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Africa Eco Race 2022: giorno per giorno la storia della gara africana

Martedì 18 ottobre 2022

Tappa 1

NADOR / BOUSAÏD : 605 km

Trasferimento : 118 km – Speciale : 94 km – Trasferimento: 393 km

Una traversata di 36 ore da Sete in Francia, a Nador ha portato gli oltre 100 concorrenti dell’Africa Eco Race in terra marocchina e dal porto ha presto il via la prima tappa. Un trasferimento di 118 chilometri ha guidato i piloti nella prima prova speciale, di 94 chilometri, che doveva funzionare da allenamento e presa di contatto con i terreni, duri, del Marocco, e con un road book tra i migliori della storia dei rally raid.

Maurizio GERINI vince la categoria Moto

Una vittoria quasi annunciata. Con un sorriso malandrino Maurizio Gerini aveva confessato di sentirsi particolarmente tranquillo al via della prima tappa dell’Africa Eco Race competizione a cui il pilota ligure partecipa per la prima volta nella sua carriera. Una speciale prettamente enduristica in cui Gerini è partito dalla 30. posizione risalendo via via grazie a qualche sorpasso e arrivando sul traguardo con il miglior tempo di giornata. Maurizio Gerini su HUSQVARNA del team Solarys ha battuto Stefan Svitko che fino ad allora era apparso sul gradino più alto del podio di giornata. Il terzo gradino è andato al giovanissimo Xavier Flick e anche lui, come i due piloti che lo precedono, si trova alla sua prima esperienza nella gara organizzata da Jean Louis Schlesser. Quarta posizione di giornata per Alessandro Botturi su Yamaha Ténéré 700 e nona per Massimiliano Guerrini, anche lui nelle fila del team Solarys. Francesca Gasperi, unica donna in gara, in moto, ha chiuso con una ottima trentesima posizione su un totale di 51 moto al traguardo.

Mercoledì 19 ottobre 2022

Tappa 2

BOUSAID-TAGOUINITE : 466,33 km

Trasferimento : 0. Speciale 448. Trasferimento : 18,38 km

L’emozione del campione di Lumezzane quando sul traguardo gli hanno comunicato la vittoria di tappa era palpabile oggi, alle 13,15 quando con la sua Ténéré 700 Yamaha ha raggiunto la fine di una speciale di ben 448 chilometri. Prima di lui erano arrivati Stefan Svitko, lo slovacco secondo ieri alla fine della prima speciale e Maurizio Gerini che ha

sofferto per diversi problemi oggi al suo forcellone e poi al freno posteriore. Nonostante il ligure sia rimasto fermo ad aggiustarsi la sua Husqvarna, è riuscito comunque a garantirsi una quarta posizione nella ps alle spalle di Botturi appunto, di Svitko e del giovane Xavier Flick che oggi si è tolto anche la soddisfazione di aprire la pista, davanti a tutti fino al CP3.

Ma non sono solo i piloti Elite oggi ad aver regalato emozioni, bensì anche i privati tanto è vero che nei primi quindici al traguardo figurano la bellezza di sei piloti, compresa Francesca Gasperi che con la sua Honda ha chiuso 14. assoluta. Prima di lei Lucio Belluschi nono, Paolo Bellini dodicesimo, Massimiliano Guerrini tredicesimo.

La speciale non era facile e il menù del giorno proponeva davvero di tutto: dune, sabbia, oued asciutti, sassi, montagna e anche tanta navigazione che i nostri italiani grazie alla loro preparazione dimostrano, non solo di conoscere bene, ma anche di sapersi districare in mezzo ai numerosi trabocchetti disseminati sul terreno di gara dall’organizzazione dell’AFRICA ECO RACE che anche quest’anno ha preparato un percorso impegnativo ma bellissimo.

Al traguardo, una volta ripreso fiato, sono tutti concordi nel dire che i percorsi e i paesaggi sono bellissimi e il caldo opprimente – oggi oltre i 35° - non toglie il gusto della battaglia nelle prove speciali. Al traguardo anche Francesco Puocci, Wolfang Piccardo, Stefano Chiussi, Fabio Vettore e Giuseppe Pozzo.

In sesta posizione il Can Am di Andrea Tronconi e Alberto Bertoldi nella categoria auto, che stanno prendendo confidenza con la navigazione e con un mezzo inedito per entrambi. Bene anche il camion Unimog Mercedes di Beppe Fortuna e Giulio Verzeletti.

Domani l’Africa Eco Race continua la sua discesa verso sud e da Tagounite arriverà ad Assa

con una tappa di 526,34 chilometri e una prova speciale di 465,89. Di nuovo la partenza avverrà dal bivacco quindi niente trasferimento iniziale ma solo al termine, per circa 60 km. Il caldo intanto non concede tregua e i 35 gradi di oggi, nelle ore centrali della giornata, proseguiranno, sorpassando i 40 quando si entrerà in Mauritania.

Giovedì 20 ottobre 2022

Tappa 3

TAGOUNITE/ASSA : 526,34 km

Speciale : 465,89 km – Trasferimento: 60,45 km

Assa – In una speciale meno difficile del previsto e sicuramente molto rapida, oggi, di 466 chilometri, da Tagounite ad Assa, Maurizio Gerini conquista il suo secondo successo all’Africa Eco Race: due tappe su tre vinte per il pilota ligure in sella alla sua Husqvarna del team Solarys. Ma se per Gerini tutto fila liscio per Alessandro Botturi oggi non è stata una buona giornata e la sua Yamaha Ténéré 700 al rifornimento è arrivata con qualche problema tecnico: il campione di Lumezzane ha cercato di risolverlo come possibile ed è riuscito a proseguire fino al traguardo dove è arrivato con la nona posizione. Botturi ora è sesto in classifica generale con un ritardo di 2 ore e 14 minuti dal primo.

“Sono un po’ stanco” – dichiarava Gerini al traguardo dopo aver conquistato la sua seconda vittoria. Partito dalla quarta posizione questa mattina il pilota Husqvarna ha raggiunto Botturi sulle dune dell’Erg Chegaga e poi ha viaggiato con Stefan Svitko fino alla fine della speciale, alternandosi in testa con lo slovacco. Alle loro spalle il francese Xavier Flick che questa mattina ha pagato cara la sua poca esperienza su questa disciplina. “Ieri sera ho inserito il codice GPS sulla mia strumentazione ma non ho validato l’operazione e quindi quando stamattina sono partito le indicazioni non erano quelle giuste”. Non ha trovato il punto di partenza a 4 chilometri dal bivacco e si è perso seguendo alcune moto che invece erano quelle del raid; solo quando ha visto i piloti passare ha capito di essere fuori traccia e ha pagato quasi dieci minuti di ritardo e di penalità. Nonostante questo però è rimasto terzo nella classifica generale che ora vede Maurizio Gerini in testa, con un vantaggio di 2’43” su Svitko e oltre mezz’ora su Flick che precede Pal Anders Ullevalseter di quasi 30 minuti. Il norvegese oggi ha patito un errore di navigazione non grave, ma che gli ha fatto perdere moltissimo tempo e solo Pol Tarres è riuscito a salvarlo, trovandolo e aiutandolo a ritrovare la traccia corretta. Lo spagnolo del team Yamaha, anche lui su Ténéré 700 è particolarmente soddisfatto della sua gara oggi, conclusa con una quarta posizione: “Ho viaggiato al 90 per cento solo e ho navigato bene, senza commettere errori. Ho trovato Botturi fermo ma mi ha detto di continuare perchè se la poteva cavare da solo. Poi ho trovato Ullevalseter che mi ha fermato e mi ha chiesto ‘dove siamo?’ e a quel punto gli ho detto di seguirmi e siamo arrivati al traguardo insieme”.

Un po’ abbattuto il norvegese per questo errore ora si ritrova in classifica con un ritardo dal primo di un ora e 24 minuti, e dopo solo tre giorni di gara questi distacchi sono davvero incredibili.

Bene anche gli altri italiani che non hanno incontrato grossi problemi sulle dune grazie all’orario non troppo avanzato: il caldo di questo mese di ottobre sta cambiando moltissimo la morfologia del terreno e le dune ieri, al briefing della sera, erano state annunciate molto impegnative per oltre dieci chilometri: “e invece no – ammetteva Gerini al traguardo- quando siamo passati era ancora mattina presto e la sabbia teneva bene. Una zona bellissima che non conoscevo del Marocco e mi sono davvero divertito moltissimo”.

A fine speciale undicesima piazza per Francesco Puocci e 14. per Wolfang Piccardo che ha preceduto Massimiliano Guerrini, sedicesimo. Un gruppetto formato da tre italiani, Lucio Belluschi, Stefano Chiussi e Paolo Bellini occupa le posizioni comprese fra il 18° e il 20° posto. Francesca Gasperi ha chiuso la speciale con una 37. piazza.

Fra le auto vittoria di tappa oggi per Philippe Gosselin e Christophe Crespo, su buggy MD Optimus, mentre i loro compagni di squadra hanno rotto lo sterzo e stanno rientrando al bivacco via strada. Bene gli italiani Andrea Tronconi e Alberto Bertoldi su Can Am QFF che guadagnano un posto in classifica generale e si assestano al quinto posto.

Domani la AER scende ancora a sud e si comincia a spostare verso ovest. La tappa da Assa a Reimz El Quebir misurerà 455 chilometri e mezzo, tutti di prova speciale. Niente trasferimento domani per la carovana del rally, ma solo settore selettivo.

Venerdì 21 ottobre 2022

Tappa 4

ASSA/REIMZ EL QUEBIR : 455,42 km

Speciale : 455,42 km

Una media di circa 90 km/h per chiudere la speciale di oggi, di 455 chilometri per Stefan Svitko e Maurizio Gerini. La quarta tappa dell’Africa Eco Race presentava un menù di 455 chilometri appunto, senza alcun trasferimento, con partenza e arrivo dal bivacco, e un misto di dune, piste sabbiose e sassose, montagne e chott, lunghi, veloci e bianchi al limite dell’abbacinamento ma il caldo e il vento sono stati in effetti i principali protagonisti.

Stefan Svitko si è presentato per primo al traguardo con un solo secondo di vantaggio su Gerini che però, essendo partito due minuti prima ha collezionato un gap complessivo di 2’01” al termine della quarta tappa che da Assa ha portato la carovana dell’Africa Eco Race a Reimz El Quebir a metà strada fra Tan Tan e Smara, in pieno territorio Sahara Occidentale.

In mezzo al nulla più assoluto Gerini raccontava di una tappa veloce, e bella, che ha aperto per quasi tutto il tempo cercando di distaccare Svitko che in questo momento è secondo nella classifica assoluta per soli 42”. “Un’operazione quasi impossibile – rideva il pilota ligure sulla sua Husqvarna del team Solarys al traguardo – perché lui lo sa e mi sta francobollato. Ho provato a rallentare, sperando che qualche altro pilota si infilasse fra noi, in classifica, ma lui ha capito la tattica e si è messo a tirare forte”.

Svitko (KTM) chiude con un totale di 5h03’53” infliggendo 2’01” a Gerini e 20’56” ad Alessandro Botturi (Yamaha Ténéré 700) che questa mattina è partito dalla nona posizione. Il campione di Lumezzane è arrabbiato per la penalità di 3 ore inflittagli ieri sera dalla direzione gara per abbandono del percorso e ha rimuginato sull’argomento per tutta la speciale. Questo non gli ha impedito però di disputare una bella prova e all’arrivo, raggiunto insieme a Pol Tarres e Pal Ander Ullevalseter, si è congratulato con il suo compagno di squadra spagnolo che ha navigato molto bene risolvendo qualche problemino di orientamento anche agli altri.

Sul traguardo Botturi è arrivato terzo dunque, davanti al britannico Robbie Wallace e a Xavier Flick caduto in qualche errore di navigazione oggi. Nei primi dieci di nuovo troviamo un italiano, Massimiliano Guerrini su Husqvarna del team Solarys, mentre undicesimo è Lucio Belluschi che corre nella Malle moto, la categoria senza assistenza, anche lui con una Yamaha Ténéré 700.

Ottima la prestazione di Francesca Gasperi che oltre ad aver conquistato un grandioso 15° posto assoluto di tappa ha anche viaggiato da sola apprezzando la navigazione: “Sono

molto contenta oggi – dichiarava all’arrivo la pilota di Verona – perché ho viaggiato da sola per tutta la prima parte della gara, fino al refueling e quindi ho guidato con attenzione cercando di non commettere errori” e il buon risultato è arrivato. Ora la Gasperi su Honda occupa la 26. posizione assoluta e si prepara alla parte forse più difficile della gara, in Mauritania. Gli altri italiani in gara hanno finito la quarta tappa rispettivamente 17° Stefano Chiussi, 19°Wolfang Piccardo, 25° Francesco Puocci, 27° Paolo Bellini; sfortunato Giuseppe Pozzo fermo in speciale con un problema meccanico che lo costringerà a rientrare stanotte con il camion balai, ma potrà ripartire domani mattina. Risale la classifica il Can Am di Andrea Tronconi e Alberto Bertoldi che ora si installa in 4. posizione assoluta della classifica mista auto, ssv e camion.

La giornata di domani preoccupa forse più le assistenze che gli equipaggi in gara: meccanici e manager affronteranno un trasferimento di ben 827 chilometri fino a Dakhla mentre la gara, con una partenza direttamente dal bivacco, si svilupperà su una lunghezza totale di 691 chilometri. La prova speciale misurerà 450 km e il trasferimento finale che li porterà fino al bivacco che ospiterà la tappa di riposo a Dakhla sarà di 240 km.

Sabato 22 ottobre 2022

Tappa 5

REIMZ EL QUEBIR/DAKHLA : 690,94 km

Speciale : 450,82 km - Trasferimento 240,12 km

Dakhla – Una tappa veloce, come fino ad ora i piloti dell’Africa Eco Race 2022 non avevano ancora vissuto. Una partenza nuovamente dal bivacco stamattina alle 8 ha introdotto gli equipaggi della 14. edizione della gara organizzata da Jean Louis Schlesser sulla quinta tappa che misurava 450 chilometri seguiti da un trasferimento di 260 fino a Dakhla, nel sud del Marocco, in quella terra che viene chiamata Sahara Occidentale.

Il giovane francese Xavier Flick (Husqvarna) finalmente ha coronato il suo sogno di vincere una speciale all’Africa Eco Race e lo ha fatto non solo con maestria, ma anche infliggendo un discreto distacco ai suoi più diretti inseguitori dopo essere partito dalla quinta posizione stamattina. Maurizio Gerini (Husqvarna Team Solarys) ha ottenuto una seconda piazza a 3’43” dal francese ma è riuscito a sopravanzare lo slovacco Stefan Svitko rosicchiandogli due minuti. In questo modo in classifica generale Gerini mantiene la prima posizione con 2’40 di vantaggio su Svitko e 47’57” su Xavier Flick, terzo assoluto. “Ho ripreso Botturi dopo 30 chilometri dal via – raccontava a Dakhla, Xavier Flick – e poi Gerini e Svitko dopo 70 km. Li ho trovati davanti a un oued pieno d’acqua che esitavano, erano in dubbio sul passaggio non riuscendo bene a capire quanto fosse alto il livello dell’acqua. Da quel momento in poi ho viaggiato con loro fino al rifornimento ma quando siamo ripartiti Gerini e Svitko hanno preso un ritmo velocissimo per cercare di distaccarsi in classifica generale e io ho deciso di non restare con loro, andavano troppo forte e io non volevo prendere rischi inutili”.

Quarto posto per Alessandro Botturi che regala allo Yamaha Ténéré World Raid Team una bella doppietta visto il 5°posto di Pol Tarres. Il campione di Lumezzane paga un ritardo di 8’47” da Flick, mentre lo spagnolo chiude a 19’12” dal vincitore ma i tanti sassi di alcuni tratti della speciale, per non parlare delle pietre, non hanno permesso alla bicilindrica Yamaha di esprimersi come avrebbero voluto i suoi due alfieri. Risultato eccezionale comunque per la Ténéré 700 che ora in classifica assoluta vanta un 5° e 7° posto rispettivamente di Tarres e Botturi.

Mentre Massimiliano Guerrini cade con la sua Husqvarna e rientra al bivacco via asfalto, Lucio Belluschi – anche lui con la Ténéré 700, di serie – stacca un ottimo ottavo tempo assoluto precedendo l’eccezionale decima piazza di Francesca Gasperi (Honda RS Moto) che continua a strabiliare tutti con i suoi incredibili risultati e con una prestazione davvero eccellente. La pilota di Verona ha chiuso in 5h 41’12” e risale di diverse posizioni in classifica assoluta attestandosi al 21° posto ma soprattutto si guadagna una menzione speciale: è la prima pilota donna in moto a entrare nella Top Ten dell’AER in 14 edizioni.

Giornata dura per le assistenze che oggi si sono trovate ad affrontare un trasferimento di 830 chilometri: molte di loro raggiungeranno la città del sud del Marocco solo stasera ma domani ci sarà tutto il tempo per lavorare dei mezzi vista la giornata di riposo che aspetta l’intera carovana della gara.

Il bivacco, a bordo oceano, è ventoso e porta con sé l’umidità del mare, ma l’atmosfera è tranquilla al termine delle prime cinque tappe della AER. Il profumo del mare e la spiaggia ancora una volta faranno da contorno a una giornata, quella di domani, dedicata anche alle formalità doganali in attesa, lunedì, di entrare in Mauritania per quella che sulla carta appare come la settimana più impegnativa dell’AFRICA ECO RACE 2022.

Lunedì 24 ottobre 2022

Tappa 6

DAKHLA/CHAMI : 633,78 km

Trasferimento 429,15 - 204,63 km

Chami, Mauritania – Non è stata la prima volta e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Ma le formalità doganali purtroppo, quando ci sono di mezzo aerei ed elicotteri, si sa non sono cosa semplice.

In più a complicare le cose ci si è messa la solita, tradizionale, nebbia di Dakhla che stamattina non consentiva una visibilità di oltre 30 metri. Così mentre i piloti lasciavano il bivacco situato a bordo laguna, con un vento fortissimo che non ha smesso di soffiare neanche per un minuto questa notte, una nebbia degna di quelle autunnali della pianura padana avvolgeva l’intero trasferimento di 380 chilometri fino alla frontiera di uscita dal Marocco.

Impossibile per i mezzi aerei dell’AFRICA ECO RACE alzarsi in volo e quando finalmente la situazione si è cominciata a scaldare, grazie a un pallido sole, erano ormai le 10,30. In compenso fra Marocco e Mauritania, alla dogana di Guerguerat le formalità si sono svolte in pochissimi minuti grazie a un eccellente lavoro, minuzioso, che viene svolto nei mesi che precedono la competizione e dietro le quinte dallo staff di Jean Louis Schlesser.

Dopo aver spostato le lancette dell’orologio due ore indietro, per adeguarsi all’attuale ora mauritana, i piloti si sono ritrovati al punto di partenza della speciale di oggi, dopo circa 60 chilometri dalla frontiera, già alle 11 pronti a prendere il via come da programma alle 12 per una prova speciale di 204 chilometri non particolarmente complicata ma tipicamente

mauritana.

A quell’ora invece gli elicotteri stavano raggiungendo Nouadhibou dove si accingevano ad espletare le formalità doganali e fare il pieno, in attesa di ripartire verso la prova speciale. Purtroppo però la zona di partenza, particolarmente esposta al sole, ha messo a dura prova tutti i piloti che seppure all’ombra e con acqua a sufficienza da bere, si sono ritrovati accaldati per colpa degli oltre 47° di temperatura esterna.

L’orario di partenza è stato aggiornato alle 14 ma i direttori di gara, auto e moto, si sono resi conto che le condizioni erano peggiorate rapidamente e non era pensabile mandare i piloti all’interno del settore selettivo con questo grande caldo. Così la decisione, che ha trovato immediata adesione da parte di tutti, è stata quella di annullare la prova e di portare tutti al bivacco di Chami via strada, per circa 120 chilometri.

Alle 16, ora mauritana, 18 in Italia, la carovana del rally ha raggiunto un bivacco sabbioso e caldo, ma ventilato nel quale i piloti hanno affrontato le ultime formalità prima di riposarsi all’ombra delle tradizionali tende berbere.

Ora si pensa già alla tappa di domani annunciata come una delle più difficili dell’intero rally, e non solo per le temperature altissime: i piloti lasceranno Chami alle 7,15 per un trasferimento che li porterà 20 chilometri più in là. La partenza della speciale per la prima moto, che a questo punto è sempre quella del vincitore di sabato, il francese Xavier Flick, avverrà alle 7,43 per una speciale di 470 chilometri composta di fuoripista e dune, dune e fuoripista. Come se fino ad oggi avessimo scherzato la navigazione sarà ancora una volta decisiva e la battaglia che oppone i primi due piloti in gara, Maurizio Gerini (Husqvarna) e Stefan Svitko (KTM) – separati da 2’40” in classifica generale - sarà come sempre accesissima. Un breve trasferimento di 24 chilometri e mezzo porterà la carovana al bivacco, ben noto all’AER di Akjoujt.

Martedì 25 ottobre 2022

Tappa 7

CHAMI/AKJOUJT : 514,66 km

Trasferimento 19,90 Km - Speciale 450 Km - Trasferimento 24,60

Akjoujt – Una vegetazione fitta e addirittura un timido campo di granoturco a bordo strada. La Mauritania è più verde che mai e grosse pozze d’acqua fanno capire mentre si viaggia verso est che le inondazioni non sono passate da troppo tempo. I cammelli e le capre sparse ovunque mangiano volentieri un’erbetta a cui davvero non erano abituate e il panorama ha cambiato colore. Nonostante questo la speciale di 450 chilometri ha presentato il suo menù giornaliero ai piloti fatto di dune, cordoni di dune, erg e fuoripista al punto tale che più di qualcuno ha cercato compagnia: come per esempio le due Yamaha Ténéré 700 di Alessandro Botturi e Pol Tarres che stamattina avevano deciso di aspettarsi e viaggiare insieme. “Ci eravamo già messi d’accordo – racconta Botturi al bivacco di Akjoujt, in mezzo al nulla più totale – io che partivo prima l’ho aspettato e poi abbiamo proseguito sempre insieme perché se una delle nostre moto si insabbia da soli è dura tirarla fuori”. In questo modo sul traguardo lo spagnolo, Tarres che ha dovuto accelerare più del solito oggi per tenere il ritmo del professor Botturi, ha chiuso sesto davanti al campione di Lumezzane, settimo.

La vittoria della tappa è andata a Stefan Svitko che ha a sua disposizione ancora quattro tappe per conquistare la sua prima Africa Eco Race, ma lo stesso vale per il nostro Maurizio Gerini. Oggi, fra qualche errore di navigazione, qualche traccia da cercare e qualche wpt da individuare i due hanno viaggiato più o meno insieme fino a 100 chilometri dalla fine dove, una volta finite le dune, lo slovacco ha aperto il gas e se n’è andato. “Ho provato a stargli dietro – diceva Gerini, che ha chiuso secondo a 6’26”- ma non era proprio possibile, la sabbia era morbida sulle piste sabbiose e non mi riuscivo neanche ad avvicinare al limite di velocità dei 150 km/h, così lui mi ha distaccato”. In classifica assoluta ora Svitko conduce con un margine di 3’46” sull’italiano mentre al terzo posto c’è sempre il francese Xavier Flick che, quarto oggi, alle spalle del norvegese Pal Anders Ullevalseter, resta sempre il migliore della categoria Malle Moto, riservata ai piloti che corrono senza alcun supporto e senza assistenza.

Impressionanti i risultati degli altri italiani: Massimiliano Guerrini ha chiuso 11° con la sua Husqvarna davanti al 12°, Lucio Belluschi su Ténéré e Salvatore Di Benedetto, 14° anche lui sul bicilindrico Yamaha. Francesca Gasperi chiude quindicesima assoluta e quando il gruppo d’italiani arriva al bivacco la festa è grande. Hanno viaggiato insieme, alcuni, e per alcuni tratti della speciale, ma ognuno ha fatto il suo lavoro soprattutto Guerrini partito dalle ultime posizioni. È lo stesso Jean Louis Schlesser che si congratula con loro dicendo al napoletano Di Benedetto che al rifornimento era 29° ed è riuscito a rimontare la bellezza di 14 posizioni fra sorpassi e manetta. La Gasperi è radiosa quando raggiunge il bivacco e confessa di non essersi mai insabbiata: ha viaggiato con un buon ritmo insieme allo slovacco Martin Benko inizialmente e dal rifornimento, al chilometro 245, ha proseguito con Belluschi fino a che lui non si è insabbiato. A quel punto ha continuato da sola, incontrando poi anche Di Benedetto. I quattro arrivano al bivacco fra gli applausi e il sorriso di Jean Louis Schlesser è smagliante “Avevo paura che per i bicilindrici sarebbe stata troppo pesante questa tappa” confessa, e invece, per fortuna, non è stato così. Complice anche un cielo velato che ha attutito il calore che oggi non ha superato i 38 gradi.

Domani prima tappa ad anello con un trasferimento di 24 chilometri a inizio e fine : la speciale di 423 chilometri e 800 metri partirà di nuovo presto per evitare di incontrare il grande caldo delle ore centrali della giornata. Le previsioni sono, nuovamente, quelle per una speciale quasi inedita, con dune ma anche distese pietrose e naturalmente del sano fuoripista.

Foto: Credits - Alessio Corradini