire la Groenlandia si può e si deve

In vacanza in Groenlandia. Può davvero diventare una terra apparentemente inospitale una delle location più appetibili per le proprie vacanze? La risposta è sì, può farlo perché è una grandissima isola di cui sappiamo ancora troppo poco. E soprattutto merita di essere visitata, scoperta, conosciuta e apprezzata. Ed è proprio la sua diversità a renderla interessante e affascinante e il freddo - almeno in estate - non deve spaventare. Per noi europei abituati agli agi e alle comodità della vita moderna conoscere questo territorio è un arricchimento fisico e mentale perchè ci aiuta a capire meglio il mondo in cui viviamo, e ad apprezzarne le sue sfaccettature. Visit Greenland ha per questo creato un video visibile su You Tube con i sottotitoli in italiano: basta cliccare in basso e attivare i sottotitoli e poi sulle impostazioni scegliere Traduzione automatica e cliccare sulla propria lingua. Il video è un vero spettacolo! 

 https://www.youtube.com/watch?v=zLuPy5RoE0M

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Siamo destinati a vivere nel deserto ?

Architettura del deserto

Il 17 giugno si è celebrata la Giornata mondiale indetta dalle Nazioni Unite per la lotta a desertificazione e siccità e le stime presentate non sono affatto incoraggianti. Il 28% del territorio italiano manifesta una situazione di degrado dettata dalle avverse condizioni meteoclimatiche. Nel resto del mondo va ancora peggio:  il 70% delle aree libere dai ghiacci è stato alterato dall’uomo e circa 500 milioni di persone vivono in aree caratterizzate dalla perdita totale di produttività. Le conseguenze di queste alterazioni si ripercuotono attualmente su circa 3.2 miliardi di persone e si prevede che entro il 2050 questa quota possa raggiungere il 90%.  L’Africa, in particolare la zona che si trova a sud del Sahara, è la più colpita da questo fenomeno: il 73% delle terre aride coltivabili sono degradate o già completamente desertificate. Asia, Medio Oriente e Sudamerica presentano un alto rischio di degrado del suolo. Per saperne di più: urly.it/3ppz1

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La crisi di Governo non aiuta l'agricoltura

Meno pioggia e meno acqua ha significato in soldoni il 60% di precipitazioni in meno rispetto alla media e 2° di temperatura in più. L'agricoltura italiana è in ginocchio e Coldiretti ha stimato i danni a circa 6 miliardi di euro pari al 10% del valore della produzione agricola nazionale. Confagricoltura invece parla di 'soli' 2 miliardi con una stima del 6% ma quello che non si dice è che l'attuale crisi di governo si ripercuoterà su queste stime. Il Governo Draghi aveva stanziato a sostegno 36,5 milioni di euro ma che succederà ora? Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, continua a ripetere che la crisi governativa non deve fermare i sostegni per le imprese agricole colpite dalla siccità e dai rincari energetici, nè le misure strutturali che interessano al comparto, ma qualcuno lo ascolterà?  

Olive