• Redazione

Da domani il via alle verifiche a Omsk per l'undicesima edizione del Silk Way Rally

Iniziano da domani, mercoledì 30 giugno, alle 8, le operazioni preliminari del Silk Way Rally, valido quest'anno per la Coppa del Mondo FIA Tout Terrain e il Mondiale FIM. Due giorni a Omsk fra verifiche e cerimonia sul podio di partenza prima di avviarsi sul percorso che quest'anno porterà i concorrenti - 41 auto, 16 camion, 25 moto e 2 quad - fino alla capitale della Mongolia, Ulan Bator. La gara partirà da Omsk dopo la cerimonia di giovedì pomeriggio, diretta a Novosibirsk ma le prime tre tappe della competizione, in Russia conterranno un numero minimo - come tradizione - di chilometri di prove speciali, neanche 350. La prima tappa, per esempio, da Omsk il 2 luglio conterà un complessivo di 674 chilometri e una ps di 103. Nel momento in cui si passerà in Mongolia le cose si faranno più serie e i concorrenti affronteranno altre sette tappe, di cui due ad anello fino al traguardo previsto per domenica 11 luglio nella capitale, giorno della festa nazionale e d'inizio anche del popolare Naadam Festival. In totale i chilometri saranno 5248 di cui 2821 di settori selettivi misti fra foreste, steppe, deserti - quello bellissimo dei Gobi - e piste sabbiose e sterrate. Ci si aspettavano forse un po' più di concorrenti al via, ma soprattutto ci si aspettavano i grossi nomi che invece sembrano aver disertato la gara.

X Raid praticamente è assente e ha lasciato i suoi piloti clienti con i loro team, come Vladimir Vasilyev che correrà con la Mini, così come il russo Denis Krotov: niente buggy al via e neanche personaggi di rilievo. Non di meno la Overdrive Toyota che se si toglie Yazeed Al Rajhi su Hi Lux non ha praticamente nessun altro in partenza, compresi gli OT3 che dopo tutti i problemi e le rotture delle ultime due gare - Andalusia e Kazakhstan - hanno preferito restare a casa. In compenso si rivede Guerlain Chicherit che non avendo ancora pronta la sua GCK Thunder a bioetanolo ha chiesto in prestito a Mathieu Serradori il suo buggy CR6, giusto per riprendere un po' l'abitudine a correre nei rally: al suo fianco Alex Winocq che sarà poi il suo copilota anche alla Dakar 2022. Jerome Pelichet porta al debutto il nuovo buggy della MD Optimus mentre fra i complessivi undici T1 iscritti spuntano solo nomi russi, cechi o kazaki. Al via anche Marco Piana e David Giovannetti su Toyota, assistenza veloce dei Polaris Xtreme Plus in gara, a cominciare da quello di Michele Cinotto e Maurizio Dominella per proseguire con lo RZR di Enrico Gaspari e Massimo Salvatore oltre a quello di Josè Pena Campo.

Sono 14 gli SSV T4 contro i 13 T3, almeno nell'elenco iscritti, ma per avere i dati definitivi dovremo aspettare le verifiche e la lista partenti. Interessante lo schieramento dei T4 che stanno battagliando per la Coppa del Mondo: si rivedono Austin Jones, Kees Koolen, Fernando Alvarez e anche Eugenio Amos con Paolo Ceci nelle fila del team South Racing, con Can Am, ma fanno il loro ingresso in questa classe anche la ex motociclista russa Anastasiia Nifontova, al via con un Can Am e il papà di Austin, Jesse Jones.

Fra i partenti anche il patron di PH Sport Jean Pascal Besson con un T3RR.

I camion figurano nella lista degli Open e dello schieramento fanno parte ben sette Kamaz e la casa del Tartastan ha approfittato della gara più importante per loro per presentare il nuovo camion T5, ancora più aggressivo dei suoi precedenti fratelli.

Nelle moto il Red Bull KTM Factory Racing schiera Matthias Walkner e Sam Sunderland, la Hero Motorsport porta Sebastian Buhler, Joaquim Rodrigues e Franco Caimi mentre Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing si presenta con Skyler Howes e Luciano Benavides. Monster Yamaha conterà su Adrien Van Beveren e Ross Branch - recente vincitore in Kazakhstan, oltre ad Andrew Short: Gas Gas ha deciso di portare Daniel Sanders per far fare all'australiano un po' di esperienza in vista sempre dei prossimi impegni. In mezzo a una selva di piloti mongoli e russi si intravede anche un po' di Italia con Carlo Cabini che prosegue la sua esperienza all'estero su Honda, ma soprattutto padre e figlio Winkler, Aldo e Andy su KTM che insieme a Massimo Camurri si cimenteranno per la prima volta in questo rally.