• Elisabetta Caracciolo

Abu Dhabi Desert Challenge 2022...la sfida comincia bene. Audi vince e Al Attiyah rompe.

Tutto sommato non possiamo certo dire che sia stata una giornata priva di colpi di scena questa prima dell'Abu Dhabi Desert Challenge 2022, seconda prova valida per il Campionato del Mondo FIA e FIM rally raid dopo la Dakar di gennaio.

Molti dei top team hanno avuto problemi e davvero la classifica ha subito degli scossoni praticamente dai primi cinque chilometri di speciale.

La tappa prevedeva un primo trasferimento di 70 chilometri con una ps da 262 e un altro da 35 chilometri fino al bivacco installato come sempre nel deserto di Liwa nella zona di Qasr al Sarab. Dopo soli cinque chilometri Nasser Al Attiyah e Mathieu Baumel hanno urtato una pietra, nella sabbia e hanno letteralmente piegato in due il triangolo della sospensione. A quel punto, non avendo in questa gara assistenza veloce alle spalle, e neanche la possibilità di intervenire sulle vetture, al pilota del Qatar non è rimasto altro se non tornare indietro verso la partenza e rientrare al bivacco con la sua assistenza.

Alè, si comincia. Dopo questo inizio di mattinata, è toccato a Sebastien Loeb scendere un po' troppo allegro da una duna - ci sono le immagini del suo incidente - e rompere l'anteriore della sua BRX e ritrovarsi con due sole ruote motrici. Stessa solfa, niente assistenza e quindi il tentativo di rientrare come possibile. Due ore e 23 di ritardo per l'alsaziano e un tempo più alto invece per Nasser di cui ancora però non si conosce l'esatto ammontare. Per il Campionato del Mondo comunque ogni singola giornata di gara vale come gara a sè e quindi Toyota e BRX sono già al lavoro per far ripartire i loro equipaggi domani.

Intanto alle 9 di questa sera, le sei in Italia, è stato pubblicato l'ordine di partenza con Loeb in quarta posizione per la partenza di domani e Al Attiyah quinto in base alla regola del riposizionamento che avevamo conosciuto già alla Dakar quest'anno. La tappa è stata vinta dall'Audi elettrica di Stephane Peterhansel e Dudd Boulanger che hanno disputato la speciale perfetta: talmente perfetta da essere riusciti a rifilare la bellezza di nove minuti e mezzo al secondo, Yazeed Al Rajhi su Toyota e ben 14'59" a Martin Prokop su Ford. Quarta posizione per Guillaume De Mevius su OT3 primo T3 al traguardo, a soli 45" dal ceco, e quinta assoluta per Chaleco Lopez su Can Am Spouth Racing che insieme a Paolo Ceci ha vissuto una giornata incredibile. Partiti con l'idea di mantenere il contatto con gli OT3 che stimavano più veloci su questa speciale in realtà si sono ritrovati a combattere ad armi pari perchè i mezzi di Overdrive, anzi, ex Overdrive perchè ora sono passati di mano, vanno forte nei tratti veloci ma patiscono i Can Am nel misto e sulle dune. Chaleco si è battuto per 140 chilometri con Seth Quintero portando l'americano a sbagliare dopo averlo stressato ben bene in una guerra al gatto e al topo.

Purtroppo a fine speciale i risultati non erano chiari perchè c'è stato oggi, previsto praticamente da tutti, fuorchè dall'organizzazione della gara, un problema al rifornimento con il nuovo sistema FIA che funziona a rilento e carica nei serbatoi un litro al minuto. A quel ritmo ovvio che gli equipaggi si sono ritrovati a perdere troppo tempo e così ecco arrivare a fine giornata l'abbuono dei minuti persi.

Ora De Mevius e Chaleco sono staccati in classifica per soli 55" e si battono tutti e due ovviamente per la vittoria di questa T3 che si prospetta quest'anno davvero avvincente. Sfortunata la giornata nella T4 per Austin Jones l'americano vincitore della Dakar che ha patito un problema elettrico al suo Can Am ed è rientrato al traino così come qualche altro equipaggio della squadra che schiera al via ben 12 vetture dopo il ritiro, prima ancora di partire dei tre equipaggi russi.

In realtà tutti gli equipaggi russi alla partenza di questa gara hanno unanimamente deciso di non partire, non tanto per ragioni politiche, visto che ormai erano arrivati fino a qui e avevano anche passato le verifiche, quanto perchè la FIA aveva chiesto loro di firmare un documento che era praticamente impossibile da sottoscrivere. Redatto in sei pagine e sulla base di un regolamento del Comitato Olimpico, il documento avrebbe messo in serio pericolo chiunque lo avesse firmato e per questo tutti i partecipanti hanno deciso di non sottoscriverlo e sono rimasti qui, negli Emirati Arabi a seguire la gara, da fuori.

Il migliore della categoria è stato Marek Goczal e il polacco ha preceduto, sempre su Can Am il lituano Rokas Baciuska staccato di soli due minuti.

Domani si riparte per la seconda tappa che rappresenta anche la prima parte della tappa marathon per le moto. Sarà la giornata più lunga di tutta la gara con ben 137 chilometri di trasferimento e una speciale da 316 tutta di dune che finirà direttamente al bivacco.

Giornata tosta anche perchè il sole e il caldo non scherzano: "fate attenzione - hanno ripetuto al briefing di questa sera - perchè con il sole a picco, a mezzogiorno, si farà fatica a vedere bene le dune e capirne la definizione, dove iniziano, dove finiscono e come", tagliate o meno che siano.