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Overshoot day. Sapere cos'è per cercare di non raggiungerlo, anche se...

Non siamo stati capaci di trovare un termine italiano, come accade sempre più spesso e quindi ci siamo aggrappati a questo Overshoot che tradotto dall'inglese significa "superamento" o meglio ancora "eccesso". E in effetti proprio questo abbiamo fatto: il 19 maggio l'Italia ha, ancora una volta, esagerato. In soli 140 giorni, dal primo gennaio appunto al 19 maggio, gli italiani hanno consumato quello che il pianeta Italia ci aveva riservato per 365 giorni. Praticamente con 226 giorni di anticipo abbiamo consumato tutte le risorse naturali che ci spettavano. Un po' come lo stipendio che a volte, al 10 del mese - a fronte di un pagamento al 27 del mese precedente - è già finito. Solo che qui la situazione è un po' più grave, anzi molto più di un semplice un po'.

Per rendere tutto più chiaro l'Earth Overshoot Day è calcolato dividendo la biocapacità del pianeta, cioè la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare nell'anno preso in considerazione, per l'impronta ecologica dell'umanità, quello che le popolazioni consumano in quell'anno, e moltiplicando il risultato per 365, il numero di giorni in un anno, 366 per questo 2024.

La notizia è arrivata - in realtà i dati definitivi saranno presentati il 5 giugno - da una indagine del Global Footprint Network che ogni anno controlla e misura quanto consuma una popolazione rispetto all'offerta degli ecosistemi e delle risorse naturali del pianeta. Per consolarci, come siamo soliti fare, siamo andati a sbirciare a casa degli altri Paesi, europei tanto per cominciare, e abbiamo scoperto che Belgio e Danimarca - però, la tanto decantata Danimarca - questa soglia l'avevano già toccata a marzo. Fuori Europa i picchi maggiori, manco a dirlo, li hanno toccati il Qatar - che sembra sempre molto virtuoso, ma che in realtà virtuoso non è - e ovviamente gli Emirati Arabi che con una bella faccia tosta hanno anche ospitato la COP 28 a fine 2023 per schierarsi al fianco di una battaglia per la salvezza del pianeta che appare sempre più irreale.

In Europa quasi tutti consumano più di quanto gli ecosistemi producano naturalmente in un anno: tutti i Paesi europei entro giugno avranno consumato quanto gli spetta, ad eccezione della Romania che lo farà a luglio. I più virtuosi, per davvero stavolta, sono Ecuador e Indonesia, che raggiungeranno il loro limite a novembre.

Il sito ufficiale del Foot Print Network (https://overshoot.footprintnetwork.org/newsroom/country-overshoot-days/) lo spiega molto chiaramente: "I Country overshoot days sono pubblicati il primo gennaio di ogni anno, utilizzando l'ultimo anno della più recente edizione National Footprint and Biocapacity Accounts. Pertanto, i giorni di superamento del 2024 paese si basano sull'edizione 2023".

Dal 1961 l'associazione porta avanti questi studi - ma sul sito ovviamente si trovano solo i

più recenti (vedi tabella dal 1971 a oggi) - e tenta di suggerire anche qualche soluzione. "Stiamo entrando in una 'tempesta' di cambiamenti climatici e vincoli di risorse biologiche. Prima le aziende, le città e i Paesi pianificheranno in anticipo e si prepareranno per il futuro prevedibile, migliore sarà la loro possibilità di prosperare. Il power of Possibility - potere di possibilità - include diverse soluzioni che, se adottate, potrebbero aiutare il mondo a spingere più in là nel tempo l'Overshoot day". Cinque le aree chiave in cui agire : salute del pianeta, città, energia, cibo e popolazione.

Senza soffermarci sull'impronta ecologica di ciascun italiano e sulla biocapacità del nostro Paese, concetti non facilissimi da comprendere, vediamo piuttosto quali azioni, concrete magari, si possono adottare per ridurre i consumi eccessivi del nostro Paese.

Partiamo dal cibo? Perchè no? Ridurre i consumi, non gettare via il cibo perchè scaduto o non consumato - in Italia 30 chili procapite l'anno - mangiare sostenibile, nel senso di consumare frutta e verdura di stagione, cercare - e trovare - allevamenti e caseifici a basso impatto, prodotti sani e possibilmente non provenienti dall'estero. In questo modo non solo si contribuisce a un risparmio, in tema di emissioni nocivi, ma si aiuta anche l'economia del proprio Paese, e magari del proprio comune. Non sprechiamo l'acqua - e già solo a questo proposito dovremmo davvero tutti farci un profondo esame di coscienza - e cerchiamo di non consumare troppo nel senso di energia elettrica, gas, benzina o gasolio. Cerchiamo e creiamo il verde, non distruggiamo la natura, e rispettiamo i rifiuti e la loro raccolta. Usiamo meno plastica e quella che usiamo ricicliamola come facciamo con la carta e il vetro, e magari anche con i rifiuti organici - l'umido - che possiamo usare per il giardino o per le piante in balcone. Smettiamo di lamentarci con assurdi pretesti della bruttezza delle pale eoliche - che poi così brutte non sono - o dei pannelli solari, e vediamoli solo come una importante fonte di energia. Sfruttiamo la geotermia, e tutti i sistemi a impatto zero, o molto basso, per produrre energia e calore. Informiamoci di più e non diciamo no, senza sapere.

Non sono sacrifici, non sono capricci, ma è sopravvivenza: servono altre tecnologie, sicuramente più pulite e se all'inizio non piaceranno a tutti, in compenso con il tempo garantiranno a tutti i Paesi di poter vivere meglio.

Dal 20 maggio abbiamo cominciato a usare le risorse del 2025, e per questo il prossimo anno le esauriremo prima di maggio e andrà sempre peggio.

Volete un esempio? Siena. La provincia toscana è un territorio Carbon Neutral dal 2011 ed è stata capace di ridurre i consumi e di utilizzare sistemi puliti. La riduzione delle emissioni di gas serra, il loro controllo e la loro valutazione consentono di lavorare e vivere in modo più sostenibile. Un altro esempio? Monterotondo Marittimo (GR) figura fra i comuni virtuosi d'Italia - il primo di tutti nel 2019 - (https://comunivirtuosi.org/) perchè sfrutta le sue risorse naturali - il vapore - e anche altri comuni possono seguire l'esempio dei Comuni toscani. Le città possono lavorare per massimizzare l'uso sostenibile delle proprie risorse rinnovabili interne (gestione forestale, calore geotermico, energia rinnovabile) e convincere, oltre a coinvolgere, anche i loro cittadini ad adottare stili di vita a basso impatto.

Davvero è così impossibile? Visto che siamo in clima d'elezioni, perché non diamo un'occhiata ai programmi dei candidati e cerchiamo nella lista delle promesse che posto è stato dato all'ambiente?


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