• Elisabetta Caracciolo

Sfida fra team manager: le vetture di Rosberg, Hamilton e Andretti in finale nella Extreme E

Sono state due semifinali davvero di altissimo livello. La domenica pasquale si è aperta di mattina presto con la sfida per l'accesso alla finale in questo Desert XPrix prima prova della stagione Extreme E. Il deserto attorno ad AlUla, in Arabia Saudita, ha ospitato nuovamente queste incredibili vetture elettriche avviandosi alla finalissima del primo pomeriggio, quella che inciderà il nome del primo vincitore nella storia. Già la storia perchè al di là delle critiche e delle polemiche degli scettici si sta effettivamente scrivendo la nuova storia, il futuro di quello che sarà il motorsport sempre più avviato verso le motorizzazioni pulite - non emissioni zero perchè quello è impossibile - elettriche, a idrogeno o metano che siano.

Stamattina gli equipaggi hanno scelto le loro posizioni di partenza, che in realtà sarebbe meglio chiamare allineamenti: la linea infatti è assolutamente dritta e ogni vettura - tre al via - può scegliere la sua posizione, se stare cioè a destra, al centro, oppure a sinistra. Loeb ha scelto la posizione di destra - guardando lo schieramento alle spalle delle vetture - Sainz quella centrale e a Kristoffersson è rimasta quella a sinistra che si è poi rivelata quella vincente. A disposizione dei piloti - i primi a partire sono stati gli uomini in tutti e tre gli equipaggi - c'è un boost che si può attivare due volte nel corso della manche - hyperdrive - e di sicuro qualcuno lo ha utilizzato in partenza. Al semaforo verde sono scattati bene tutti e tre i piloti ben sapendo che il ruolo da protagonista l'avrebbe giocato la polvere...immensa, impenetrabile, cieca. Johan Kristoffersson si è rivelato non solo un abile pilota ma anche un bravo stratega perchè quando ha visto che Sainz era più veloce e che Loeb si stava scannando fianco a fianco con lo spagnolo si è tenuto fuori dalla mischia allargandosi a sinistra e poi è entrato deciso tagliando la traiettoria e portandosi in prima posizione. La bagarre è durata forse uno, massimo due chilometri, poi si sono tutti calmati, a parte il primo che senza polvere davanti ha potuto fare la sua gara indisturbato. Dietro Loeb e Sainz hanno preso non pochi rischi alcuni addirittura impossibili da individuare con le telecamere vista l'altissima quantità di polvere e di conseguenza sono andati forte ma senza esagerare (un rametto di erba chameaux incastrato sul tergicristallo di Loeb chiariva subito quanto avesse rischiato l'alsaziano). Al cambio Kristoffersson è stato molto veloce e la Taylor è ripartita con una posizione di assoluto dominio mentre la Gutierrez e Laia sanz partite dietro non si sono praticamente quasi viste per tutta la manche. Vittoria schiacciante dunque, del duo del team di Nico Rosberg che si è ripreso quello che le penalità ieri gli avevano strappato di mano, e cioè la palma di equipaggio più veloce. Il loro tempo di 11'12" li fa accedere alla finalissima: alle loro spalle con un distacco di 29"55 Loeb/Gutierrez con la X44 di Lewis Hamilton, anche loro in finale mentre in terza posizione chiudono Sainz/Sanz con Acciona/Sainz XE a 1'04"22.

La seconda semifinale denominata Crazy Race ha visto al via Timmi Hansen che ha scelto la posizione più a destra, Olivier Bennet che ha preso la posizione centrale e Jenson Button, che a quel punto si è dovuto accontentare della sinistra. Al momento del semaforo verde tutti e tre sono scattati velocissimi, ma Hansen ha tirato fuori tutta la sua esperienza e si è posizionato quasi subito davanti: Button e Bennett sono rimasti fianco a fianco per un po' ma poi Button si è allargato a sinistra per evitare la polvere ed è riuscito a portarsi in seconda posizione. Subito dopo però Bennett si è allargato a destra e ha cercato addirittura di passare Hansen che è stato più veloce e ha chiuso la traiettoria. Queste le posizioni che sono rimaste inalterate fino al momento dello scambio dove Hansen è entrato dopo 4'50" con Bennett alle spalle staccato di 30"86 e Button a 49"24. Lo scambio al volante non ha riservato sorprese e le tre vetture sono ripartite nello stesso ordine, quello con cui poi hanno anche chiuso la gara. Bravissima come sempre Catie Munnings che ha concluso la gara con un complessivo di 11'30" staccando gli inseguitori di 29"79 la Giampaoli Zonca e di 1'07"73 Mikaela Ahlin Kottulinsky.

La finale dunque vedrà opposti Kristoffersson/Taylor, Loeb/Gutierrez e Hansen/Munnings - Andretti United - e così Loeb e Hansen si ritroveranno di nuovo fianco a fianco in una partenza in linea come avveniva nel rallycross. Una finale one shoot si disputerà anche fra il settimo l'equipaggio Leduc/Price e la Cupra di Ekstrom/Hurtgen ricorstruita totalmente nella giornata e nella nottata di ieri.

 

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