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Aspettando la Extreme H, il lancio domani a Londra, elaSant'Helena è già lì

Londra - L’annuncio della Extreme H e della vettura alimentata ad idrogeno era stata data da Alejandro Agag, patron di Formula E e di Extreme E il 18 febbraio 2022 annunciando l’arrivo della vettura, per i primi test, già per il 2023. Le cose in realtà sono andate diversamente perché la Spark Racing Technology ha impiegato più del previsto nella realizzazione del prototipo trovandosi, forse inaspettatamente, a dover operare sul telaio visto che inserire un propulsore a idrogeno con le annesse celle non era possibile dentro l’attuale Odyssey 21.  

Quando lo scorso anno ci si è resi conto che i test non si sarebbero potuti effettuare si è spostata la data del debutto in avanti, puntando su giugno 2024, ma nel corso dell’ultima gara di estreme E, la prima della stagione 2024 in Arabia Saudita per le fuoristrada elettriche, Agag ha annunciato la prima serie di test per settembre, sempre di quest'anno.

E sarà la Sardegna ad accogliere il debutto di una vettura che al momento nessuno ha mai visto, ad esclusione degli ingegneri che la stanno progettando. Esiste un prototipo digitale ma al momento non è dato sapere se funzioni e se qualcuno abbia almeno girato una ipotetica chiavetta di accensione.

Questo almeno credevamo fino ad oggi perchè domani, durante una maestosa presentazione che coinvolge il Tamigi, Londra e il Tower Bridge la versione a idrogeno della vettura verrà rivelata al mondo intero. Una vettura completamente nuova, che sta già girando - abbiamo scoperto - da dicembre 2023 e che ogni mese scende in pista per nuovi test. Domani, 27 giugno 2024, la vedremo tutti e la curiosità non è poca.

La Sardegna, che ospiterà due weekend nella seconda metà del mese di settembre, accoglierà dunque i primi test ufficiali e pubblici della Extreme H, il cui campionato dovrebbe debuttare poi, al fianco della Extreme E, nel 2025. Il condizionale è d’obbligo visto il protrarsi dei tempi, ma bisogna anche poi chiedersi come proseguiranno gli accordi con la FIA che si era detta interessata alla Serie a idrogeno.

Nel 2023 Extreme H e la Federazione internazionale avevano annunciato una collaborazione per la serie a idrogeno con la chiara intenzione di farla diventare un Campionato FIA nel 2025 e a seguire un campionato del mondo FIA, dal 2026. È vero però, che già quest’anno la Extreme E sarebbe dovuta diventare un campionato mondiale FIA, cosa che non è avvenuta – come confessato da Agag stesso a febbraio – per le tante difficoltà create dalla Federazione e alle quali non si è stati in grado di rispondere in breve tempo. Tutto slitta dunque, al 2025, sempre che si riesca a trovare un accordo valido che soddisfi entrambi le parti. Nel 2023 era stato firmato un protocollo d’intesa che definiva il primo passo verso la creazione del primo campionato del mondo di corse fuoristrada a idrogeno stabilendo una sorta di percorso per Extreme H, pronta a diventare appunto un campionato titolato FIA. Nel frattempo è stato creato un gruppo di lavoro tecnico sull'idrogeno tra Formula 1, FIA e Extreme H anche per monitorare la progressione e lo sviluppo della tecnologia dell'idrogeno. Questo vale sia per le celle a combustibile e i sistemi di batterie, che saranno utilizzati nei telai da corsa di prima generazione di Extreme H, sia per la tecnologia a idrogeno nelle infrastrutture del sito di gara, nei trasporti, nella ricarica, nello stoccaggio e nella gestione e le sue implicazioni sulla sicurezza. La FIA si era dichiarata interessata allo sviluppo di questo progetto che potrebbe venire nel tempo a sostituire completamente la Extreme E. Ad alimentare la nuova vettura della Spark sarà una cella a combustibile a idrogeno che sostituirà la batteria come fonte di energia principale.

Questa intervista era stata realizzata a marzo con Alejandro Agag e la proponiamo oggi, proprio qualche ora prima del lancio della nuova Serie H ?

Stiamo lavorando sulla Extreme H e la vettura, attualmente in via di sviluppo, ha ancora bisogno di tantissimi test. Contiamo di farla girare pubblicamente in Sardegna, nel corso del doppio appuntamento di settembre”. Alejandro Agag non ha dubbi. In Arabia Saudita, nel corso della prima gara della stagione 2024 delle fuoristrada elettriche ha svelato un po’ di novità sulla vettura alimentata a idrogeno che darà vita nel 2025 al Campionato Extreme H. Una stagione a cui molti si dicono interessati, compresi gli stessi team che non si sono presentati al via quest’anno, quello di Carl Cox in testa, e che invece vogliono prender parte alla prossima generazione di gare.




In Sardegna quante nuove vetture contate di portare ?

In Sardegna arriveremo con quattro, forse cinque vetture, e sarà l’occasione giusta non solo per testare i mezzi ma anche per farli vedere e provare. La vettura è più grande dell’attuale Odyssey 21 che utilizziamo in Extreme E ma avrà un solo sedile per il pilota, posizionato al centro”.

In Sardegna Extreme E correrà una prima volta il 14 e 15 settembre, e di nuovo con il settimo e ottavo round del 2024, il 21 e 22 dello stesso mese.  

A metà febbraio avete concluso un importante accordo con Symbio per la fornitura delle celle.

In Extreme H, Symbio fornirà una cella a idrogeno da 75 kW che sostituirà la batteria come fonte principale di energia. Le fonti di idrogeno verde saranno utilizzate per alimentare le celle a combustibile create utilizzando una combinazione di energia solare e acqua. Questa tecnologia in realtà viene già utilizzata dietro le quinte in Extreme E, dove fornisce la fonte di energia alle batterie del veicolo. Gli obiettivi di sostenibilità di Symbio ed Extreme H si allineano, poiché la riduzione delle emissioni di carbonio e l'adozione dei principi dell'economia circolare sono fondamentali per l'impegno di entrambe le organizzazioni. Symbio è un leader nella mobilità a zero emissioni di idrogeno che progetta, produce e vende celle a combustibile a idrogeno”.

Essendo un partner leader per l'innovazione dei pionieri della mobilità dell'idrogeno, Symbio già affianca diversi altri veicoli, commerciali leggeri per esempio, di medie dimensioni, e anche autobus e pullman, pick-up e camion pesanti: è inoltre attiva anche nel motorsport e nel fuoristrada sempre alla ricerca di una mobilità a emissioni zero ed è una joint venture paritaria fra Forvia, Michelin e Stellantis, tre leader mondiali nel settore automobilistico, con il suo centro di eccellenza, la Gigafactory, inaugurata a dicembre 2023, a Saint-Fons, nella regione di Auvergne-Rhône-Alpes in Francia. La Gigafactory SymphonHy è il più grande sito di produzione di celle a combustibile integrate in Europa, a conferma del ruolo di Symbio come leader tecnologico e industriale.

Le celle a combustibile a idrogeno rappresentano una rivoluzione tecnologica che sta diventando una realtà su larga scala – dicono in Extreme E. - La tecnologia a celle a combustibile ad alte prestazioni di Symbio combina la facilità d'uso del motore a combustione interna (buona autonomia e durata, rifornimento rapido) con i vantaggi della batteria elettrica (zero emissioni di CO2 o microparticolate). Symbio ha lanciato la produzione di massa di celle a combustibile nella sua SymphonHy Gigafactory, il più grande sito integrato per la produzione di celle a combustibile in Europa, per renderlo una realtà ampiamente accessibile, performante e competitiva".

E come arriverà l’idrogeno sui campi di gara?

Siamo ancora in fase di trattativa – conferma Agag – ma quello che è certo al momento è che non sarà stoccato sulla nave che trasporta tutta la logistica del campionato. La Sant’Helena non trasporterà l’idrogeno. Perché l’idrogeno come gas è troppo voluminoso e per trasportarlo dovremmo trasformarlo in liquido con una densità molto più grande, come metanolo o ammoniaca, per poi ritrasformarlo di nuovo sul posto. Per la fornitura necessaria per i rifornimenti dei mezzi in gara siamo attualmente in trattativa, per esempio con Enowa, che già affianca Extreme E con le stazioni di alimentazione e sostentamento dell’intero paddock”.

L’Extreme E le sta dando le soddisfazioni che si aspettava, in termini di sensibilizzazione ?

Dobbiamo renderci conto di una cosa quando si parla di inquinamento. Quello che possiamo fare a livello personale è ben poca cosa purtroppo e anche se l’intera popolazione mondiale si mettesse insieme e collaborasse unanimemente non si otterrebbe alcun risultato. Prendiamo per esempio gli aerei, che sono spesso additati come uno dei principali responsabili dell’inquinamento: se noi decidessimo in tutto il mondo di fermare gli aerei, di non volare e di non usarli più, risparmieremmo l’1,9 per cento delle emissioni. La CO2 emessa dalle miniere di carbone, supera da sola, le emissioni di metano emesse dal petrolio e dal gas. Le miniere di carbone nel mondo emettono milioni di tonnellate di metano l’anno e con il progetto di una serie di nuove miniere queste cifre aumenteranno: eppure di questo tipo di inquinamento non si parla mai. Anzi, per far fronte alla crisi energetica causata dal conflitto Ucraina-Russia in molti hanno riaperto, o si sono detti pronti a riaprire, le miniere di carbone. Il totale delle loro emissioni in percentuale è del 3,9 del cento, molto più alto di quello prodotto dagli aerei, per non parlare delle fonti di riscaldamento, o dell’isolamento delle case…

Quest’anno avete perso quattro team e ne avete guadagnati due, di cui uno americano.

È vero, Sun Minimeal, uno dei due nuovi team, oltre a figurare come partner di RXR di Nico Rosberg ci teneva ad avere una sua propria squadra e poi sono arrivati anche altri americani: l’arrivo di Johnson e del team statunitense Legend Motor Club è stata davvero molto importante per noi. Jimmie Johnson mi ha chiamato e ci siamo incontrati a Londra. Lui si è trasferito da poco in Europa e voleva capire come funzionava il nostro campionato. Glielo abbiamo spiegato e lui ha risposto, forse mi interessa: abbiamo chiuso l’accordo pochissimi giorni prima della gara in Arabia Saudita”.

Per un nuovo team americano che arriva ovviamente assume un peso diverso la gara di Phoenix in Arizona, prevista in chiusura di stagione, a novembre.

Gli Stati Uniti per noi sono un mercato molto importante e da tempo volevamo correre lì. Certo, logisticamente non sarà semplice perché per esempio, la nostra nave non può arrivare sulle coste americane in base alle loro leggi e così dovremo probabilmente attraccare in Messico e proseguire via strada per portare tutti i mezzi e i container della logistica fino a Phoenix. Stiamo lavorando molto in vista di questa gara, soprattutto sull’aspetto pubblico perché in America non è pensabile fare una gara senza spettatori”.

E parlando di location si è scoperto da poco che la seconda prova dell'anno, in programma nel weekend del 13 luglio, si correrà di nuovo in Scozia, nella stessa location dello scorso anno, in una miniera di carbon a cielo aperto, a Glenmuckloch: l'Hydro X Prix si correrà nella zona fra Dumfries e Galloway. Agag però non nasconde il suo desiderio prima o poi di correre un Amazon X Prix, in Brasile oppure di allestire una prova in Messico o addirittura in Namibia.

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