• Elisabetta Caracciolo

Jutta Kleinschmidt torna sul luogo del 'delitto', a 20 anni dalla sua vittoria alla Dakar

Jutta Klenschimdt ritorna – da pilota - sulla spiaggia del Lago Rosa a 20 anni di distanza dalla sua vittoria nella Dakar 2001. Un’occasione insperata per la pilota tedesca che non ha mai nascosto la sua passione per il motorsport e la voglia soprattutto di poter tornare a correre. Erano quasi le sette di sera ieri, in Senegal, le 21 in Italia, quando la notizia ha cominciato a fare il giro del paddock della seconda prova del Campionato Extreme E. Claudia Hurtgen, pilota insieme a Mattias Ekstrom della Cupra ABT, non sta bene. Un dolore addominale che la pilota tedesca lamentava da un giorno si è aggravato nel corso delle prove libere di venerdì pomeriggio e quando è scesa dalla Cupra, al termine del suo giro, le sue condizioni sono apparse subito serie. Trasportata in ospedale e sottoposta a controllo medico soffre di una grave infezione intestinale e in effetti, non è la sola nell’entourage della Extreme E. Rientrata in hotel, dove è rimasta a riposo per tutta la giornata, la pilota ha dovuto abbandonare il team. Impossibile per lei pensare di gareggiare e così, come previsto dal regolamento, è entrata in scena la riserva.

Due le riserve a disposizione del campionato in ogni gara: un uomo, Timo Scheider e una donna, Jutta Kleinschmidt e in questo caso la scelta, trattandosi di una donna, è ricaduta sulla famosa pilota tedesca. Attualmente Presidente della Commissione Cross Country in FIA, donna di fiducia del presidente, Jean Todt, Jutta ha accettato con entusiasmo perché per lei correre è davvero la cosa più importante della vita. Vincitrice della Dakar nel 2001, due volte a podio nel 2002 e 2005, precedentemente pilota di moto, vanta una carriera – ingegnere in BMW per moltissimi anni – davvero inestimabile per questo settore. L’umiltà è la sua carta vincente e quando ieri sera alle 19 l’hanno vista arrivare in Cupra con la sua ventiquattrore e mettersi a disposizione del team, l’hanno accolta con grandissima soddisfazione e gratitudine. Stamattina la tedesca ha provato più volte la manovra di cambio pilota, lo switch come lo chiamano sulla Extreme E, insieme a Mattias Ekstrom e ovviamente non è stato facile trovare il feeling corretto.

Inoltre da questa gara il tempo per lo scambio dei piloti è stato ridotto da 45 secondi a 40 – novità non apprezzata da tutti – e questo ha inizialmente rappresentato un problema. Risolto brillantemente con più e più prove (il video qui di seguito di una delle prove)


rese possibili dal fatto che il tempo a disposizione del team spagnolo non era poco visto che la loro sessione per le prove di qualifica era la seconda sulle tre complessive, una per ogni tre equipaggi.

E i test sono serviti perché quando sono scesi in spiaggia, a bordo Oceano per la prima prova di qualifica con Mattias Elkstrom per primo al volante e Jutta Klenschimdt a seguire, i due hanno ottenuto un provvisorio miglior tempo, dopo le prime quattro vetture transitate. Un tempo incredibile al di sotto degli 11 minuti e i due della Cupra ABT sono stati il primo equipaggio a riuscirci. Elkstrom ha lasciato la vettura alla tedesca con un vantaggio minimo sul tempo intermedio, e la Klenischmidt ha veramente fatto un miracolo. Non solo ha mantenuto il distacco ma lo ha addirittura incrementato. Ha guidato alla grande, sfruttando fino in fondo l’esperienza che aveva già avuto sul percorso di gara che aveva provato, una sola volta, lunedì scorso quando si trovava già sul Lago Rosa proprio per testare il tracciato insieme a Timo Scheider. Entusiasmante la sua guida su una spiaggia che ha solcato per tantissimi anni dapprima con la Mitsubishi e poi con la Volkswagen, prudente in un primo momento, ma poi via via sempre più aggressiva e soprattutto spettacolare che ha ricordato davvero la Jutta di inizio anni Duemila. Ha mantenuto nel primo giro il balance di Ekstrom l'assetto cioè che ripartisce la coppia fra anteriore e posteriore e che lei non ha avuto bisogno di cambiare "quello di Mattia andava benissimo e l'ho tenuto, senza toccare troppe cose perchè essendo la prima volta avevo davvero un sacco di cose da tenere a mente" ha scherzato la pilota.

Dopo di loro in Q1 è sceso in pista l’equipaggio X44 della scuderia di Lewis Hamilton con Sebastien Loeb e Cristina Gutierrez e i due sono riusciti ad abbassare ulteriormente il tempo della Cupra.

Al termine della prima qualifica Jutta ha ammesso che per lei questo era un sogno che si avverava, tornare a guidare sulla sabbia di Dakar, a vent'anni di distanza, in un campionato di così alto livello, con una vettura nuova, elettrica, quindi volta al futuro, e con una grande quantità di campioni del mondo come avversari è davvero qualche cosa che non riteneva possibile.

Nella seconda qualifica la tedesca è partita per prima rispetto al suo compagno di squadra e ha guidato ugualmente benissimo su un terreno che si era letteralmente distrutto, complice anche un caldo davvero più asfissiante rispetto ai giorni precedenti.

Per i risultati definitivi delle qualifiche dovremo però aspettare le 18 di oggi pomeriggio.