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Kazakhstan rinviato e Andalucia Rally confermato a giugno. Le novità e il dietro le quinte di ADDC

Seconda prova valida per i Campionati del Mondo FIA e FIM Rally Raid, la 31. edizione del Desert Challenge - in realtà 31 se si tiene conto delle edizioni di Dubai e di Abu Dhabi - si è conclusa con la vittoria, la seconda dell'anno di Sam Sunderland su Gas Gas e la leggendaria prima vittoria dell'Audi RS Q e-tron di Stephane Peterhansel e Dudd Boulanger.

Oltre a loro sul gradino più alto del podio sono saliti, per la prima volta insieme all'interno dell'abitacolo, Chaleco Lopez e Paolo Ceci, su Can Am South Racing e per Chaleco si tratta della seconda vittoria 2022 consecutiva dopo quella della Dakar in categoria T3 mentre la T4 ha assistito al primo podio del polacco Marek Goczal, su Can Am Energylandia, l'unico ad aver fatto un accenno all'Ucraina (come si può vedere accedendo all'album fotografico dedicato al podio ADDC https://www.podio-addc-2022.worldrallyraid.com/ ) sul podio unendo la bandiera polacca a quella dello Stato che si trova impegnato in questo momento, e suo malgrado, in una guerra con la Russia.

Classifiche a parte, consultabili unicamente al momento su Sportity - l'applicazione che ormai da tre anni funge da contenitore globale di tutte le informazioni su ogni singola gara - e non ancora sul sito ufficiale, un po' trascurato dall'organizzazione, si comincia a parlare di conformazione del mondiale perchè anche qui, com'era accaduto prima alla Dakar ci sono un po' di perplessità per equipaggi non arrivati a fine gara eppure apparsi in classifica e con tanto di punti accreditati nel mondiale. Confusione dunque che va avanti dopo tutti gli interrogativi sollevati dalla classifica finale della Dakar e a cui nessuno ha ancora dato una risposta.

Nel frattempo visto che si riapre l'argomento Mondiale 2022 (questo il sito di riferimento https://www.worldrallyraidchampionship.com/en/ ) parliamo della prossima gara che si sarebbe dovuta svolgere in maggio, in Kazakhstan, cosa che ovviamente non avverrà. Durante l'ADDC si è tenuta una riunione con l'organizzatore dell'evento che è diventato anche il presidente della Commissione FIA Tout Terrain prendendo il posto - ahimè - della bravissima Jutta Kleinschmidt che il nuovo presidente FIA, Mohammed Bin Sulayem non ha riconfermato nel suo ruolo che aveva egregiamente assolto fino a dicembre 2021, sotto le direttive del presidente FIA uscente, Jean Todt.

Quindi, sorvolando sul conflitto di interessi di un presidente di una commissione FIAv organizzatore di una gara di Mondiale, FIA, durante la riunione Dimitry Makhenya, ha spiegato che non volevano assolutamente rinunciare alla gara in Kazakhstan e che aveva da proporre diverse alternative. La prima chiedere al Rally del Marocco, in programma per i primi di ottobre, di scambiarsi le date, ma ovviamente questa possibilità è stata scartata praticamente subito da tutti. La seconda è stata di spostare la gara a settembre ed è l'opzione al momento sul tavolo. I problemi principali riguardano come sempre la logistica, aspetti pratici che tutte le gare tendono a ignorare, la Dakar in primis.

Ma ecco che la geniale soluzione proposta da Makhenya ha fatto la sua comparsa: per evitare che i mezzi attraversino la Russia per arrivare in Kazakhstan è stata proposta una partenza in nave dal porto di Trieste, con arrivo in Turchia, attraversamento di tutto il Paese fino alla Georgia, con passaggio poi in Azerbaigian e da lì via mare - con attraversamento del Mar Caspio - raggiungere il Paese e correre la gara. Un'assurdità apparsa immane a tutti, meno che all'organizzatore. Secondo lui in quindici giorni i camion che trasporteranno i mezzi compiranno l'intero viaggio rientrando in tempo per andare poi in Marocco a inizio ottobre. Una follia che hanno rifiutato tutti i team presenti, molti dei quali non hanno neanche aperto una discussione a proposito. Quindi il progetto è rimasto sul tavolo in attesa anche di un intervento da parte del promoter ASO che in realtà non sembra far molto per questo Campionato, a nessun livello: operativo, pubblicitario, comunicativo e logistico.

La prova kazaka quindi al momento, anche se sul sito stesso gestito dal promotor resta al suo posto a fine aprile, è già scontato che non si correrà, almeno non in quella data. Tutti hanno votato per farla slittare di un anno ma gli organizzatori non ne vogliono neanche sentire parlare. E così si pensa già all'Andalusia che sarà la prossima gara Mondiale a inizio giugno e anche in questo caso sono state ritoccate leggermente le date.

Il tutto a favore dei mezzi Classic che sembrano essersi riversati in forze sulla gara organizzata dalla ODC, società composta da David Castera e Jordi Balbe. Proprio nei giorni scorsi infatti si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della gara che, finiti i problemi legati al Covid, si è trasferita a Siviglia, nel sud della Spagna e sempre in Andalusia. Per questa gara si tratta della terza edizione, dopo essere nata due anni fa in sostituzione del Rally del Marocco. Si correrà dal 7 al 12 di giugno appunto, nel paesino Dos Hermanas che fa praticamente parte di Siviglia e il bivacco sarà installato al Gran Hipodromo de Andalucia. Il 5 e il 6 giugno i team potranno effettuare lo shakedown e il sei stesso inizieranno anche le verifiche amministrative e tecniche, seguite poi da un prologo. Cinque i giorni di gara su un percorso a margherita, con partenza e arrivo sempre dallo stesso posto, e tappe sparse nella provincia di Siviglia con speciali che conteranno fra i 200 e i 300 chilometri al giorno. L'Andalucia Classic, introduzione 2022, anticiperà di un giorno il rally e conterà solo 4 tappe, con la conclusione l'11 giugno. La tariffa...un po' caretta per una gara di 4 giorni in Andalusia, ben 6292 euro per la Classic, che diventano 7865€ per una vettura FIA oppure 7260 per chi correrà nella categoria Open a cui vanno poi ad aggiungersi i costi del noleggio della strumentazione. Per chi corre in moto la gara propone un prezzo di 4356 €, strumentazione a parte, e per gli SSV la tariffa parla di 6170 € T3 o T4 che sia.