• Elisabetta Caracciolo

Kevin Benavides dopo il divorzio da Honda HRC raggiunge il team Red Bull KTM Factory Racing

Avevamo qualche dubbio in proposito? No, voglio dire...qualcuno pensava che Kevin Benavides potesse andare in qualche altro team? Personalmente no, non ho dubitato neanche per un minuto e quando il vincitore della Dakar 2021 ha annunciato - qualche settimana fa - che lasciava il team HRC Honda sono semplicemente rimasta in attesa dell'annuncio ufficiale del suo nuovo 'ingaggio'. L'unica perplessità eventualmente poteva essere relativa al colore della moto: arancione KTM, bianco e blu Husqvarna, oppure rosso Gas Gas visto che il rosso sta molto bene all'argentino ed è sicuramente il colore che più soddisfazioni gli ha regalato in tutti questi anni.

Invece KTM non si è fatta sfuggire l'occasione e lo ha posizionato in quel Dream Team che adesso davvero si avvicina sempre di più al cielo stellato. La nuova stella da aggiungere a questo firmamento di assi ha firmato oggi con la Casa austriaca per la Dakar 2022 e anche il Campionato del Mondo 2022 che dovrebbe cominciare - il condizionale è d'obbligo in questo periodo - a giugno in Kazakhstan.

Benavides ha cominciato la sua carriera nell'enduro chiudendo esattamente 10 anni fa al primo posto del Mondiale FIM Junior ed è approdato ai rally nel 2015. Vincitore del titolo nel 2017, secondo alla Dakar del 2018, è stato sempre l'uomo di punta di un team Honda HRC che in realtà non se n'è mai accorto perchè i giapponesi erano, e sono, troppo concentrati su un Joan Barreda che di vittorie a casa ne ha portate pochissime, e sicuramente mai una alla Dakar. Così, per l'ennesima volta Honda si è lasciato sfuggire un cavallo vincente che se ne va davvero a testa alta, dopo aver conseguito quel successo che per tutti i motociclisti legati all'ambiente dei rally raid è il titolo più prestigioso: la Dakar. E non è solo la Honda a perdere un pilota così prezioso, ma anche la Monster che vede la Red Bull strapparle dalle mani un vero e proprio vincente.

Benavides dunque, raggiunge il Red Bull KTM Factory Racing, la squadra ufficiale, affiancando forse, perchè ancora non si ha conferma del team 2022, Matthias Walkner, Sam Sunderland e un Toby Price che pur continuando ad allenarsi sembra sempre più interessato a un futuro a quattro ruote.

Nei prossimi giorni l'argentino inizierà ad allenarsi con la KTM 450 RALLY e si sposterà in Dubai, insieme al resto della squadra.

Kevin Benavides:“Sono molto contento e eccitato di raggiungere il Red Bull KTM Factory Racing team e si tratta di una grande opportunità per me, un passo importante per questo nuovo capitolo della mia vita. Sono sempre stato un fan della KTM, delle sue moto e di Red Bull e anche dell'organizzazione di questo team e credo fermamente che per me si tratti della migliore scelta, in assoluto, per il futuro nelle gare e soprattutto per la Dakar dove mi presenterò nel 2022 da vincitore". Umile e modesto come nel suo carattere, Kevin Benavides confessa che il suo obiettivo quest'anno "sarà cercare di adattarmi alla moto il prima possibile e conoscere tutte le persone che operano intorno al nuovo team così da potermi sentire a mio agio e concentrarmi sulle gare. Spero di poter continuare il mio programma di allenamento e di passare la maggior parte del mio tempo in moto, non solo quella da rally ma anche di allenarmi nel cross e nell'enduro".


Gli fa eco Jordi Viladoms – KTM Factory Racing Team Manager:“Siamo davvero contenti di poter dare il benvenuto a Kevin nel nostro team: i suoi risultati parlano da soli e sono sicuro che il suo apporto in termini di conoscenza, esperienza, motivazione aiuteranno moltissimo la nostra squadra. Il nostro programma sta subendo alcuni cambiamenti ma noi siamo concentrati sul Campionato del Mondo di specialità, che abbiamo tutte le intenzioni di vincere e sulla Dakar che vogliamo tornare a conquistare per riportare il titolo in Austria".

A questo punto avanzerei una richiesta a Fabio Farioli, e ovviamente a KTM stessa...possiamo invitare Kevin a correre qualche gara degli Assoluti Enduro in Italia? Così, tanto per allenarsi. Rivederlo sui terreni di casa nostra sarebbe un piacere per noi, per gli appassionati e, sono sicura, anche per il pilota argentino.