JACOPO CERUTTI VINCE LA TAPPA MA È ALESSANDRO BOTTURI, NELLA SFORTUNA, CHE ENTRA NELLA STORIA DI QUESTO RALLY RAID
- Redazione

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Khnifiss, 29.1.2026 – Si potrebbe pensare che con due vittorie un pilota sia già entrato nella storia dell’Africa Eco Race e in effetti è vero. Botturi come Cerutti ha vinto l’Africa Eco Race per ben due volte, ma quello che è accaduto oggi in Marocco diventerà qualche cosa di indimenticabile per altre ragioni. Stamattina gli italiani erano partiti in prima posizione, con Thomas Marini (Husqvarna), in quinta con Jacopo Cerutti (Aprilia) e sesta per Alessandro Botturi (Yamaha). La tappa non era semplice e le trappole di navigazione hanno colpito quasi tutti i piloti. Il gruppetto dei primi sei ha viaggiato praticamente sempre insieme, aiutandosi in alcuni casi ma non in tutti, tanto è vero che l’istinto del pilota Aprilia ha prevalso su tutti e lui ha saputo trovare il passaggio giusto prima degli altri.
Botturi ha fatto lo stesso e fino a sette chilometri dal traguardo era lui in testa, con il miglior tempo. Poi, una volta trovata la direzione giusta a testa bassa i piloti si sono ‘ingarellati’ in una battaglia divertente e velocissima e quando sono arrivati sul traguardo si sono congratulati uno con l’altro per la bella prestazione. E’ stato quello il momento in cui si sono accorti che Botturi non era più con loro: una panne elettrica alla sua Ténéré 700 lo aveva fermato, a sette chilometri dal traguardo. Per lui niente da fare, nessuna soluzione e i piloti che sono arrivati dopo hanno semplicemente ammesso di averlo visto ma nessuno si è fermato a chiedergli se aveva bisogno di aiuto. Fino a che è arrivato il 124, Nicolas Charlier, pilota Yamaha anche lui, partito alla mattina dalla 15. posizione, l’unico che si è fermato ad aiutare Botturi…Come? Trainandolo. Così un pilota di peso come Botturi e una bicilindrica senza motore si sono affidate al pilota belga che con una corda legata alle pedanine ha dato il via a una missione difficile, ma possibile. Fino a che la corda non si è rotta e i due hanno proseguito con la mano destra di Botturi sul braccio sinistro di Charlier. Fino al traguardo e poi fino al bivacco, cinque chilometri più in là.
Botturi chiude 33° la tappa e scivola in nona posizione assoluta con un’ora e sette minuti di ritardo, ma a Francesco Montanari su Aprilia, è andata ancora peggio perché la sua moto è rimasta ferma in speciale, ed ecco un’altra storia incredibile. Arrivato lungo in una curva è finito in mezzo agli arbusti e un ramo si è infilato con una precisione chirurgica sotto la protezione anteriore strappando tutti i cavi. Impossibile aggiustarli, impossibile ripartire. Unica soluzione il balai che ha caricato pilota e moto e li ha riportati al bivacco da cui ripartiranno domani. Nella classifica di giornata da segnalare il sesto posto di Marco Menichini(Aprilia) e l’ottavo di Marini con Andrea Vignone 17° e Stefano Dogliotti 21° davanti a Fabio Lottero 22°. La classifica generale passa nelle mani di Jacopo Cerutti che comanda su Thomas Marini per 4’49”. Fra le auto vittoria del belga Van Pollaert su Optimus MD Rallye mentre gli italiani hanno vissuto una giornata non troppo positiva. Andrea Schiumarini e Maurizio Gerini hanno rotto un ammortizzatore, anteriore destro, e hanno riparato smontando il posteriore per sostituirlo, solo che rompendosi l’ammortizzatore aveva anche tranciato qualche tubo e la Century ha cominciato a surriscaldare. Giornata complicata anche per Enrico Gaspari e Paolo Ceci, arrivati davvero indietro per problemi meccanici al loro Can Am. Domani si raggiunge Dakhla, e finalmente anche la tappa di riposo.
Tanti i chilometri, ben 768 per una speciale da 396 veloce, come annunciato, ma sempre selettiva per la navigazione. Da non dimenticare che a Dakar mancano ancora otto tappe










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